Ed ora il 3.0

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Pubblico un articolo trovato navigando in Intenret:
Partendo dall’assunto che non amo la definizione di web 2.0, più che altro perchè una nomenclatura vera e propria riconosciuta non l’ho ancora trovata ma la trovo più una mossa di marketing lanciata da qualche big player (qualcuno conosciuto) del settore che ha tirato fuori la parola "web 2.0" per dare nuovo slancio all’industria dopo la nota bolla. Una specie di linea di confine per segnare o comunque per far percepire alle aziende un cambiamento. Secondo me Internet è sempre lo stesso dal 1996 (data della mia prima connessione) è solo che con il tempo ha subito, come ogni mezzo "nuovo", degli sviluppi; ma come succede ad ogni "utensile" inventato dall’uomo. La televisione all’inizio era una scatola con delle pessime immagini, poi è diventata mezzo di comunicazione per pochi, poi è entrata in tutte le case, poi è diventata (semi) interattiva ma non ha mica cambiato nome o aggiunto desinenze! Stesso dicasi per molte "cose" inventate dall’uomo (come ad esempio il telefono, che da semplice contatte tra due ora è diventato integrato e broadband).
Ora però sembra che c’è qualche lungimirante che addirittura punta al 3.0!! Leggo infatti l’intervista di qualche super mega Chief Executive (è americano quindi nessun riferimento negli italici confini) che prevede l’avvento del 3.0 a brevissimo. Il bello di tutta questa mega previsione è che…non dice nulla. L’unico riferimento al web che fa è che praticamente il 3.0 potrebbe risiedere nella possibilità da parte degli utenti di poter avere parte in causa nella ridefinizione dei brand aziendali, concepiti come "terreno" di sperimentazione dove gli utenti possono dire la loro. Ora non voglio fare il rompipa**e di turno però inizio a non vedere tutte queste linee di demarcazione tra il sedicente 2.0 e il "neo-nato" 3.0.

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