Google Panda: prevenirlo è meglio che combatterlo!

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Lo si è sempre considerato un animale mite e amabile, ma ora il Panda sta diventando una belva temutissima per chi si occupa di SEO. Nel video che postiamo oggi, viene fatto il punto della situazione a qualche mese dall’entrata in scena dell’algoritmo più severo in circolazione.

Soprattutto per quanto riguarda alcuni aspetti misteriosi e segnali dei quali tenere conto prima del suo arrivo sui nostri lidi.

Ma rinfreschiamoci un po’ la memoria su cos’è Google Panda. Quali sono gli elementi critici di questo nuovo algoritmo?

Innanzitutto si concentra sulla qualità dei contenuti, tende a considerare l’usabilità del sito, penalizza la sovra-ottimizzazione SEO e altri fattori minori quali velocità del sito, bounce rate, tempi di permanenza, links esterni etc.

Infine, una variabile importante di cui tener conto è la tempistica con cui avvengono gli update occasionali dell’algoritmo: dall’attivazione di febbraio ad oggi sono già stati due ed un prossimo è previsto a giugno.

Secondo gli autori del video sono tre gli aspetti importanti ai quali bisognerà prestare la massima attenzione per riuscire a mantenere la visibilità dei siti in futuro:

Il primo aspetto “rivoluzionario” è il mix uomo-macchina. Con l’avvento di Google Panda si è verificata un’integrazione dell’algoritmo con i dati raccolti dai Quality Raters di Google, permettendo così di discernere al meglio la qualità dei contenuti di un sito. Ciò permette un’analisi sempre più impeccabile e raffinata che allo stesso tempo spingerà obbligatoriamente ad una maggior cura degli aspetti “sensibili” dei siti presi in esame.

Il secondo aspetto riguarda chi è stato colpito sino a questo punto da Panda update. Si è trattato soprattutto di siti di grandi dimensioni, di forte trust, che raccolgono molto traffico e sono solitamente generalisti.

Dalla severa penalizzazione sembra siano sinora esclusi siti solitamente piccoli e nicchiati, in linea con l’orientamento di Google relativo ad un ridimensionamento generale del valore del trust rank. Questo selezionato target di “penalizzati” costringerà i gestori di questi siti a correre ai ripari e a prepararsi all’update presentandoli in perfetto stato.

Infine il capitolo advertising: dall’analisi dei pattern comuni ai siti penalizzati viene evidenziata la necessità di riequilibrare contenuti e pubblicità. Tra le cose assolutamente da evitare vi sono: l’utilizzo di pubblicità quantitativamente eccessiva rispetto ai contenuti, il suo posizionamento in modo predominante all’interno del sito, l’utilizzo di link di affiliazione ed infine pubblicità legate a siti ed offerte scam.

Questi in sintesi i fattori su cui concentrare l’attenzione. Ma nel caso si fosse colpiti dalla maledizione del Panda? E’ possibile rientrare da una sua penalizzazione?

Scopritelo guardando il video di Madri.com

One Response to Google Panda: prevenirlo è meglio che combatterlo!

  1. Carmelo scrive:

    Il mio Blog aveva subito una penalizzazione, che ho potuto superare facendo cancellare tutti i miei articoli “copiati” da altri siti. Alla fine, dopo l’ultimo aggiornamento, le cose sembrano essere tornate a posto. Consiglio di evitare gli aggregatori che duplicano interamente i pezzi, ho dovuto faticare per risistemare le cose dopo che uno mi aveva copiato una quarantina di articoli. Saluti.

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