I micrometraggi al Tribeca Film Festival

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Vine, l’app che ha consacrato i microvideo come linguaggio, dopo nemmeno un anno dal suo lancio ufficiale, è sbarcata a Manhattan al Tribeca Film Festival.

Il famosissimo festival di cinema indipendente, che si svolge ogni anno nel quartiere di Lower Manhattan, è sempre stato all’erta per quanto riguarda le evoluzioni tecnologiche, soprattutto quando possono rendere possibili nuove forme d’espressione artistica.

Essendo la mission del festival quella di fornire agli artisti piattaforme uniche per ampliare l’audience delle loro opere ed espanderne i canali d’accesso, permettendo ai consumatori di sperimentare il cinema indipendente, quale piattaforma migliore di quella che spopola sulla rete?

Senza perdere tempo allora è stato deciso di inserire una nuova categoria all’interno del concorso: #6secsfilms. Una categoria dedicata interamente alle opere di narrazione in formato microvideo. Dato il contesto social di Vine, quale metodo migliore di far iscrivere i micro-registi tramite Twitter, postando la propria opera accompagnata dall’hashtag #6secsfilms?

La categoria dei micrometraggi è stata suddivisa in quattro sottocategorie: #Genre (i Vine con esplicito riferimento a determinati generi cinematografici come western, horror, comedy), #Auteur (i Vine d’autore), #Animate (i Vine realizzati con la tecnica del stop-motion) e #Series (le storie raccontate attraverso 3 microepisodi). Ogni vincitore di ogni categoria ha vinto 600 dollari, 100 per ogni secondo di clip.

“Sei secondi sono un sacco di tempo. Puoi raccontare un’intera storia in sei secondi” questo dice Robert De Niro, uno tra i fondatori del festival, palesando il potenziale narrativo dietro a questa semplice applicazione per smartphone, che già aveva dimostrato il suo valore diventando in poco tempo lo strumento di condivisione sociale e produzione video più diffuso in rete.

Questo il Vine vincitore della sottocategoria #Genre. Sul sito ufficiale del festival sono disponibili tutti i 40 Vine finalisti.

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