Come combattere Penguin? Con i contenuti

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInShare on Google+Email this to someone

Non ne abbiamo ancora parlato ma non preoccupatevi, non ci siamo dimenticati di Google Penguin il nuovo algoritmo di Big G che tiene con il fiato sospeso i professionisti della SEO.

È riduttivo considerare Penguin come l’evoluzione di Google Panda, che si limita a contrastare i contenuti online di bassa qualità. L’algoritmo polare è nuovo di zecca e si occupa di penalizzare i siti web che applicano tecniche di spam sleali.

Il pinguino punisce i siti che sfruttano tecniche di keyword stuffing che consistono nell’utilizzo esagerato di parole chiave all’interno delle proprie pagine web.

A essere colpiti dal glaciale algoritmo sono anche i siti internet che impiegano eccessivamente anchor text esatti negli inbound links e usano link provenienti da fonti non autorevoli o da network.

L’anchor text è il testo “cliccabile” di un link che serve a descrivere i contenuti della pagina web che si andrà ad aprire. Per non essere penalizzati dall’algoritmo bisogna evitare di scrivere anchor text lunghi, pieni di parole chiave e poco pertinenti al contenuto della pagina.

Con l’arrivo di google Penguin diventa acerrima anche la lotta contro le web page a pagamento; i collegamenti ipertestuali che arrivano da network di blog e circuiti di siti a pagamento vengono penalizzati.

Dunque, per non essere messi al bando, è necessario rinunciare allo scambio di link con siti non autorevoli e evitare di imbrogliare Google con Network di siti internet.

Questo però non basta per mantenere il proprio sito ai vertici della SERP di Google. L’importanza dei contenuti è indispensabile per ottenere visibilità dal motore di ricerca, i content devono costituire un valore aggiunto ed essere unici e specifici.

Google Penguin ha lo scopo di offrire una SERP con risultati qualitativamente elevati e di aggirare le furberie della SEO troppo aggressiva. Tuttavia, con l’ultimo aggiornamento arrivato il 24 aprile, molte pagine web come wpmu.org, sono state ingiustamente penalizzate da Google Penguin. Questo conferma il fatto che un algoritmo non potrà mai essere efficace al 100% e ci sarà sempre un margine di errore da considerare.

Per la prima volta Google ha fornito un form dove è possibile segnalare se sono state eseguite eventuali penalizzazioni ingiuste.

Questo algoritmo sempre in fase di miglioramento, insegna a noi studiosi di SEO una cosa molto importante: mai smettere di sperimentare nuove tecniche che hanno lo scopo di evitare la perdita di posizionamento dei siti web di qualità.

E voi, siete stati penalizzati dal glaciale pinguino?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *