Overdose da Facebook

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInShare on Google+Email this to someone

 

casi di dipendenza dai social network: facebook ma non solo

Se non potete fare a meno di aggiornare in continuazione il vostro profilo, se per voi taggare è diventata una mania, e al caffè con gli amici preferite una conversazione in chat…allora potreste rischiare di diventare dipendenti dai social newtork.

Facebook, Twitter e Messanger ad esempio, non solo vengono usati per condividere momenti di aggregazione tramite foto, status e link, ma possono dar luogo ad una vera e propria ossessione in chi ne abusa.

In generale si chiama “Internet addiction disorder” il tipo di disagio di chi non può stare lontano dalla rete, manifestando segni di insofferenza paragonabili a quelli dei tossicodipendenti in astinenza quali ansia, depressione, perdita del controllo di sè e di ciò che sta attorno.

“L’overdose da Faebook” non è stata ancora classificata come patologia vera e propria, tuttavia nel soggetto dipendente esiste e cresce una sindrome latente.
Ma cosa porta a questo stadio? E’ davvero così facile perdere il contatto con la realtà?
La dipendenza dai social network sembra essere dovuta al forte senso di sicurezza, di personalità e di socialità che tale forma di siti provocano.
Gli effetti più comuni scaturiti da questa ossessione si riflettono nel trascurare l’ambiente familiare, lavorativo e sociale. Sono i contatti virtuali a prendere il sopravvento, perchè l’amicizia creata nei social network genera sicurezze e autostime fittizie.

Per curare questi “maniaci del web” è nato alle Molinette di Torino il primo ambulatorio dedicato a ciò all’interno del dipartimento di Neuroscienze, diretto dal professor Filippo Bogetto.
L’idea è nata al termine di una ricerca su un centinaio di persone, diventata poi tesi di laurea.
Si tratta di un ambulatorio per le “nuove” dipendenze: non solo verso i social network, ma anche da internet in generale, senza dimenticare la dipendenza da gioco d’azzardo e videopoker. Naturalmente però, i “malati di Facebook” rappresentano l’emergenza più sentita in questo periodo.
Tra i casi finora segnalati troviamo persone che soffrono di insonnia o che arrivano tardi al lavoro dopo ore passate davanti al computer durante la notte. Sono ancora inesistenti dati certi sul fenomeno in quanto è presto per tracciare bilanci e identikit, si presume comunque che in futuro l’ambulatorio di Torino non resterà il solo in Italia.

Non diamo però per scontato che “addicted” siano solo i giovani, anche gli adulti possono sviluppare questa stessa mania e trasmetterla alla prole!
Infatti un padre o una madre che stanno ore ed ore davanti al computer, probabilmente cresceranno figli che riprodurranno i medesimi comportamenti, e che finiranno loro stessi con lo stare ore e ore a chattare, commentare e allegare video.

Visto che facebook è vietato ai minori di 13 anni, dobbiamo aspettarci che nel futuro tale limitazione venga cancellata?
I nostri figli saranno dunque “la generazione dei tag” fin dalla prima infanzia?

One Response to Overdose da Facebook

  1. […] il discorso lasciato in sospeso nel blog sulle generazioni future e il loro uso dei social network, oggi vi sorprenderemo: lo sapevate già […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *