Come sarà il Web nel 2015-2020? E come cambieremo?

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInShare on Google+Email this to someone

web-del-futuro

Il Web del futuro vedrà nei prossimi 20 anni due ulteriori fasi: un’innovazione incrementale, a seguito di una democratizzazione della base di utenti e di una diffusa localizzazione linguistica di ciò che è attualmente globale; ed un’innovazione radicale, a seguito di una crescente fruizione mediante comandi vocali e in mobilità. Questa include la progressiva dismissione delle tastiere, dei mouse, di dispositivi. L’approccio 2.0 genererà una crescente frammentazione, il concetto di sito diventerà progressivamente amico ed ogni utente avrà a disposizione applicazioni che gli consentiranno di costruire di volta in volta il proprio spazio digitale personalizzato, andandosi a prendere dalla piattaforma web ciò che gli aggrada.

La rete del futuro si evolverà in un grande insieme di micro-web che serviranno micro-comunità e i loro linguaggi. Il Web del futuro sarà glocal, e pertanto un pò globale e un pò locale, e avrà due anime linguistiche: una destinata alla comunicazione globale che, nel 2015, sarà ancora l’inglese, l’altra destinata alle altre comunità linguistiche. La differenza sostanziale con il Web attuale consisterà nel fatto che comunità linguistiche non di lingua inglese diventeranno ampiamente preponderanti, e con esse le diverse culture, ed il Web subirà una trsformazione di conseguenza. Entro il 2015 si verificherà una democratizzazione della base di utenti e l’affermazione dei gruppi linguistici emergenti. Il Web del futuro sarà un Web popolare e prevalentemente in lingua locale e questo è un Web ancora tutto da costruire. Si verificheranno dunque due fattori democratizzazione e localizzazione che agendo congiuntamente trasformeranno profondamente le logiche di fruizione e accresceranno il valore economico degli URL che oggi sono inesistenti o marginali. Nel futuro l’interazione uomo-macchina sarà sempre più seamless, senza cuciture, un termine che viene dalla sartoria e che si affermerà nel mondo della comunicazione. Indica una mediazione invisibile, caratterizzata dalle assenze di tutto quello che oggi sembra ovvio che sia coinvolto nelle attività di comunicazione in rete, per esempio i mouse e le tastiere le pulsantiere. Le tecnologie abiliteranno un mix totale di on-line e off-line, senza più percezione di cosa sia on e cosa off. Reale e virtuale convivranno in un unico mondo connesso, nel quale la Rete sarà ovunque, impercettibile e ovvia. Vivremo in ambienti che interagiranno con noi in base ai nostri desideri, espressi a comando vocale. O anche inespressi, perché le tecnologie cosiddette adattive sapranno anticipare i desideri, in quanto si adatteranno alle abitudini e alle logiche umane. Il Web del futuro sarà un Web delle cose e delle persone. Si verificheranno due fattori: l’elaborazione di calcolo nanoscopica e la connettività permanente ad altissima velocità, che agendo congiuntamente trasformeranno in profondo le modalità di relazione dell’umanità e sovvertiranno le logiche del valore economico delle interazioni fra individui e individui e fra individui e altro. I mercati ne saranno profondamente scossi. Sarà la connessione permanente del tutto la nuova mentalità globale del futuro. Il Web delle cose moltiplicherà esponenzialmente le quantità di accessi attuali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *