Comprare senza spendere: è lo “swap party”

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Il baratto è un concetto antico su cui si è basata per decenni l’economia familiare e che ora è tornato prepotentemente di moda, colorandosi di nuove sfumature e avvalendosi dell’effetto moltiplicatore fornito dal web.

swap-party

Su internet crescono siti che propongono scambi senza circolo di denaro, mentre dagli Usa arriva la moda degli swap party, privati o pubblici, in cui ci si ritrova per scambiarsi oggetti e servizi.

Il baratto è un’occasione per mettere in circolo sensibilità ed esperienze, e crea una rete sociale che dà vita a nuove relazioni e stimola la creatività. Sul sito www.viveregratis.it, per esempio, nella sezione baratto poli, si scambia dalla bigiotteria alla casa per le vacanze, dai mobili all’automobile. I navigatori inseriscono descrizione e foto degli oggetti che vogliono barattare e a togliere l’annuncio una volta che è superato. Tutto a costo zero.

Simile il funzionamento di www.zerorelativo.it, la prima community italiana di baratto online che propone anche il prestito gratuito di oggetti tra concittadini.

Più mirato al fashion è www.iloveshopping.bo.it/swapclub, riservato ad abiti e accessori alla moda e che importa sul web una formula di gran successo negli Usa, quella degli swap party, a cui Visa dedica dei temporary shop che allestisce periodicamente in alcune capitali europee, come Londra e Berlino.

In Italia gli swap party iniziano a diffondersi solo ora: spesso sono organizzati tramite Facebook, ma c’è chi ne sta facendo un business in locali pubblici e fast-food: si paga una quota d’iscrizione di 15-20 euro e si portano capi e accessori di cui ci si vuole disfare. Gli organizzatori selezionano quelli migliori e assegnano a ogni partecipante un tavolino dove esporre la merce.

 

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