Gli investimenti in SEM delle aziende italiane

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E’ stata l’unica forma di advertising sul Web che ha visto crescere gli investimenti, in Italia e nel mondo, anche nel periodo nero di Internet seguito allo scoppio della bolla speculativa nei primi anni 2000: il search engine marketing (SEM, acronimo che racchiude le attività SEO, keyword advertising ed altre attività correlate), a tanti anni di distanza, continua ad essere uno degli strumenti di promozione sul web più efficaci per le sue peculiarità, e le aziende dello stivale non mancano di investirvi in maniera sempre più convinta. Un quadro ancora più chiaro ed esaustivo sul rapporto che le aziende italiane hanno con il search marketing emerge dalla ricerca di mercato svolta online da OTO Research (www.otoresearch.it) nel mese di ottobre su un campione di 216 professionisti che lavorano in aziende italiane e che hanno competenze o responsabilità sulle attività Web.
Dall’indagine emerge come il 69% delle aziende italiane si avvalga di attività di search marketing (il 44% è attivo da 2 o più anni), mentre una buona metà delle aziende che ancora non si sono mosse (16%) ha comunque intenzione di valutare nel breve/medio periodo questa forma di promozione (in ¼ dei casi entro i prossimi 6 mesi). L’attività viene svolta internamente dal 52% delle aziende, mentre il 41% si avvale del supporto di un’agenzia specializzata, demandandole l’intera gestione delle attività o solo una parte di esse (es. la sola attività SEO o la sola gestione del keyword advertising). Tra le attività portate avanti dalle aziende già attive nel search marketing, la search engine optimization (SEO), ovvero l’ottimizzazione di un sito per ben figurare tra i risultati dei motori di ricerca, ed il keyword advertising (link sponsorizzati) si spartiscono la testa delle preferenze con l’85% di utilizzo ciascuno. Il 55% degli intervistati è attivo anche in attività di link building, attività rilevante per migliorare la visibilità di un sito tra i risultati di ricerca di motori come Google.
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