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Risultati di ricerca “pilotati”? Il caso Google-TripAdvisor

13 dicembre, 2010 (18:22) | Web Marketing | Di: Joel

Alcuni di voi saranno al corrente della controversia tra Google e TripAdvisor (per chi non lo conoscesse, è un sito specializzato in recensioni su hotel, ristoranti e altri luoghi di vacanza), il cui ultimo sviluppo è la dichiarazione, da parte di quest’ultimo, del blocco di alcune proprie pagine inferto a Google. Si dice che allo stato attuale delle cose alcune pagine siano tornate ad essere visibili, ma chissà se e quando il ritorno alla visibilità sarà totale.

L’ultima notizia al riguardo ci viene dalle pagine del Wall Street Journal, che scrive come molti abbiano alzato la voce puntando il dito contro la politica anti-competitiva di Google di pubblicizzare i propri contenuti:

Google Inc. sta promuovendo in maniera sempre più evidente alcuni dei suoi contenuti rispetto a quelli di siti web rivali nelle ricerche online, facendo alzare la voce ai siti interessati. Il gigante del web, ad esempio, mostra nelle prime posizioni i link ai propri servizi come le informazioni di local-business o Google Health, privilegiandoli rispetto agli altri risultati.

Google, che sta al momento sviluppando sempre più contenuti e servizi di ricerca specializzata nella speranza di dare un’accelerata agli introiti derivanti dalle ad, afferma che mostrare link diretti ai propri servizi è più utile ai navigatori che mostrare semplicemente i link delle pagine che si classificano bene rispetto ai criteri di ricerca.”

La risposta del motore di ricerca non si è fatta attendere, attraverso il Google Public Policy Blog:

La nostra unica preoccupazione è rispondere efficacemente e velocemente agli utenti. Qualche volta la risposta migliore, e più accurata, è uno dei nostri classici “ten blue links”, e altre volte è un articolo giornalistico, un video o una mappa.”

Come hanno scritto Susan e Udi, abbiamo creato Google per gli utenti, non per i siti web. Siamo sempre disponibili al dialogo con i webmaster per garantire la nostra propensione alla creazione di prodotti di ottima qualità, ma alla fine della giornata, gli utenti sono sempre al primo posto.”

Quindi, pare chiaro che Google non ha la benché minima intenzione di cambiare modus operandi.

Se volete leggere un’opinione interessante sull’argomento, vi riportiamo il punto di vista di Greg Sterling, dalle pagine di Search Engine Land:

I potenti saranno sempre tentati di utilizzare il loro potere per ottenere un vantaggio illecito. Il dovere degli organi di controllo è quello di mantenere i mercati equi e funzionanti, per il bene della società. Quando una singola compagnia diventa troppo potente o ottiene il controllo quasi totale di una fetta di mercato, questi organi dovrebbero curarsi di scoprire se sono riscontrabili comportamenti scorretti e manipolazioni.

Tuttavia mi sembra che il caso Google non sia tra questi.”

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