Privacy e internet: l’utenza si esprime

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La maggior parte delle persone ci penserebbe due volte prima di digitare il proprio codice di bancomat sul proprio profilo online, ma se si parlasse del numero di patente invece che del bancomat? O dei propri voti scolastici? O della compagnia per cui si lavora?

Il “Center for Media Desing” della Ball University ha recentemente condotto uno studio davvero interessante sul tipo di informazioni che le persone sono disposte a condividere. Invece di far compilare un questionario, i ricercatori hanno chiesto agli studenti di scrivere informazioni personali di diversa natura su vari foglietti di carta. Quindi hanno chiesto loro di inserire questi foglietti in diverse scatole, chiedendo loro di farlo solo nel caso non avessero dubbi o disagi a riguardo.

Quello che i ricercatori hanno scoperto è che, in definitiva, ogni persona ha un’idea diversa su cosa considerare “personale” e cosa no.
Alcuni sono restii a dare informazioni riguardo i propri numeri identificativi, altri più in generale non vogliono parlare di relazioni e esperienze di vita, per altri ancora tutto ciò che non si vuole far sapere in giro è considerato come “personale”.

Quando si è sul punto di divulgare delle informazioni poi, nuove domande sorgono: spontanee: “Chi vedrà queste informazioni?”, “Le informazioni saranno accessibili solo a persone da me conosciute o saranno di dominio pubblico?”, “Che se ne farà di queste informazioni chi le legge?”

Ecco qua una rappresentazione grafica dei loro risultati (se vi interessa l’immagine interattiva, la trovate qui):

Nella zona rossa, si trovano ovviamente cose come informazioni mediche e codici personali. Ma anche informazioni sui propri figli e (pensate un po’!) il nome da nubile della propria madre.
I partecipanti al sondaggio sono sembrati preoccupati dal fatto che dare troppe informazioni legate alla sfera familiare potesse dare troppi indizi per scoprire qualcosa di più importante (tipo una password, per esempio).

Quello che è importante sottolineare qui è la grande importanza rivestita dalla privacy secondo ogni cybernauta. Bisogna quindi essere molto attenti a questo aspetto quando si interagisce con un potenziale acquirente. Una domanda apparentemente banale può essere abbastanza per veder alzarsi un muro invalicabile tra voi e l’utente. Ecco perché è importante stabilire con assoluta chiarezza le proprie regole sulle privacy, e come vengano raccolte le informazioni sull’utenza. Un utente in cerca di apparecchiature mediche sarà anche disposto a fornire qualche informazione medica sul proprio conto, ma certamente sparirà per sempre, nel caso si accorga che questi dati vengono condivisi impropriamente, o addirittura venduti.

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