Digital PR: come sono cambiate le regole delle pubbliche relazioni?

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La trasformazione che hanno attraversato e stanno tutt’ora attraversando le pubbliche relazioni in questi anni è certamente profonda.
Si parla spesso di crisi dei media tradizionali, ma sia che si tratti veramente di una crisi oppure soltanto di una lentezza strutturale nell’aggiornamento dei processi comunicativi, stà di fatto che ai media classici si sono affiancati una miriade di altri fattori/player che non possono essere trascurati da chi si occupa di pubbliche relazioni.

  • Contenuti di qualità sempre più importanti

Oggi “ognuno è un media“, tutti possono pubblicare, fare informazione, condividere opinioni, diventare autorevoli ed influenzare gli altri attraverso il web. Non c’è più una comunicazione “dall’alto” ma piuttosto una condivisione e un confronto con contenuti user-generated che nascono per così dire “dal basso”. Per poter fare la differenza in questo mare magnum di informazioni bisogna, oggi più che mai, puntare su contenuti di qualità

Pur mantenendo le classiche attività come il contatto con i giornalisti, l’invio di comunicati stampa e l’organizzazione di eventi, chi fa PR oggi deve necessariamente relazionarsi con nuove realtà.

  • Comunicare e creare relazioni con individui diversi

Non solo i media tradizionali, appunto, ma soprattutto i nuovi giocatori del web: le testate online, i blogger, gli influencer. Gruppi relativamente piccoli – a volte singoli individui – che hanno però un peso importante nell’informazione digitale. Coinvolgerli e creare relazioni con loro, possibilmente a lungo termine, è una delle chiavi per un piano di digital PR efficace.

  • Pensare i contenuti per una fruizione digitale

Lo strumento del comunicato stampa non è “morto”, come alcuni dicono, ma va rivisitato in chiave web, deve essere reso SEO-friendly per “piacere” ai motori di ricerca ed arricchito con link e keywords. Anche le modalità di invio si sono aggiornate: contattare qualcuno via mail oggi significa già usare un tono più informale rispetto al passato, più conciso e puntuale. Inoltre, la necessità di raggiungere nuovi interlocutori come i blogger – ben diversi dai giornalisti tradizionali – richiede un approccio diverso, meno classico e più dinamico, più coinvolgente e con proposte di contenuti pensati per la gente e la condivisione sul web.

  • Valutare, di più e meglio

Sono aumentate le sfide, e con esse le occasioni per fare un bilancio dei risultati. Se prima era difficile poter valutare l’efficacia reale di una campagna di PR basandosi solamente sulla pubblicazione del nostro comunicato da parte del giornale che abbiamo contattato, oggi è possibile quantificare i nostri risultati grazie a tutta una serie di strumenti che possiamo usare per verificare e monitorare la circolazione della nostra campagna all’interno del web e sui social media: un nome per tutti Google Alerts. In questo modo potremo vedere se, oltre ad essere stato pubblicato, il nostro contenuto è stato effettivamente condiviso dalla gente, menzionato, linkato e, quindi, diffuso.

  • Nuove opportunità

Saper sfruttare le nuove possibilità offerte dal mondo digitale può dare risultati davvero interessanti e facilitare il processo di diffusione dei contenuti. Basti pensare alla velocità di propagazione dei contenuti e alla loro capillarizzazione. Inoltre, non è da sottovalutare il vantaggio della permanenza dei contenuti sul web: restando disponibili, cliccabili e condivisibili nel tempo, continuando a lavorare – aumentando visibilità e autorità di chi li ha creati – anche dopo che li abbiamo realizzati.

E siamo, molto probabilmente, solo all’inizio.
Post Scritto in collaborazione con http://www.greatcontent.it/

 

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