Web marketing: quando il nostro peggior nemico siamo noi stessi

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Farsi del male da soli, almeno in ambito marketing, non è difficile come sembra: ce ne parla Mike Moran, direttamente dalle pagine di Biznology:

<<Sono vecchio, quindi mi ricordo di Pogo, il fumetto anni 60 di Walt Kelly, la cui battuta più famosa è senz’altro “I have met the enemy, and it is us.

Nel web marketing, è spesso maledettamente corretto dire che noi siamo i nostri peggiori nemici.

Ne ho avuto recente conferma in una delle mie lezioni, davanti ad un classe di marketer vecchio stile lì per cercare di capire come diavolo funziona questo fantomatico online marketing.

Molti marketer tradizionali hanno problemi col concetto del “Fallo male, ma fallo veloce” che è alla base del marketing online, ma in quell’occasione mi sono imbattuto in una persona così spaventata da questo concetto che nulla le sarebbe rimasto mai in memoria.

Vedevo che la paura che la imprigionava le impediva di andare avanti: lei era veramente il suo peggior nemico. E capita a tutti ogni tanto.

La donna in questione era un market researcher da lungo tempo, e aveva passato la sua vita ad accumulare ingenti quantità di dati, per essere sempre più preparata per le decisioni che contano.

Nonostante i miei sforzi, non penso di essere riuscito a convincerla che si possono prendere decisioni mentre si raccolgono dati, e addirittura cambiarli in corsa se i dati ti mandano in tutt’altra direzione.

Questo concetto era decisamente inaccettabile per lei, tanto che ha rifiutato di prender parte all’esperimento di fine corso, perché non c’erano abbastanza dati disponibili per prendere la decisione finale.

Mi sono sentito triste per lei, perché sicuramente passerà un brutto momento nel marketing online, il che significa che riuscire in qualsiasi tipo di marketing risulterà sempre più difficile, poiché tutto si sta progressivamente digitalizzando.

Nel marketing tradizionali, fare tutto il possibile per ottenere informazioni concrete prima di una decisione era essenziale, perché un errore era negativamente molto influente.

C’era il rischio di giocarsi il budget annuale per una sola mossa sbagliata, e scarse possibilità di rimediare all’errore. Nel web marketing invece, le cose vanno diversamente.

La maggior parte delle decisioni non sono irrimediabili. Anzi il rischio è quasi nullo.
A dirla tutta, il maggior rischio è non fare qualcosa, perché non facendo niente non si può ricevere un feedback sulla propria idea.

Un paragone calzante è quello degli squali, che devono continuamente muoversi per non restare a corto di ossigeno. Nell’online marketing, bisogna sempre mantenersi in movimento per raccogliere informazioni, in modo da capire dove dirigersi al passo successivo.

Quindi, continuo ad avere un pensiero per quella donna. Mi è sembrata estremamente intelligente, era convinta per tutta una marea di ragioni che quello che stavo dicendo non era necessario, ma spero cambi idea.

Tutti devono accorgersi di quando si sabotano da soli, per migliorare e andare avanti. Di nuovo.>>

E voi? Vi siete mai accorti di esservi sabotati con le vostre stesse mani?

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