Cifre da record per la piattaforma di e-commerce cinese

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Alibaba, network di siti che si occupano di e-commerce, è sbarcato a Wall Street e potrebbe portare nelle casse delle società fino a 25 miliardi di dollari. Il costo per azione è di 68 dollari mentre la capitalizzazione di mercato è stimata intorno ai 167,62 miliardi di dollari (superiore a eBay, Twitter e LinkedIn messi insieme), cifre che hanno permesso al colosso cinese di superare il record di Facebook del 2012, prima azienda a riuscire a raccogliere sul mercato 16 miliardi di dollari.

Ma come è nato Alibaba? Tutto inizia nel 1995 quando Jack Ma, semplice insegnante di inglese, parte per Seattle, dove un amico gli fa conoscere Internet. Incuriosito, digita sul motore di ricerca “birra cinese”, ma non compare nessun risultato. Fu quella la scintilla che ha portato alla creazione nel 1998 di Alibaba, il cui scopo è quello di aiutare le imprese locali cinesi a far conoscere i loro prodotti sul web.

Tuttavia, Alibaba non sarebbe bastato per raggiungere un tale successo: nel 2003 nasce Taobao, la risposta cinese a eBay, con la differenza che non percepisce commissioni sulle transizioni e nel 2008 viene anche fondato Tmall, una sorta di centro commerciale online.

Chiave di volta per conquistare la fiducia dei consumatori cinesi è stata un’altra invenzione di Jack Ma: Alipay, un sistema di pagamento online simile a PayPal, che trattiene la cifra pagata dal consumatore e la versa al rivenditore solo nel momento in cui la merce è effettivamente arrivata a destinazione.

Grazie a questi servizi Alibaba consegna circa 200 milioni di pacchi al giorno: i siti Alibaba’s Taobao, TMall e le altre piattaforme coprono l’80% del mercato cinese online e la maggior parte dei suoi 279 milioni di compratori visita i siti almeno una volta al mese.

Secondo una dichiarazione rilasciata a dei giornalisti Jack Ma, ora l’uomo più ricco della Cina, non ha ancora intenzione di fermarsi: «Vogliamo diventare una compagnia globale, e dopo gli Stati Uniti conquistare anche l’Europa e l’America intera».

Ci sono buone notizie anche per il nostro Paese. Il sottosegretario all’Economia Simona Vicari ha sottoscritto un accordo con Alibaba per la realizzazione di una parte della piattaforma dedicata solo al made in Italy: “Con questo accordo si da l’opportunità alle imprese italiane di esportare i loro prodotti di qualità. È infatti la qualità italiana a vincere. Le imprese del legno e del conciario hanno aumentato il loro fatturato dell’80% grazie all’export”.

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