Category Archives: Varie sul Marketing

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Parola ai creativi con #leideesipagano

Un’iniziativa per far conoscere il problema. Un’iniziativa per dar voce a chi questo problema lo vive ogni giorno. Media Art Festival ha lanciato, a partire dal 15 aprile scorso, la campagna #leideesipagano: postando sui social un selfie con questo hashtag, i creativi di tutt’Italia hanno la possibilità di dar voce al proprio sconforto generato dalla difficoltà nell’ottenere remunerazioni proporzionate allo sforzo creativo e al valore del proprio progetto.

Simbolo della campagna è la scultura ideata per l’occasione dalla giovane artista di Zurigo Patrizia Pfenninger, che vede rappresentata la parola idea: una parola all’apparenza semplice ma dal significato estremamente vasto e difficilmente delineabile. La particolarità sta nel materiale scelto per costruirla: ogni lettera è formata da venticinque banconote da cento euro, per un totale di diecimila euro per creare l’idea. L’obiettivo dell’artista è proprio questo gioco di significati, tra il valore materiale e quello ideologico, il valore monetario e quello creativo.

Questo il motivo per cui l’invito a scattarsi una foto per partecipare viene definito $elfi€: perché i soldi non sono tutto ma è necessario che tutti riconoscano che il motore delle industrie creative come la musica, il design, l’arte, la radio, la tv, l’architettura, il giornalismo e molti altri sono proprio le brillanti menti dei creativi.

Spesso si sente dire che “con la cultura non si mangia”. Chi lo dice ignora che in Italia le professioni intellettuali producono fatturato, commercio, occupazione. Nel nostro paese infatti, oltre 2 milioni di professionisti generano più di 80 miliardi di euro di PIL (dati Unioncamere 2013).

Per chi ne è direttamente coinvolto, l’invito è quello di partecipare al progetto; per gli altri è quello di tentare di ampliare i propri orizzonti mentali e approfondire la questione visitando il sito www.leideesipagano.com.

Il mondo del marketing è anche questo: creare campagne, progetti per diffondere un’idea o un messaggio, tentando di raggiungere il più gran numero di persone possibile. Noi lo sappiamo bene perché lavoriamo in quest’ambito da vent’anni. Se vuoi ottenere una strategia di marketing efficace, contattaci.

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I trend da conoscere per un marketing efficace

Come abbiamo riportato qualche post fa e come ripetuto allo sfinimento in ogni manuale di marketing che si rispetti, conoscere la concorrenza e capire le sue strategie è vitale per anticipare i trend di mercato e ottenere un marketing più efficace. In questo post vi facilitiamo la vita: continuate a leggere per scoprire alcuni dati molto illuminanti su come si stanno muovendo i marketers oggi, dove si sta investendo di più, quali sono i maggiori risultati.

Il content marketing prima di tutto.

In Europa, secondo uno studio di Yahoo ed Enders Analysis, si prevede che entro il 2020 la spesa delle aziende in content marketing crescerà del 186% rispetto al 2014, arrivando a 2,1 miliardi di euro. Quest’anno il mercato dovrebbe raggiungere la soglia del miliardo di euro.

A livello globale invece, uno studio di IAB rivela che i marketers stanno spendendo in media più di 10 milioni ogni anno in Digital Video, con una crescita dell’85% rispetto a due anni fa. Il 72% degli intervistati ha riferito che cesseranno di investire in promozione televisiva in favore del mercato digitale.

Da dove proviene il maggiore ROI?

In base a una ricerca di Google su 56 casi studio, gli inserti pubblicitari su YouTube si rivelano nell’80% dei casi molto più efficaci nell’aumento di vendite rispetto a quelli televisivi, suggerendo che gli addetti al marketing dovrebbero aumentare fino a sei volte il loro budget investito su YouTube.

Il leader indiscusso che produce il miglior ritorno sull’investimento rimane il colosso di Zuckerberg. Facebook è infatti  indicato dal 95.8% degli intervistati di un sondaggio di eMarketer come la piattaforma da cui si ottiene il maggiore ROI, seguito da Twitter (63,5%) e Instagram (40,1%).

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A proposito di Facebook…

Si stima che il numero di utenti singoli che ogni mese utilizzano il social network più famoso del mondo raggiungerà, entro la fine di quest’anno, la quota record di 1.43 bilioni. E le cifre stellari non si fermano qui: l’amministratore delegato Mark Zuckerberg ha affermato in una recente conferenza che ogni giorno vengono inviati 60 bilioni di messaggi nelle sue due app di messaggistica in rete, Facebook Messenger e WhatsApp.

Per operare nel mondo del marketing, un presupposto insormontabile è quello di essere costantemente aggiornati sulle attività dei mercati e della concorrenza. Ma ci vuole anche esperienza, come la nostra: abbiamo vent’anni all’attivo nel settore. Se vuoi ottenere una strategia di marketing vincente, contattaci.

 

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5 consigli per una SEO efficace a costo zero

Ogni secondo avvengono 23 milioni di ricerche su Google, il motore di ricerca numero uno che vanta un’indicizzazione di circa 60 trilioni di pagine. In altre parole, Google domina la rete. Chi gestisce un sito, sia esso istituzionale o un semplice blog, deve far fronte ad una competizione enorme per apparire tra i primi risultati nel momento in cui si effettua una ricerca.

Nel mondo del marketing, la pratica dell’ottimizzare il proprio sito internet in modo da renderlo più leggibile dai meccanismi dei motori di ricerca e dunque essere listato tra i risultati più pertinenti prende il nome di SEO, Search Engine Optimization. Ciò non comporta il pagamento di spese per la promozione, ma semplicemente la messa in pratica di alcuni accorgimenti affinché Google riconosca il sito e lo consideri il risultato più attinente alla digitazione di determinate parole chiave.

Ecco alcuni consigli da mettere in pratica per ottimizzare un sito aziendale.

  1. Usa un CMS che sia SEO-friendly.
    I CMS sono strumenti software che facilitano la gestione dei contenuti web. Il più conosciuto è WordPress, utilizzato dalla maggior parte delle imprese che si occupano di marketing. WP è ritenuto il più Google-friendly, quindi se state per aprire un nuovo sito non esitate a sceglierlo.
  2. Assicurati che sia mobile-friendly.
    Oltre ad aderire alle leggi di Google, ogni pagina web deve sottostare alla modalità oggi prevalente di fruizione web: tramite smartphone o tablet. I motori di ricerca lo sanno e preferiscono offrire risultati basati su questo dato, perciò se il tuo sito non presenta una formattazione adattabile al mobile perderai preziose posizioni tra i risultati delle ricerche.
  3. Controlla che tutto funzioni.
    Soprattutto durante e dopo i periodi di manutenzione, come nel re-design o nel cambiamento degli URL delle pagine, cliccando su determinati link ci si può imbattere in errori 404 che Google identifica come contenuti “fallati” e dunque non interessanti per gli utenti in cerca di informazioni. Verificate quindi che ogni link funzioni correttamente.
  4. Assicurati che ci sia una sitemap.
    Letteralmente “mappa del sito”, si tratta della lista delle pagine di un determinato sito in un formato accessibile dai crawlers dei motori di ricerca (quei meccanismi che permettono a Google e simili di conoscere i contenuti di ogni sito internet). È fondamentale, perché se assente o malfunzionante il vostro sito risulterà invisibile dai motori di ricerca e, conseguentemente, anche dai navigatori.
  5. Sbarazzati dei contenuti spam.
    Google penalizza l’utilizzo di metodi subdoli per generare traffico sui siti, come il pagamento per i backlink, l’inserimento di pagine nascoste o di testo dello stesso colore dello sfondo. Verifica inoltre che i tuoi contenuti di testo non includano doppioni o un sovrannumero di parole chiave.

Google e gli altri motori di ricerca stanno diventando sempre più smart ed esperti nell’identificare i casi in cui i contenuti non sono di reale valore per gli utenti. Per questo investi in contenuti pertinenti con ciò di cui ti occupi e soprattutto, per un marketing efficace, affidati a chi in questo ambito ci lavora da vent’anni: conosciamo il valore del digitale e vogliamo aiutarti a sfruttarlo al massimo.

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Come trovare e trasmettere l’identità del tuo brand

Prova a fare questo esercizio: chiedi a tutti i tuoi dipendenti di fare una breve descrizione della tua azienda in semplici frasi, in modo che siano comprensibili anche da un bambino. Se le risposte non sono allineate, potresti avere un problema.

Quando un cliente effettua un acquisto, tra i fattori principali per cui sceglie il prodotto di un brand piuttosto un altro ci sono l’immagine e l’idea che l’azienda trasmette di sé al pubblico. Ma se gli stessi dipendenti non ce l’hanno ben chiare, come puoi pensare che il target possa scegliere te?

Conoscere distintamente i fondamenti dietro al proprio business è sinonimo di garanzia: è proprio per questo che giganti come Nike, Apple o Google, qualsiasi sia la situazione dei mercati, restano ben solidi nll’Olimpo dei brand intoccabili. Il loro punto di forza sta nell’avere ben chiaro quale sia il proprio DNA. Una volta consolidato questo punto sarà meno difficoltoso prendere decisioni importanti per il futuro dell’impresa, come su quali prodotti puntare, in che direzione procedere, quali siano i profili migliori da assumere e così via.

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Ecco allora alcuni consigli per riscoprire quale sia l’anima della tua azienda che, una volta identificata, sarà fondamentale trasmettere attraverso una mirata campagna di marketing (per la quale ti offriamo il nostro aiuto).

Guarda alla competizione.

Non per copiare, ma per capire. Come descrivono se stessi? Quali ritengono essere i loro punti di forza? Fai un’analisi introspettiva, chiedendoti quali siano le caratteristiche che differenziano il tuo operato da quelli altrui, nel bene e nel male, e prova a riassumere in poche parole l’essenza di ciò di cui ti occupi.

Chiedi consiglio a chi ti è vicino.

Testa ciò che hai ottenuto con i tuoi dipendenti, i tuoi clienti, le persone con cui entri in contatto. Chiedi loro di rispondere con onestà e cerca di capire se il messaggio è adatto ad essere trasmesso al tuo target di riferimento, in modo chiaro e concreto.

Differenziati dalla competizione.

Un modo per farlo è quello del visual branding, ovvero il comunicare le informazioni in maniera visiva. L’infotainment è la strategia che nel velocissimo scenario del digitale si rivela più redditizia: si trasmettono informazioni confezionandole in un pacchetto accattivante, che sia un video animato per dipingere la storia della tua azienda o un’infografica per trasmettere dati e statistiche.

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Conoscere se stessi è una delle chiavi per far sì che anche  il tuo pubblico abbia la possibilità di conoscere la tua azienda per i suoi punti di forza. Trasmetti al meglio questo messaggio, rivolgiti a professionisti che nel marketing ci lavorano da 20 anni.

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30 anni di internet in Italia

Il 30 aprile 1986 una squadra di tecnici del Centro nazionale di calcolo elettronico di Pisa (CNUCE) fu artefice del primo approdo sulla rete internet in Italia, mettendosi in collegamento con la stazione di Roaring Creek in Pennsylvania, negli Stati Uniti. Un evento epocale di cui nessun giornale si accorse, ma che cambiò per sempre il futuro del nostro paese e portò profonde ripercussioni sulle nostre vite.

L’Italia fu il quarto paese europeo a collegarsi stabilmente a Internet, dopo Norvegia, Inghilterra e Germania; un primato tecnologico di cui non possiamo farci vanto ancora oggi per il misero posizionamento per uso della rete e della banda larga, quart’ultimo posto in Europa. Complice anche la presenza di un gran numero di comuni di meno di 15mila abitanti distribuiti a macchia nel territorio italiano, il digital-divide è un problema che imperversa nel nostro paese ma le strategie per risolverlo ci sono e sono già in atto. Il progetto di far approdare la banda ultralarga su tutto il Paese è in via di realizzazione con importanti implementazioni strutturali già in atto che, a detta del Premier Renzi, garantiranno all’intero Paese l’accesso alla banda larga entro il 2020.

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Allo stesso tempo però è necessario che anche la cultura digitale entri a far parte stabilmente dell’immaginario collettivo. L’utilizzo di internet deve superare il limite dei fini personali: non si tratta solo di una materia da imparare a scuola o per esperti dei settori della comunicazione o dell’ingegneria, ma di uno strumento dal potenziale enorme, utilizzabile per velocizzare i processi all’interno delle organizzazioni, per ottimizzare tempi e questioni della cosa pubblica, per diffondere conoscenze, pratiche, attività e molto altro ancora.

“La Rete è ormai il sistema nervoso e la spina dorsale di ogni attività economica, qualsiasi iniziativa imprenditoriale non può prescindere dal contesto digitale. La maggioranza delle nuove aziende si sviluppa sulle piattaforme digitali. Ogni passaggio della nostra giornata è nel segno di Internet” spiega Claudio Giua sull’Huffington Post.

Di questo si discuterà alla festa organizzata dal CNR il 29 aprile, in cui interverrà anche il Premier Matteo Renzi. Una festa a cui parteciperà l’intero Paese sotto l’hashtag #italianinternetday con una due giorni di eventi,  conferenze e workshop accomunati dal desiderio di diffondere la cultura digitale a ogni fascia di pubblico. L’intero elenco degli appuntamenti è reperibile sul sito ufficiale.

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L’attività lavorativa odierna, di qualunque ambito si tratti, è facilitata notevolmente dall’utilizzo della rete e anzi, in molti ne dipende direttamente e non sarebbe realizzabile senza un collegamento web. Operare nell’ambiente del marketing oggi fa parte di questa seconda categoria. Nella nostra esperienza ventennale abbiamo avuto modo di crescere accompagnati dal progresso tecnologico e migliorare a nostra volta ad ogni aggiornamento digitale. Per un marketing efficace e al passo coi tempi, contattaci.

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Difendi il tuo brand con il marketing difensivo!

Abbiamo recentemente parlato dell’importanza del conoscere le caratteristiche comuni al target per poter creare un marketing personalizzato e più efficace. Ma il marketing non è solo attacco e il pubblico non è l’unico soggetto da studiare e conoscere al meglio. In certi casi è necessario ricorrere al Defensive Marketing. Di cosa si tratta?

In tutti i settori c’è un leader, identificato nell’impresa che ha più clienti e/o i maggiori ricavi. Se, una volta arrivata tra i big, l’azienda è convinta di essere nell’Olimpo del business e ritiene quindi che il marketing sia soltanto un inutile accessorio, si sbaglia di grosso.

È proprio questo il momento in cui c’è bisogno di un cambio di rotta nella strategia, ovvero attivare il Marketing Difensivo: anche se sei al primo posto, il mercato continua a correre e i concorrenti saranno ancora più aggressivi nel cercare di scavalcarti. L’’obiettivo è difendere la reputazione che hai costruito da possibili attacchi esterni quindi studiare al meglio le caratteristiche e le azioni dei concorrenti per non lasciarsi sorprendere e rischiare di essere spodestati.

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Vediamo un esempio concreto. Quando Google+ ha introdotto la novità delle “Cerchie”, cioè la possibilità di raggruppare gli amici per categoria, Facebook ha subito risposto annunciando una “rivoluzionaria” funzione analoga. In altre parole, il social di Zuckerberg ha contrattaccato con un’azione in difesa della fedeltà dei propri iscritti.

L’intera industria della tecnologia basa gran parte delle sue mosse di marketing su questi principi di difesa e attacco. Un esempio recentissimo è l’annuncio da parte di Apple dell’uscita dell’iPhone SE, primo smartphone per l’azienda di Cook da tre anni a questa parte dalle dimensioni più ridotte rispetto agli ultimi modelli, con uno schermo da 4 pollici e un prezzo “più competitivo” (in Italia il modello da 16GB costerà 509€). È un’evidente azione di contrattacco nei confronti dei competitors che da tempo offrono versioni “Mini” dei propri telefonini.

Dunque persino Apple, da anni sul podio del settore per vendite e prestazioni dei suoi prodotti, deve costantemente guardarsi le spalle per mantenere il posto in vetta. In quale fase della gara del marketing è la tua azienda? Attacco o difesa? Se non sai rispondere, è meglio che agisci subito.

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Marketing visivo: il caso emoji

Il 92% degli utenti web le usa. Di questi, più del 30% le usa molteplici volte al giorno. Le emoji nascono nel 1999 in Giappone, ma diventano un fenomeno globale solo negli ultimi anni in stretto legame con i nuovi social media. Il loro successo contagiante è dato dall’immediatezza e dalla trasversalità: si tratta di un linguaggio visivo che oltrepassa le barriere linguistiche ed esprime emozioni difficilmente descrivibili a parole.

Molti brand internazionali hanno pensato bene di sfruttare le emoji per scopi promozionali, in particolare per raggiungere il pubblico più giovane, quello dei millennials. Le faccine colorate infatti non vengono bloccate dai software di ad-blocking, sono facilmente riproducibili sulle principali piattaforme social come Snapchat e Instagram e, non meno importante, usarle è gratis. Twitter ha recentemente iniziato ad offrire alle aziende un servizio di personalizzazione delle emoji per usarle nelle inserzioni pubblicitarie, servizio per il quale brand come CocaCola, Starbucks, Disney e molti altri hanno investito più di un milione di dollari.

Campagne Twitter.
Sono molti gli esempi di prodotti promossi attraverso diverse “faccine” ideate appositamente. Quando la discografia dei Beatles è stata resa disponibile sui servizi di streaming, Spotify ha creato un’emoji raffigurante la copertina di Abbey Road che compariva alla digitazione di #BeatlesSpotify, fornendo un’importante promozione al brand. La stessa strategia è stata adottata da Samsung con un’emoji personalizzata  in occasione del lancio dell’ultimo smartphone e dalla Pepsi durante il Super Bowl. Un’altra campagna questa volta a costo zero per l’azienda è stata quella della marca di birra Bud Light, che in occasione della festa dell’indipendenza americana ha twittato una bandiera a stelle e strisce fatta di tre emoji, tra cui una di birre, integrando perfettamente la promozione del proprio prodotto all’evento.

Emoji oltre la rete.
Un uso gettonato delle emoji è combinarle insieme per creare fantasiosi rebus, che applicati nel mondo del marketing possono rivelarsi soluzioni geniali o totali fallimenti. Un esempio positivo è la campagna della 20th Century Fox per la promozione del film “Deadpool”. Nell’altro estremo dello spettro invece troviamo la campagna della Chevrolet per il lancio dell’ultimo modello “Cruze”, ideato in uno statement interamente scritto in emoji, il cui messaggio è tutt’altro che comprensibile. Come per tutte le cose, anche con le emoji bisogna agire con moderazione.
Ma l’idea più innovativa è quella del fast food Domino’s Pizza, che ha portato il potere delle emoji a un livello senza precedenti. Grazie al servizio “tweet-to-order”, una volta che l’utente si è registrato sul sito della catena deve solo twittare l’emoji della fetta di pizza per vedersi recapitare la sua pizza preferita direttamente a casa.

È impossibile prevedere quale sarà la prossima frontiera del marketing. Dieci anni fa nessuno si sarebbe aspettato che delle faccine colorate potessero diventare uno strumento fondamentale per la promozione del proprio brand. Il tuo piano marketing è al passo coi tempi? Se la risposta è no, sei in tempo a rimediare.

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Marketing: uno studio rivela i trend del 2016

Come si prospetta il 2016 in termini di tendenze nel campo del marketing? L’agenzia britannica di marketing e pubblicità ALF Insight ha condotto a tal proposito uno studio,  intervistando più di 200 esperti del settore per rilevare quali siano i trend tra i loro investimenti, strategie, priorità, e sfide da affrontare.

Di seguito, un elenco di interessanti dati emersi dallo studio.

1 – Email Marketing in primis

Nonostante la tecnologia ci offra costantemente nuove soluzioni per creare strategie di marketing sempre più mirate e complesse, il “vecchio” e fidato canale delle email è e resterà ancora il più usato. Il 75% dei marketers lo utilizza per inviare i propri contenuti, sfruttando il vantaggio della possibilità di personalizzare e automatizzazione in base ai target la distribuzione di informazioni, che grazie all’ottimizzazione per ogni device mobile raggiungono i destinatari subito e dovunque.

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2 – Puntare sui formati visuali

Siamo una società in continua trasformazione, sempre più veloce, dunque il tempo è poco per soffermarsi a leggere una marea di contenuti in formato testuale. La soluzione che sempre più aziende adottano è quella di puntare sul colpo d’occhio, catturando l’attenzione attraverso video e infografici.
Video. Il 60% degli esperti nel settore dichiara che utilizzerà prevalentemente il formato video, formato che ha visto un impiego in incremento annuale del 20%. Non solo integrato all’interno dei propri siti, le aziende incorporeranno video nelle proprie piattaforme social, dal consolidato Youtube alle proposte più recenti di Periscope, e Snapchat.
Infografici. Il 60% dei marketers li adopererà nel 2016. Il punto di forza sta nel presentare in modo chiaro, diretto, essenziale,determinati dati che in formato testo risulterebbero una lettura pesante. Inoltre più la grafica è accattivante, più il lettore sarà portato a “condividere” il contenuto, e quindi indirettamente pubblicizzare il brand.

3 – Forti investimenti in CRM, CMS e data analytics

Il 70% degli intervistati ha dichiarato un piano investimenti che punta sui CRM, per la capacità di questi sistemi di migliorare il rapporto con i clienti grazie all’identificazione più mirata dei loro bisogni, con il fine ultimo di creare programmi marketing sofisticati e personalizzati. Scopo affine è quello degli investimenti effettuati dal 67% dei marketers nel settore dei data analytics. I dati relativi agli esiti delle attività effettuate sono infatti essenziali per identificare e potenziare i possibili punti deboli delle strategie e conoscere quali invece sono state le azioni di successo.

4 – Obbiettivi e priorità

La principale priorità per il 54% delle aziende è costruire un più saldo canale nel settore vendite, attraverso la conquista di nuovi clienti e l’ottenimento di più valore da quelli esistenti. Altri obbiettivi includono l’aumento di brand awareness e costumer engagement, evidenziando ancora una volta la propensione, l’attenzione nei confronti del target, posto al centro di ogni attività di marketing.

Se siete interessati alla lettura completa dello studio, è reperibile a questo link.

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In base a quanto detto è evidente quanto il marketing sia un settore da non sottovalutare, anzi, su cui è necessario puntare con l’adozione di strategie ben studiate. Su questo l’Ippogrifo ti viene in aiuto: contattaci per approfondire e scoprire la soluzione marketing più adatta a te!