Da un compleanno all’altro, lontano da qui

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Ormai è diventata quasi una moda, anche se fortunatamente a scopo benefico. Dopo i famosi e coinvolgenti  video “1 Second Everyday” e “A second a Day from Birth” girati con handycam e smartphone, Save The Children UK approfitta del successo di questo nuovo format per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’inarrestabile conflitto in atto in Siria. Un conflitto che, duole ricordarlo, sembra proprio sia stato rimosso da gran parte dei media occidentali.

L’organizzazione internazionale per la difesa dei bambini ha lanciato “Most shocking second a day”, un video virale che mostra, attraverso una sorta di climax, “la vita di una bambina che, da un compleanno all’altro, viene stravolta a causa della guerra. Questo – commenta l’organizzazione – sta facendo la guerra ai bambini siriani e il fatto che non succeda qui, non significa che non stia accadendo”.

Il video, che su YouTube supera le 25 mila visualizzazioni, nasce dall’idea di simulare l’ipotetico cambiamento della vita di una bambina britannica nel caso in cui scoppiasse improvvisamente una guerra a Londra.

Sebbene si riferisca nello specifico alla situazione che stanno vivendo i bambini siriani dal 15 marzo 2011, (esattamente tre anni fa), il video possiede un messaggio che va aldilà del singolo contesto.

Il suo obiettivo è di ricordare ad ognuno di noi qualcosa che spesso tendiamo a dimenticare facilmente, ovvero non limitare il nostro campo d’azione e di pensiero a ciò che ci sta attorno ma interessarci anche a situazioni in cui non siamo coinvolti.  Situazioni spesso foriere di ingiustizie e danni a carico di innumerevoli persone.

Attraverso il primo piano di questa bambina, per un minuto e trentatré secondi siamo immersi in una realtà che non dovrebbe risultarci estranea.

Siamo stati abituati fin da piccoli a pensare a concetti astratti, senza un minimo di riscontro pratico, e purtroppo molte volte abbiamo difficoltà a sentire vicine situazioni che materialmente accadono e coinvolgono madri, padri, figli come noi il cui unico difetto (se si può definirlo tale) è l’essere stati meno fortunati di noi.

Pensate che questo video possa essere utile a farci tornare coi piedi per terra?

Francesca Zia
Ha studiato Economia e Gestione Aziendale presso l’Università degli Studi di Trieste. Appassionata di marketing e di economia, segue con attenzione le ultime tendenze in fatto di comunicazione

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