Come proteggere i nostri lucchetti?

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Dave è un santone. Vestito di bianco, coi capelli lunghi e brizzolati. Siede a leggere la mente di alcuni passanti convinti per strada al colloquio, grazie alla scusa del lancio di un nuovo programma televisivo.

Dave sa. Conosce i nomi dei più cari affetti degli intervistati, la loro vita amorosa, i problemi di salute, i colori delle abitazioni in cui vivono; ma anche le loro transazioni bancarie, i numeri di conto corrente, delle carte prepagate e molto altro ancora.

Ma qual è il segreto di Dave?

Come nei tradizionali copioni, viene calato un sipario: all’interno del tendone nel quale Dave incontra i suoi clienti, scopriamo un vero e proprio team di hacker intenti a frugare tra le pagine facebook e altri profili social dei candidati.

Uno viral spot efficace, viste anche le 6 milioni di visualizzazioni su Youtube, che porta alla luce quanto siano fragili i nostri sistemi di sicurezza e quanto siano esposti i nostri dati sensibili.

Ormai la pirateria informatica è divenuta una minaccia che riguarda sempre più da vicino sia privati che aziende: secondo l’ultimo Norton Cybercrime Report, infatti, il volume d’affari del cybercrimine nel mondo si aggira attorno ai 338 miliardi di dollari.

Cercare di non essere ingenui ormai non basta più, bisogna necessariamente correre ai ripari. Come ovviare a ciò?

Gran parte della strategia sta nella sicurezza dei nostri lucchetti, le password.

Sia facebook che Google Accounts hanno introdotto la possibilità di inserire una doppia password per gli accessi ai nostri account e account aziendali. Questo sistema di doppia autenticazione permette, una volta inserita la classica password tradizionale al momento dell’accesso, di farci ricevere un sms nel quale troveremo un codice numerico da inserire poi durante la nostra operazione di login.

Questa procedura è identica allo stesso principio di utilizzo dei token, solamente che come token vengono utilizzati i cellulari. Il doppio lucchetto ai nostri dati è più che mai indispensabile quando accediamo da più dispositivi grazie ai sistemi cloud, ovvero quelli che permettono di archiviare i nostri dati in rete.

Ma se tutto ciò non basta, il business della sicurezza informatica ha ideato anche delle applicazioni al fine di mettere tutta la nostra “vita del web” in cassaforte. Un esempio? SplashID.

SplashID memorizza in maniera sicura tutti i nostri dati sensibili su un database sicuro e crittografato che è rapidamente accessibile sia da computer portatili sia da computer desktop. Questa app organizza e protegge tutti i nostri nomi utente, password, PIN, e altri dati, in una posizione comoda e sicura.

Avete provveduto a mettere in salvo i vostri dati?

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