Facebook si rinnova: goodbye Sponsored Stories!

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Facebook ha deciso di mettere fine ad un sistema pubblicitario nato nel 2011 ma mai troppo amato dai suoi utenti.

Stiamo parlando delle Storie Sponsorizzate, la cui introduzione è costata a Facebook ben 230 milioni di dollari accantonati tra il gennaio 2011 e l’agosto 2012, e che scompariranno dal social network dal 9 Aprile, come annunciato da quest’ultimo in una nota ufficiale sulla sua pagina “Facebook and Privacy“.

Questa decisione è stata preceduta da innumerevoli proteste e class action in merito all’utilizzo, sia proprio che improprio, da parte degli inserzionisti, di nome e foto profilo degli amici dell’utente in questione con la dicitura ‘Ha fatto mi piace alla tal pagina’, ‘Parteciperà al tal evento’ o ‘Si trova in questo negozio’.

Quest’eliminazione, dettata anche da un forte desiderio di rinnovo, avverrà sotto le spoglie di un “update” inerente alle attività di advertising e verrà giustificata dall’evoluzione del “contesto sociale”, ormai in grado di migliorare le performance di advertising automaticamente.

Ma cosa sono esattamente queste Storie Sponsorizzate? Esse consistono in una strategia pubblicitaria che offre ad un brand l’opportunità di convertire l’interazione con gli utenti (like, check-in, uso dell’applicazione connessa alla pagina) in attività promozionali.

Ora che gli inserzionisti sono in grado di creare un’associazione tra il loro brand e le interazioni senza la necessità di ricorrere alla realizzazione di una “storia” ad hoc, queste Sponsored Stories non hanno più alcun motivo di continuare la loro permanenza sul web.

Ma cosa prenderà il loro posto? Le Storie Sponsorizzate si trasformeranno in una semplice notifica di un “mi piace” apposto dall’amico di un utente sulla pagina del marchio e non sul singolo post. In questo modo l’utente, visualizzando le preferenze dei suoi amici piuttosto che la classica notifica di invito, dovrebbe essere più spronato a “piacciare” direttamente il marchio interessato.

Ci sarà inoltre una grande svolta in termini economici nel momento in cui l’azienda pubblicherà post dalla sua pagina senza dover ricorrere ad annunci a pagamento. Continuerà però purtroppo ad essere proposta pubblicità “non richiesta” anche agli utenti non iscritti ad una pagina particolare, fino all’arrivo della possibilità di dichiarare un esplicito rifiuto.

Non ci resta che dire: coraggio caro Facebook, ad un flop del genere non può che seguire una strategia pubblicitaria sicuramente migliore!

Francesca Zia
Ha studiato Economia e Gestione Aziendale presso l’Università degli Studi di Trieste. Appassionata di marketing e di economia, segue con attenzione le ultime tendenze in fatto di comunicazione

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