Telefonia mobile: perché Nokia ha perso la corona

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Compariva un giorno fa su The Next Web una testimonianza estremamente interessante a proposito del mondo della telefonia mobile, anche perché portata da Fawzi Rahal, esperto di marketing digitale che ha lavorato anche con Nokia, soprattutto in Medio Oriente e in Africa. Una pubblicazione che è allo stesso tempo fotografia del panorama attuale del settore ed esortazione al gigante finlandese a cambiare la propria politica, che sinora ha comportato soltanto la perdita dell’egemonia sul mercato del telefonino.

La premessa: “Dopo una relazione monogama che durava dal 1994, anno in cui comprai il mio primo cellulare, decisi qualche tempo fa di passare all’iPhone. Solo per scoprire che l’ambiente multi-tasking completamente inesistente non è il mio habitat naturale. Tornai quindi ben presto al mio E71, forte della convinzione che un’enorme fetta (il 40%) del mercato della telefonia mobile appartiene a Nokia e sapendo che un sacco di servizi erano ancora in procinto di essere lanciati”.

Poi avviene qualcosa che fa alzare le antenne al protagonista della nostra storia: “Passai due mesi fuori dalla mia città natale, Dubai. Mi arrivò una bolletta telefonica mensile di 4.900 dollari, roba da infarto”. Avvenimento che causa l’”inevitabile” passaggio a BlackBerry, con un Bold 9000, che Rahal descrive in modo estremamente ironico, dichiarando di odiarne l’estetica, le applicazioni limitate, il funzionamento poco razionale. “Naturalmente, poi, detestavo essere un utente BlackBerry mentre andavo in giro a pontificare Nokia e la sua leadership mondiale”.

Vien da chiedersi, dunque: perché Fawzi Rahal è passato a BlackBerry? Perché gran parte della comunità imprenditoriale mondiale lo fa? La risposta, secondo il protagonista, è molto semplice: “La bolletta del telefono! Non importa dove ti trovi, quale tipo di connessione usi, quanto navighi su Internet e da dove invii le tue mail: non pagherai mai un soldo in più rispetto al tuo canone di abbonamento. Il paradiso!

L’esperto chiude il suo ragionamento in questi termini: “Quando si renderà conto, Nokia, che un buon prodotto e un’esperienza eccezionale sono sforzi vani se non hanno senso economicamente? E’ tanto difficile firmare un accordo con gli operatori telefonici per creare un piano tariffario unico e illimitato? E’ mai possibile che Nokia, leader europeo con una quota complessiva di mercato vicina al 40%, non sia ancora riuscita a creare un singolo pacchetto di dati adeguato a qualsiasi operatore, al di fuori dell’antifona “due mesi di servizi gratis” seguita naturalmente dal solito asterisco?”.

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