Google: i risultati di ricerca di Bing sono “un’imitazione da quattro soldi”

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L’ingegnere informatico Amit Singhal ha recentemente accusato Bing di copiare alcuni risultati di ricerca da Google. Google ha da poco creato le cosiddette “synthetic query” (maschere sintetiche), ovvero delle query di prova che collegano due termini che normalmente non hanno nessun nesso, e ha scoperto che dopo un po’ gli stessi collegamenti hanno iniziato ad apparire su Bing.

Un esempio? Google ha creato una synthetic query che collega la parola senza senso “hiybbprqag” ad un risultato riguardante posti a sedere in un teatro di Los Angeles. Dopo un po’, questo stesso risultato è apparso su Bing.

Google afferma perciò che l’unica possibile soluzione per questo “adeguamento” è che Bing abbia copiato spudoratamente da loro, visto che l’unico nesso tra la query e il risultato era ed è tuttora lo stesso Google.

La riposta di Microsoft, arrivata direttamente da un portavoce, è stata decisa, ma non molto specifica: “Non copiamo i risultati di Google”.

Harry Shum, vicepresidente di Bing, ha più tardi ampliato la risposta, affermando come di fatto i risultati uguali non derivino da un atto di plagio da parte di Bing, ma derivino invece dai suoi utenti.


Scrive Shum: “Sono presenti circa 1.000 differenti fattori nel nostro algoritmo di ricerca. Un piccolo elemento di questo enorme insieme sono i dati che riceviamo da alcuni dei nostri clienti, che condividono anonimamente informazioni mentre navigano sul web, per aiutarci a migliorare il servizio per tutti gli utenti.”

Ma Google non ha la benché minima intenzione di lasciar correre. La compagnia ha deciso di esaminare a fondo la questione sul suo blog ufficiale con un lungo post, raccontando precisamente come i suoi ingegneri hanno scoperto  che Bing copia i risultati di Google, e cosa intendono fare per cogliere Bing con le mani nel sacco.

Il post è estremamente dettagliato ed è strutturato più o meno come un giallo high-tech. Consigliatissima la lettura nel caso si possegga una buona conoscenza dell’inglese: Post di Google.
Ecco la parte fondamentale comunque: Google accusa Bing di usare una “specie di combinazione” di Internet Explorer 8, Bing Toolbar e ogni altro possibile mezzo per inviare e raccogliere informazioni su quello che la gente cerca in Google e su che risultati di ricerca vengano invece cliccati in Bing.

Sentenzia Google: “Detta in altro modo, alcuni risultati di ricerca di Bing somigliano in maniera crescente ad un brutta copia di quelli di Google. Un’imitazione da quattro soldi.”

Il guanto di sfida è stato lanciato. E dopo affermazioni del genere, si può star sicuri che la Microsoft replicherà a breve.

E voi che ne pensate? Microsoft copia o è Google che esagera?

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