Cos’è Google Panda?

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Certamente in questi ultimi mesi avrete sentito parlare di Google panda, a volte senza sapere bene di cosa si trattasse. Ebbene, rappresenta l’ultima frontiera del posizionamento di casa Google: un sofisticato algoritmo che classifica i siti web in base alla qualità dei loro contenuti.

L’obiettivo ufficiale dichiarato da Google è quello di identificare tutti quei siti che forniscono contenuti “scarsi” (che perciò non danno agli utenti un reale servizio in termini di utilità) e porli in posizione di svantaggio rispetto agli altri.

Per fare questo il celeberrimo motore di ricerca ha raccolto migliaia di dati statistici attraverso focus group, chiedendo alle persone quali fossero gli elementi più importanti nella loro personale valutazione di un sito internet e quali fossero i criteri che secondo loro rendono un sito affidabile, serio, sul quale soffermare la propria attenzione.

Google, sulla base dei risultati pervenuti dalle ricerche, ha trasformato i pareri degli utenti in algoritmi in grado di svantaggiare quei siti con il solo scopo di trarre profitto attraverso le pubblicità e di porre invece in primo piano quelli a cui preme pubblicare contenuti di un certo valore, per dare un reale servizio alla comunità della rete.

Quali sono quindi le variabili introdotte da Google? Eccone alcuni in sintesi.

  • Vengono penalizzati i contenuti scarsi o superficiali. A quanto pare Google darà un vero e proprio giudzio editoriale sui contentuti pubblicati; i contenuti, per godere di un buon posizionamento dovranno essere di qualità.
  • Qualità è meglio di quantità. I siti riportanti accurate analisi, punti di vista condivisibili e che sviluppano tematiche in maniera chiara ed esaustiva saranno privilegiati rispetto a quelli che presentano un testo breve, imbottito di parole chiave.
  • Pubblicità sì, ma non troppa. Alcuni indicatori sapranno rilevare le pagine che presentano un rapporto sproporzionato fra advertising e contenuti effettivi.
  • Nuovo ruolo dell’utente. La ricerca di una maggior soddisfazione degli utenti ha portato ad un grosso passo in avanti in questo senso; infatti da ora verranno prese in considerazione le user experience e i dati raccolti direttamente dagli utenti per determinare la qualità e l’autorevolezza di un sito. Prima dell’avvento di Google Panda l’attenzione era incentrata esclusivamente sulle keywords e sui link, ora invece essa verte su quei fattori che soddisfano le esigenze degli utenti e che, ad esempio, evitano di dover tornare sul motore di ricerca per proseguire una ricerca fin li insoddisfacente.
  • Si al web design. Verranno presi in considerazione gli aspetti relativi alla grafica dei siti web, privilegiando coloro i quali sapranno unire i criteri dell’usabilità a quelli della funzionalità e gradevolezza, sempre in un’ottica volta a perseguire il fine della qualità.

Il messaggio è arrivato, forte e chiaro. La SEO ormai non è più un semplice insieme di indicazioni che è opportuno seguire, ormai è una pratica che richiede sempre più professionalità e una ricerca continua della qualità. Un mondo in continua evoluzione col quale dover fare i conti… e con cui è meglio farli bene!

E voi, che ne pensate?

7 Responses to Cos’è Google Panda?

  1. Fradefra scrive:

    Per quanto mi riguarda, nessun problema. Sono anni che dico che questa era la strada giusta, quindi queste modifiche vanno nella direzione che da sempre seguo ed insegno.

  2. Domenico scrive:

    Ciao Fradefra.
    Sicuramente i siti di qualità non subiranno penalizzazioni o abbassamento sostanziale di traffico, però c’è da valutare anche l’effetto indiretto sulle strategie di web marketing: Almeno il 20% di portali Americani e, quasi tutti quelli relativi ai Comunicati Stampa ed Article Marketing, sono calati vistosamente in traffico,e probabile (se non quasi sicuro) che succederà la stessa cosa anche da noi.
    Ora non sto qui a sindacare su COME siano stati utilizzati questi portali da (presunti) seo o markettari…ma chi pubblicava e pubblica contenuti di qualità, viene ora penalizzato : Vedremmo quanto varrà un link da un AM, o quanti visitatori porterà un comunicato, il Panda ho l’impressione sia implacabile nel giudicare gli “aggregatori” di notizie, su 10 articoli almeno 8 sono spazzatura….. e quindi chi si occupa di web marketing ( o che dovrebbe occuparsi… ) dovrà per FORZA seguire altre strade,come il SMM.
    Forse non tutto il male viene per nuocere 😉

  3. Matteo scrive:

    Bisogna vedere anche quanto siete politicizzati cari i miri collaboratori di google…la verità scritta su molti blog é fastidiosa e con questa ultima trovata…ecco l’ennesimo strumento per censurarla…

  4. Simone Simone scrive:

    Ciao Matteo.
    Non capiamo il senso del tuo Messaggio…Se riesci ad essere più preciso e chiaro … !

  5. Susanna scrive:

    E’ per questo che ora compare il +1 button in Google ed è possibile anche inserirlo nel proprio sito. Mi sembra una cosa buona questa.

    Ciao

    Susanna

  6. la panna scrive:

    Grazie molto . l’articolo è molto dettagliato e spiega bene cos’è google panda. un concetto che mi era un po poco chiaro..

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