Category Archives: Web Marketing

PPC marketing l'ippogrifo

5 errori che commettono tutti i principianti del B2B

Uno degli scenari più comuni del marketing B2B:

  1. fai parte di un’azienda che opera nel B2B
  2. sei diventato abile in vari ambiti
  3. anzi, sei diventato il più “esperto” del gruppo. Nel “marketing”.

Per questi motivi sei tu il prescelto a dirigere il marketing e la comunicazione della tua azienda.

L’idea di assumerti questa responsabilità da un lato ti eccita… dall’altro ti terrorizza.

Antonio Pastore
Ha studiato Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Bologna. Ha conseguito un Master in Marketing e Comunicazione d’Impresa. Appassionato di Marketing, Comunicazione e Scrittura Creativa.
twitter per aziende B2B

Hai un’azienda? Ecco perché devi usare Twitter

Sicuramente ne avrai sentito parlare.

Sicuramente avrai scartato l’idea come una perdita di tempo o una moda passeggera.

Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.
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Conquista l’estero con il Digital Marketing

Grazie all’avvento di internet e alla diffusione globale dei social media, le distanze si sono accorciate notevolmente e avere contatti con l’estero è diventato facile, veloce e alla portata di tutte le aziende.

Non ci sono più confini nel mondo B2B, bisogna tenere a mente che ormai esiste un unico mercato mondiale e la vostra azienda dovrà quindi trovare il modo di differenziarsi nel grande “oceano” internazionale con campagne online, blog, uso di social media e siti personalizzati e aggiornati.

Ecco allora che c’è una relazione positiva fra digitalizzazione e internazionalizzazione, visto che attraverso una strategia di web marketing efficace è possibile accrescere notevolmente i propri contatti esteri.

Ovviamente gli strumenti classici come attività fieristiche, incontri commerciali fra Paesi ed eventi di settore non vengono eliminati ma restano eventi utili ad aumentare l’affidabilità e il successo dell’azienda.

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La novità sta nella ricerca in rete che consente di acquisire dati utili su partner o clienti prima di un incontro con gli stessi e permette una segmentazione più accurata dei mercati potenziali a costo limitato grazie alla quantità d’informazioni disponibili online.

Anche a livello web la localizzazione è il concetto chiave per l’export sia come scelta del Paese target con cui lavorare, sia come traduzione delle pagine del sito nelle lingue presenti in ogni Stato, adattamento del catalogo prodotti e attenzione alla scelta dei diversi canali di distribuzione.

Gli strumenti a vostra disposizione sono tanti: il sito web può diventare un canale di vendita importante ma deve essere diversificato e includere keyword, contenuti interessati e blog orientati al target geografico di riferimento; l’e-mail marketing e i social media sono espedienti a budget ridotto, personalizzabili ed efficaci, per mantenere le relazioni con i potenziali clienti e sviluppare una brand awareness nei Paesi di riferimento.

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Per essere riconoscibili in mezzo alla marea d’informazioni, non bisogna tralasciare la pianificazione di una strategia SEO personalizzata per migliorare il posizionamento web sui motori di ricerca usati maggiormente in ogni Paese.

Se la tua azienda B2B vuole rivolgersi all’estero, il modo migliore per creare una strategia digitale ad hoc è affidarsi a esperti di web marketing internazionale per un risultato impeccabile e adatto alle tue esigenze!

Francesca Zia
Ha studiato Economia e Gestione Aziendale presso l’Università degli Studi di Trieste. Appassionata di marketing e di economia, segue con attenzione le ultime tendenze in fatto di comunicazione
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L’operazione “Email + Marketing” non equivale a spam. Ecco perché.

Ti è mai successo di aspettare una mail importante e ritrovarti sommerso da messaggi indesiderati?

Quando pensiamo allo spam, spesso lo identifichiamo con qualcosa di fastidioso e invadente, dimenticandoci che anch’esso può essere una fonte preziosa di marketing per quei beni e servizi che non possono essere fruiti attraverso i convenzionali canali di comunicazione.

Per capire se quello che stiamo facendo sia marketing o spam è necessario delineare meglio i confini di questi due ambiti per chiarirne i rispettivi contesti operativi.
Prendendo come riferimento la definizione del concetto di Marketing dall’omonimo libro di Peter, Donnelly e Pratesi, leggiamo che “Un gruppo di attività programmate, organizzate, controllate che partono dallo studio del consumatore e, in generale, della domanda e della concorrenza, e, attuandosi in forma integrata, sono volte al conseguimento degli obiettivi aziendali di medio-lungo termine attraverso la ‘soddisfazione’ del cliente”.

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Caratteristica fondamentale è dunque quella di riuscire a produrre un valore per il cliente, pertanto il marketing va inteso come promozione di un valore percepito mediante vantaggi concreti, aspettative soddisfatte, relazioni di fiducia e attendibilità.
Secondo le parole del  marketing operations manager di MailUp, Stefano Branduardi,  lo spam è invece  “il risultato di una strategia di email marketing pensata male. Profilare i contatti, assicurarsi di avere il consenso, segmentare gli invii, puntare alla rilevanza: tutte best practice per campagne di mailing che non finiscano in spam”.

Il digital marketing diventa spam nel momento in cui le informazioni che contiene non aggiungono alcun valore per l’utente, diventando così comunicazione monodirezionale.

In termini di quantità, il servizio di filtraggio di commenti spam su blog, Akismet,ha rilevato solo durante il 2014 oltre 90 miliardi di commenti spam con una media di 250 milioni al giorno.
Preoccupante è il rapporto tra commenti reali e spam che nel mese di dicembre ha registrato per 10 miliardi di commenti spam solo 156 milioni di commenti autentici.

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Creare una strategia di marketing efficace non è un lavoro semplice, per questo è fondamentale affidarsi a esperti come noi, che ti aiuteranno a trovare la soluzione più adatta ai tuoi bisogni!

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Marketing: lo sconcertante scivolone dell’FBI

Più e più volte abbiamo parlato di strategie di marketing: quali siano le più efficaci, quali i punti di forza, come metterle in pratica. Cosa spesso non si mette in luce sono tuttavia gli esempi negativi, di fallimento di un progetto che, sulla carta, sembrava promettente.

Ebbene, un caso concreto appartenente alla seconda tipologia è quello regalatoci questa settimana dall’FBI – sì, l’ente investigativo americano – che, a quanto pare, è attualmente impegnato a rispondere alla valanga di critiche e prese in giro ricevute in seguito alla sua fallimentare campagna contro la radicalizzazione dei teenager al terrorismo. Vediamo quali sono i problemi principali del caso.

  1. L’obbiettivo (mancato)
    Alla luce di episodi di radicalizzazione portati avanti da gruppi estremisti attraverso la rete, l’FBI ha pensato bene di rispondere alla minaccia creando un sito dal nome allusivo “Don’t be a Puppet” (non essere una marionetta). Le intenzioni , in linea teorica, sono buone: informare i giovani navigatori sui pericoli in cui si possono imbattere sulla rete. Il problema sta nel modo in cui questo messaggio è stato messo in pratica.
  2. La campagna
    Il sito è composto da più sezioni, ciascuna dedicata a una problematica diversa. Per rendere più accessibile al giovane pubblico la campagna, l’FBI ha pensato di ambientare questa “indagine” in una serie di stanze che sembrano l’ambientazione per un videogame anni ’90 sugli X-Files. Ma la sezione più bizzarra e dal significato poco chiaro è quella dedicata a un esempio di radicalizzazione per mezzo di video game online, in cui è offerta al navigatore la possibilità di giocare a un gioco chiamato Slippery Slope to Extremism” (discesa scivolosa verso l’estremismo). Il problema sta nel fatto che la datata grafica e il pessimo sistema di controlli distolgono l’attenzione dal significato ultimo, anch’esso abbastanza confuso, che il gioco dovrebbe trasmettere. Persino le testate più importanti hanno riportato la notizia non focalizzandosi sugli obiettivi, ma sull’inefficacia dell’FBI nel creare un prodotto decente.
  3. I risultati
    Oltre alle già citate critiche alla campagna in sé, sono sorte contestazioni da parte di leader arabi e musulmani riguardanti le informazioni contenute nel sito, sostenendo che i profili proposti per l’identificazione degli estremisti non farebbero altro che aumentare i casi di bullismo ai danni dei ragazzi appartenenti a minoranze etniche.

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Non solo obiettivi mancati, ma anche calo in credibilità e fiducia da parte della collettività, un danno alla reputazione dell’istituzione difficile da dimenticare.

Se vuoi evitare situazioni di questo tipo, non esitare. Contattaci e scopri qual è il piano di marketing più adatto alle tue esigenze.

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Key Words: 6 pratici consigli

Tutti noi utilizziamo parole chiave, sia inconsapevolmente che intenzionalmente. Ricordate il post che avete appena pubblicato su Facebook? Bene, di sicuro avrete fatto una scelta su un ventaglio molto ampio di parole, sinonimi e termini utili al vostro discorso. Ma più o meno consapevolmente ne avrete scelti alcuni e tralasciati altri. Questo è un banalissimo caso di marketing: avete scelto i termini in funzione del vostro pubblico, al fine di attrarlo.

Ma per avere davvero successo nel mondo delle key words, ci vogliono degli accorgimenti. Eccone alcuni:

 

  • Tempo – Le parole chiave sono importanti, dedicatene il giusto tempo. Considerate questo come un investimento: più tempo spendo sulla scelta della key, più queste saranno di qualità ed efficaci (ed eviterete poi di tornarci su in un secondo momento).
  • Frasi, non parole – Generalmente si pensa che una buona key sia una parola unica che condensi più significati. Niente di più sbagliato! Voi pensate per key o per concetti? Per concetti, ed è proprio in questa direzione che i motori di ricerca si stanno modificando. Brevi frasi ma specifiche sono meglio di una singola parola generica: perché è così che si cerca su Google.
  • Concorrenza – Un ottimo metodo di ricerca di efficaci parole chiave è lo studio della concorrenza. Sapere quali key usano i vostri concorrenti potrà aprirvi un mondo!
  • Elenco – Creare un elenco di parole/frasi chiave e tenerlo costantemente aggiornato con le tendenze del settore è fondamentale e vi farà risparmiare un sacco di tempo. Sviluppate un database e curatelo.
  • Google – Quale miglior alleato se non il prodotto usato proprio dai clienti per trovarvi? Il motore di ricerca offre numerosi tool per scoprire le parole chiave più utilizzate, la loro localizzazione geografica e le ricerche correlate (“Più strumenti” e “Google Keyword Tool”  o “Insights”).
  • Concentratevi sul locale – Se vendete auto a Bologna, usate key words di provincie vicine: “concessionario auto Imola”.

Abbiate in mente un unico e preciso obbiettivo: “Dare all’utente proprio ciò che vuole”.

Cères ironizza su Berlusconi.

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Negli ultimi anni, con l’avvento dei social-media, molte aziende hanno attuato nuove strategie di marketing. Molto di moda è quello che viene definito Instant Marketing. Questa forma di comunicazione basa la sua efficacia sull’utilizzo della velocità e del senso dello humour. Conta anche captare l’interesse del web intorno ad un evento e tramutarlo in un messaggio chiaro da sfruttare in favore del proprio brand.

Uno degli ultimi casi di Instant Marketing ha preso spunto proprio dall’Italia. È il caso di Cères – nota azienda danese – che la settimana scorsa ha sfruttato la notizia dell’assoluzione dell’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi per coinvolgere gli utenti online.

Cavalcando l’indignazione della rete, la marca di birra ha sfruttato l’occasione per pubblicare sul suo profilo Facebook un’ironica immagine che mostra un martelletto da tribunale, chiaro riferimento alla sentenza della cassazione, affiancato dalla scritta: “ALLORA LA CERES E’ ANALCOLICA”.

Come potrete notare la mossa di marketing di Cères è davvero brillante, il post è ironico e riesce davvero ad agganciarsi con simpatia al fatto in questione. Utilizzare fatti politici è sempre un’impresa ma in questo caso Cères è riuscita ad essere pungente e sincera, non mettendo a rischio l’immagine del suo brand.

Natale di shopping multicanale

Siamo in pieno clima di shopping natalizio e il 42% dei consumatori europei dichiara di effettuare la maggior parte dei propri acquisti online, mentre un ulteriore 33% utilizza più canali di acquisto unendo mobile e online ai tradizionali acquisti nei negozi. Questo è quanto rivela l’ultima ricerca Dynatrace che osserva come i consumatori siano sempre più propensi a svolgere sul web il proprio shopping natalizio.

Di questi tempi, la tendenza dei consumatori a confrontare prezzi e caratteristiche dei prodotti su internet è molto cresciuta: in Europa, infatti, il 58% degli acquirenti sostiene di consultare il proprio smartphone per leggere recensioni e comparare i prezzi dei prodotti anche mentre sta effettuando le compere in un normale store.

Tuttavia, i consumatori hanno sempre meno voglia di aspettare e, se il sito web o l’applicazione sono troppo lenti, spesso rinunciano all’acquisto: il 35% degli intervistati ha dichiarato che se dovesse aspettare più di tre secondi affinché la pagina venga caricata, abbandonerebbe la procedura ed effettuerebbe l’acquisto per altre vie.

E se non si è soddisfatti dei servizi del sito? Il 42% dei compratori sostiene che se dovesse riscontrare problemi durante la compera sul sito o sull’app mobile, si lamenterebbe pubblicamente sui social network oppure lascerebbe una recensione negativa sull’app store. I clienti più critici a livello europeo sono i francesi (61%), seguiti da inglesi (37%) e tedeschi (33%).

“Il messaggio dei consumatori è chiaro: il mobile è un canale di vendita importante e i clienti sono molto critici se vivono un’esperienza negativa”, ha commentato Erwan Paccard, Solution Marketing Manager Mobile & Omni-channel di Dynatrace. “Durante la corsa agli acquisti più significativa dell’anno, tutto questo comporta un forte rischio per i rivenditori. I canali digitali ormai richiedono un livello di pianificazione e di impegno pari a quello dei negozi fisici.”

Riusciranno gli store online a conquistare anche il resto dei consumatori? Bisognerà aspettare il prossimo Natale per scoprirlo, ma intanto un augurio di buono shopping natalizio a tutti.

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