Desideri un’assistente virtuale? Affidati a Nina

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Mercoledì è stata presentata Nina, l’assistente virtuale di Nuance. Nina è l’acronimo per Nuance Interactive Natural Assistant, che riunisce in un’unica interfaccia tutte le tecnologie di elaborazione del parlato sviluppate precedentemente da Nuance, come speech recognition, text to speech, natural language under standing, voice ID biometric.

Cos’è praticamente Nina? E’ un applicazione destinata alle imprese che trasforma lo smartphone del cliente nel suo centro assistenza mobile compreso di funzionalità di riconoscimento vocale, un app B2B per aziende, utilities, ospedali, banche, call center e chiunque abbia necessità di gestire il dialogo coi propri clienti in mobilità.

Nina capisce cosa la persona sta chiedendo basandosi sul suo fraseggio naturale, senza usare parole chiave o frasi prestabilite. E’ anche in grado di riconoscere la voce del proprietario grazie al riconoscimento dei parametri biometrici.


E’ possibile quindi gestire mediante dialoghi per esempio il proprio conto bancario tramite home-banking, o pagare le bollette, fare bonifici ecc. Nina si prospetta molto efficiente anche nell’ambito dei call center: attraverso sistemi a risposta vocale interattiva gestisce le comunicazioni con i clienti. E grazie alla funzione call intercerp, Nina trasmetterà dei dati visuali e informazione sul display dello smartphone anticipando le richieste del cliente.

Nina sembra ora una risorsa ideale per qualunque azienda che voglia migliorare l’esperienza del proprio mobile customer service. Ricordandoci sempre quanto sia fondamentale un customer service efficiente, personalizzato e soddisfacente per riuscire a generare e mantenere la fiducia al brand, poter disporre di uno strumento dal forte potere coinvolgente, che rende la comunicazione più facile, produttive e godibile e che fornisce al cliente risultati immediati, dà una marcia in più.

Nuance sta anche già collaborando con Fastweb e Banca Mediolanum in Italia e con Ford, Samsung, Apple e addirittura il Medical Center dell’Università di Pittsburgh negli Stati Uniti.

Cosa ne pensate di Nina?

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