Hollywood e il marketing: il caso The Hunger Games

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Dopo mesi d’attesa, il 23 marzo scorso è uscito finalmente “The Hunger Games”, la pellicola che ambienta un reality show in un futuro distopico diretta da Gary Ross. Tratta dal bestseller fantascientifico di Suzanne Collins, vede come protagonisti attori del calibro di Jennifer Lawrence, Liam Hemsworth, Elizabeth Banks, Wes Bentley, Stanley Tucci, Woody Harrelson e Lenny Kravitz. Soltanto nel primo weekend ha incassato 155 milioni di dollari, vedremo cosa sarà in grado di fare in Italia quando uscirà il prossimo primo maggio.

Il film è costato circa 100 milioni di dollari, oltre ai 45 milioni destinati alla promozione e alle attività di marketing. Tim Palen, responsabile della campagna promozionale, ha lavorato su supporti tradizionali come poster, billboard, bus bench ads. Ma anche (e soprattutto) utilizzando facebook, twitter, tumblr, iPhone games, YouTube, e streaming video.

La strategia di marketing virale scelta dalla casa di produzione Lionsgate è riuscita a creare grande attesa, a partire soprattutto dai giochi attorno ai quali gira l’intero film. Senza mostrarli mai esplicitamente.

Vediamo alcune tappe di questa lunga campagna promozionale:

Ad aprile 2011, sulla pagina ufficiale di Facebook è stata pubblicata la selezione del casting, ed è stato pubblicato il logo ufficiale del film. Nel giro di poco tempo la fanpage contava oltre 3 milioni di fan.

In agosto è stato aperto il sito TheCapitol.pn, fatto per sembrare la pagina web dei famosi giochi, che si svolgono a Capitol, e che ha spinto circa 800.000 ragazzi a creare finte carte d’identità per potervi partecipare attivamente.

In dicembre, cento giorni prima dell’uscita del film, su Twitter è stato lanciato #HungerGames100. L’hashtag invitava ad utilizzare il social per scovare i pezzi di un puzzle che avrebbe rivelato la nuova locandina, raccogliendo 100 pezzi sparsi per il web.

Nel gennaio del 2012, per attrarre anche un pubblico femminile è stato aperto il tumblr CapitolCouture.pn, dedicato completamente al fashion e alla promozione di prodotti quali una linea di smalti e una marca di acqua minerale (entrambi legati al film).

Oltre al sito, sono stati diffusi in rete 3 poster animati. In questo caso utilizzando tre locandine che mostrano le finte pubblicità di alcuni prodotti in vendita a Capitol. Come testimonial fittizi sono stati usati alcuni protagonisti del film: Wes Bentley, Stanley Tucci e Lenny Kravitz.

I 155 milioni di incassi rappresentano forse il miglior riconoscimento ad una strategia che, impegnando un budget relativamente esiguo (rispetto ai canonici 70-80 milioni spesi per i blockbuster), ha puntato intuizioni ed energie soprattutto sul web e sul variegato universo dei social network. Questo successo rappresenterà una svolta per Hollywood? Staremo a vedere.

One Response to Hollywood e il marketing: il caso The Hunger Games

  1. Complimenti a chi ha curato la campagna di marketing di The Hunger Games, visto il clamoroso e inaspettato successo verrà ricordata a lungo, prima dell’uscita del film sono riusciti a creare un notevole pathos e la scelta del trailer ha fatto il resto.
    Quelli che hanno curato l’immagine di John Carter dovrebbero andare a ripetizione da loro, grande budget ma pessima comunicazione e pessimo trailer orientato solo a mostrare effetti speciali fini a se stessi, piuttosto che puntare sulla storia e sugli attori come fatto da THG.

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