E’ iniziato il bombardamento elettorale. Che mesi ci aspettano…

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Pubblico questo articolo che ritengo interessante.
L’articolo è tratto da Spot and Web ed è stato scritto da un mio caro ex professore universitario, sempre attento a queste tematiche comunicative.
di Francesco Pira
Come faremo a sopravvivere nei prossimi due mesi? E’ quello che tutti gli italiani si chiedono visto l’assedio che La Casta porterà avanti per conquistare consensi e per giurare che il vecchio è nuovo, che gli anziani sono giovani, che i programmi sono cose serie, e che i privilegi non contano. Uniti, capaci di fare ammucchiate senza far capire che lo sono davvero, pronti a diventare patinati e pettinati in tv, si presenteranno a tutte le ore sullo schermo, invaderanno le radio, i giornali, cercheranno di conquistare consenso dopo consenso per arrivare a comandare, perchè governare è un’altra cosa. Ho parlato con tante persone di tutte le età, mi hanno scritto mail
colleghi ed amici e amiche per confidarmi che sono già esausti e sopratutto per sentire una mia opinione su che campagna elettorale ci sarà a destra, a sinistra e al centro (lì si gioca la partita vera!!!). Bontà loro! Mi permetto quindi di fare anche a voi che non me le avete chieste alcune considerazioni.
Dal punto di vista mediatico quali saranno i limiti e la potenzialità di questa campagna. Saranno usati tutti i mezzi a 360 gradi come in America? Le famiglie al seguito avranno un ruolo fondamentale in questa corsa contro il tempo? Come faremo a conoscere i deputati ed i senatori che ci proporranno i cui noi usciranno dalle segreterie senza essere mai passati da un percorso popolare?
Davvero conterà fare una buona comunicazione o ci sarà una nuova parità, dopo un alternarsi inquietante di sondaggi? Quello che maggiormente temono i politici di entrambi gli schieramenti è il cosiddetto effetto bandwagon che si otterrebbe attraverso la pubblicizzazione di sondaggi, ovvero la tendenza di alcuni elettori a
“salire sul carro” del partito dato per vincitore.
Chi fa comunicazione politica di professione e per noi che la studiamo, nel nostro piccolo, l’effeto bandwagon è di entità variabile e dipende da una serie di circostanze tra loro non sempre omogenee. In questo momento in cui i capi carismatici dei partiti sono assediati perchè devono mettere a punto le liste gli esperti di comunicazione sono alle prese anche con un altro effetto dovuto alla pubblicizzazione dei sondaggi elettorali, chiamato underdog che consisterebbe nella tendenza di alcuni elettori di “andare in soccorso” del candidato
o del partito dato per secondo in una sorta di effetto-simpatia per il perdente. Provate a fare voi un gioco ed a sistemare nelle caselle delle varie elezioni chi può guardare con speranza al primo o al secondo effetto. Ma nella comunicazione politica che verrà nei prossimi giorni si dovrà anche tenere conto della fine di tre componenti delle precedenti campagne elettorali: il machismo, il manicheismo e l’autoritarismo. Ripercorrere il cammino teorico che ha fatto il pubblicitario Jacques Séguela già nel 2001 ci aiuta poi a capire che le sue profezie si avvereranno. Andiamo con ordine: il machismo.Prima decidevano tutto gli uomini.
Oggi invece sono le donne e i giovani che decidono le elezioni. E quindi La Casta per vincere dovrà
distinguere tra queste tre “razze”. Gli uomini, le donne e giovani. Finito il manicheismo: c’era prima destra o sinistra, bianchi o neri. Camminiamo verso il modernismo ma siamo legati al passato, Vogliamo essere riformatori ma siamo conservatori. Ed in ultimo ma non meno importante la fine dell’ autoritarismo: prima c’erano società d’ordine regolate da religioni, dai militari, dal potere in genere. Ora c’è disordine e quindi il serio rischio è che il rumore vincerà sulla comunicazione. Questo naturalmente mentre tutti garantiscono che sarà una campagna dai toni bassi. Ma può essere possibile con le pattuglie di candidati per tutte le poltrone? La Casta dovrà urlare più di Beppe Grillo per far passare un messaggio ai frastornati cittadini/elettori. Qualcuno dice che non ci rimane che internet se la televisione continuerà a dirci bugie. Ma chi può garantire che La Casta sul web non dirà bugie? Nessuno. Proprio nessuno. E come faremo a capire tra un rumore, un urlo ed un
comizio la differenza tra il bene ed il male? Un compito difficile. Ancora più complesso se il marketing elettorale lavorare per far veder bello e utile quello che non lo è. E’ bene ricordare Grazia Deledda: “tutti siamo impastati di bene e di male, ma questo ultimo bisogna vincerlo”. Ci riusciremo a scorgerlo il male ed a vincerlo tra un effetto
e l’altro mediatico?

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