Category Archives: Varie sul Marketing

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Non sai usare LinkedIn? Potrebbe costarti caro

“Dimmi con chi lavori e ti dirò chi sei”. Non c’è modo migliore per introdurre il social network professionale per eccellenza: LinkedIn.

Elisa Kiraz
Ha studiato Italianistica presso l’Università degli studi di Trieste.
Appassionata di Content Marketing e comunicazione, si tiene sempre informata sui nuovi trend del settore.
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Marketing B2B: 5 regole per convincere il tuo cliente

Che tu sia un esperto o che tu abbia appena iniziato a sfruttare il marketing B2B, hai bisogno di conoscere il modo giusto per convincere i tuoi clienti.

In un mondo iper connesso e iper social come quello di oggi, diventare un bravo marketer B2B può davvero cambiare le sorti della tua azienda.

Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.
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Ecco come far sentire i propri clienti unici e speciali

La chiave del successo in ambito B2B è la gestione ottimale delle relazioni con i propri clienti, puntando poi alla fidelizzazione nel lungo periodo per evitare di perderli o peggio di trascurarli.

I clienti vogliono interagire con l’azienda ed essere informati costantemente: ecco allora che c’è la necessità di utilizzare delle tecniche di marketing automation.

Di cosa si tratta? Non è pura e semplice tecnologia, ma l’uso di software che si integrano con il CRM e  consentono di semplificare e automatizzare alcuni processi aziendali come la segmentazione dei clienti, l’integrazione dei customer data e il campaign managment.

Il marketing automation permette di centralizzare alcune funzionalità come l’e-mail marketing, il web analytics e la creazione di landing pages per incontrare nuovi clienti e tracciare e monitorare ogni fase della campagna di marketing.

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Per una campagna di marketing automation vincente sono 3 le caratteristiche fondamentali:

1 – Segmentazione e targetizzazione

Alla base deve esserci un’impeccabile strategia di segmentazione e targetizzazione dei potenziali clienti al fine di creare un meccanismo di lead generation efficace, oltre ad essere preciso e misurabile l’obiettivo finale dell’azienda.

2 – Personalizzazione

È fondamentale personalizzare le comunicazioni in base ai dati analizzati in precedenza e attivare una content strategy di “botta e risposta” a ogni passo compiuto dal cliente.

Si parla per l’appunto di lead nurturing, perché si tratta di nutrire le relazioni con i prospect attraverso messaggi mirati e personalizzati, con contenuti legati agli interessi del cliente ma connessi alle proposte dell’azienda per creare coinvolgimento e legame con il brand.

3 – Monitoraggio

Bisogna monitorare tutte le fasi per avere un feedback costante ed effettuare eventuali correzioni tempestivamente.

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Grazie a questo sistema è possibile creare campagne di e-mail marketing automatizzate in un tempo molto veloce, attivate in modo personalizzato sulla base del comportamento dell’utente e in grado di inviare ciclicamente alcune informazioni ben definite.

Vuoi migliorare la customer engagement utilizzando gli strumenti di marketing automation? Scopri come!

Francesca Zia
Ha studiato Economia e Gestione Aziendale presso l’Università degli Studi di Trieste. Appassionata di marketing e di economia, segue con attenzione le ultime tendenze in fatto di comunicazione
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Marketing B2B: i contenuti digitali più efficaci

C’era un tempo in cui concetti come il “content marketing”, il “social media marketing” e il digital marketing erano solo appannaggio del marketing B2C e gli addetti ai lavori del marketing B2B li consideravano solamente come mode passeggere, da “guardare ma non toccare”.

Ed effettivamente era così, fino a qualche anno fa. Ma ora le cose stanno cambiando, e molto velocemente. Se una volta le aziende si pubblicizzavano utilizzando strumenti e canali specifici, di nicchia, è perché proprio le risorse che se ne occupavano consideravano e utilizzavano solamente quei canali di nicchia. Chi vendeva accessori da auto leggeva le riviste specializzate, frequentava le fiere di settore e al massimo consultava i siti web dedicati.

Ma i tempi cambiano e cambiano anche gli strumenti di informazione: siamo nell’epoca in cui tutto ciò che cerchiamo lo possiamo trovare digitando alcune parole sulle tastiera, in cui il risultato di una ricerca, di una qualsiasi ricerca è a pochi clic di distanza.

Ma è qui che sta la grande rivoluzione che ha, in parte, modificato la percezione del marketing B2B: ora è più facile trovare qualsiasi cosa. Paradossalmente, possiamo trovare con la stessa facilità (online e con altri mezzi di informazione) sia una cover per il nostro smartphone sia il rivenditore di bulloni per motori automobilistici più vicino a noi.

Ed è proprio questa la ragione per la quale il marketing B2B, oggi, non può prescindere da strumenti quali i siti web, i social e i più moderni mezzi di comunicazione online. Semplicemente perché quella nicchia di mercato che era incaricata di rifornire la propria attività o azienda è contemporaneamente quella che sfoglia le bacheche su Facebook (magari proprio dal suo ufficio), segue account Twitter, si iscrive ad un canale Telegram (come il nostro) e consulta siti web del proprio settore.

Se cambiano i tempi cambiano le persone, e se cambiano le persone cambiano anche i modi di fare marketing. Semplice.

Ecco perché la tua azienda non può prescindere dall’online, anche nel B2B.

Quali sono quindi i contenuti digitali migliori per creare una strategia di marketing B2B online efficace?

Case study

Il tuo prodotto funziona e i tuoi clienti ne sono soddisfatti? Dillo a tutti! Non c’è miglior propaganda di un successo accreditato o di una storia positiva nella quale rientra un tuo prodotto. A proposito, hai mai pensato di includere un’attività di storytelling?

Webinar e formazione

La tua azienda è sul campo da anni, ha vissuto alti e bassi e il capitale umano ha acquisito numerose conoscenze nel proprio settore di competenza: sfrutta il tuo potenziale con un webnar, un corso gratuito o organizza un evento di formazione per professionisti. Non devi vendere solamente il tuo prodotto ma devi saper vendere anche la tua competenza (che deve essere unica e non replicabile). Un’azienda che fa formazione nel proprio settore viene automaticamente considerata come autorevole.

Infografiche

Se hai del contenuto di valore che vorresti divulgare, il modo più semplice ed efficace per farlo è sotto forma visiva: raccogli dei dati salienti e crea un’inforgrafica. Queste immagini che stanno acquisendo sempre più popolarità permettono di spiegare in maniera semplice argomenti complessi – inoltre solo molto facili da condividere online.

Video

Sono di gran lunga i contenuti più fruiti e condivisi della rete. I video hanno una grande complessità iniziale ma permettono di avere ritorni consistenti una volta messi online.

White papers

Se un’azienda che fa formazione viene considerata automaticamente come autorevole, quella che pubblica anche dei white papers, delle ricerche o delle analisi viene considerata il punto di riferimento dell’intero settore. Raccogli i dati più importanti e di probabile interesse del tuo settore e crea un report di facile interpretazione. Una volta diffuso e pubblicizzato correttamente darà i suoi frutti.

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Campagna integrata

Il marketing è una disciplina che abbraccia moltissime specialità (grafica, comunicazione, psicologia, economia e molto altro): trovare la giusta strategia è il presupposto indispensabile per una tattica efficace. In L’Ippogrifo studiamo attentamente il nostro target e le esigenze del singolo cliente per trovare la tattica più efficace per raggiungere in modo completo i tuoi obiettivi, qualunque essi siano. Contattaci per fare il check-up della tua attività e scoprire cosa possiamo fare per te!

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2016: tutti i numeri del marketing

Nel 2016 ha ancora senso fare mail marketing? Quanto sono efficaci le landing page? Qual è la direzione che il video marketing sta prendendo? Si vende di più con il mobile o con il marketing tradizionale?

Per rispondere a tutte queste domande abbiamo raccolto i dati dalle ricerche più autorevoli per regalarvi una fotografia del marketing b2b e del marketing digitale nel corso del 2016.

Marketing generico

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  1. Il 72% delle organizzazioni chiede alla propria audience di iscriversi alla propria newsletter (Content Marketing Institute, 2015)
  2. L’85% delle aziende B2B afferma che l’obiettivo principale nei prossimi 12 mesi è la lead generation (Content Marketing Institute, 2015)
  3. Gli addetti al marketing B2B citano la qualità dei lead, le vendite e gli alti ratei di conversione come le 3 metriche più importanti (Content Marketing Institute, 2015).

Email marketing

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  1. Per un’analisi più approfondita leggi qui.
  2. L’email marketing è la scelta #1 per la maggior parte dei marketers (Campaign Monitor, 2015)
  3. Nel 2015 il ROI dell’email marketing è stato del 3800% (Campaign Monitor, 2015)

Mobile marketing

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  1. Il 19% delle attività locali interpellate afferma di non avere ancora un sito web mobile (ReachLocal, 2016)
  2. Il 63% delle attività locali ha in programma di investire in un sito mobile-friendly nel corso del 2016 (ReachLocal, 2016). Per non restare indietro, contattaci subito per una consulenza!
  3. Nella prossima stagione di vacanza, il 60% degli acquirenti online tra i 18 e i 24 anni utilizzerà uno smartphone per gli acquisti (Sprout Social, 2015)

SEO

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  1. Il 55% dei marketers B2B concorda nell’affermare che il SEM (Search Engine Marketing) è il più efficiente metodo a pagamento per promuovere e distribuire contenuti (Content Marketing Institute, 2015).
  2. Il SEO e i Social Media sono ritenuti come le tattiche di marketing digitale più difficili da eseguire; entrambe richiedono tempo, risorse con competenze specifiche e non sono sempre disponibili in-house (Ascend2, 2016).
  3. Il 66% degli addetti marketing B2B afferma che il SEM è la tattica di marketing più utilizzata tra le compagnie B2B (Content Marketing Institute, 2015).

Social Media Marketing

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  1. Il 93% delle organizzazioni utilizza i social media come tattica di marketing principale (Content Marketing Institute, 2015).
  2. Il 94% dei marketers B2B utilizza LinkedIn per distribuire contenuti (Content Marketing Institute, 2015).
  3. Il 66% delle aziende afferma che LinkedIn è una delle piattaforma di social media più efficaci (Content Marketing Institute, 2015).

Content Marketing

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  1. Il 64% dei marketers B2B più esperti afferma che il content marketing è efficace per il proprio business (Content Marketing Institute, 2015).
  2. Solamente il 32% degli addetti al marketing B2B ha una documentazione della propria strategia di content marketing (Content Marketing Institute, 2015).
  3. Il 76% dei marketers produrrà più contenuti nel 2016 rispetto al 2015 (Content Marketing Institute, 2015). Se vuoi essere in prima linea e giocare da protagonista, non farti trovare impreparato davanti ai tuoi competitors. La giusta strategia e la tattica più efficace possono fare la differenza, scopri come!

Video marketing

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  1. Il 60% dei marketers utilizzerà i video nel 2016, con un aumento anno per anno del 20% (ALF Insight, 2016).
  2. Nel 2017 oltre il 74% del traffico online sarà costituito dai video (Usabilla, 2015).
  3. Gli utenti che guardano un video sono 1.81 volte più propensi ad acquistare rispetto a coloro che non guardano video (Adobe, 2015).
Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.
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Marketing digitale: 5 falsi miti

Nonostante l’inarrestabile incedere delle tecnologie e delle innovazioni, ancora molte imprese (troppe) sfruttano soltanto il marketing tradizionale. Molte lo fanno davvero bene, altre invece a causa del settore di business non possono fare altrimenti ma molte altre non hanno mai sentito parlare di digital marketing.

Per diverse imprese digital marketing suona più o meno come “apri un blog e una pagina Facebook” e aspettati, in un qualche modo misterioso, decine centinaia di contatti. Nulla di più sbagliato! Il marketing digitale è solamente in piccola parte blog e pagina Facebook e ancora meno è una questione di magia.

Il marketing digitale è PPC, campagne AdSense, SEO, SEM, posizionamento, targeting, landing page, social media analysis, engagement, psicologia cognitiva e molto altro ancora. Forse anche tu ignoravi l’immensa vastità del digital marketing: vediamo allora 5 miti da sfatare sul marketing 2.0!

1 – Il Marketing Digitale è più facile del Marketing Tradizionale

Quante volte l’abbiamo sentito: “Cosa ci vuole ad aprire un blog e scriverci dentro?”. Vi facciamo una lista: studio del target, psicologia di comportamento del target, posizionamento di ricerca, SEO, SEM, content writing targetizzato, copywriting continuo e specifico, design e grafica, scelta dei colori e dei font. Possiamo continuare fino a stasera. Insomma per fare, anzi solamente per iniziare a fare marketing digitale non basta scuotere la bacchetta magica e aspettare che il miracolo arrivi ma sono necessarie competenze, studi, analisi e confronti sia sull’azienda che stiamo trattando sia sul target a cui vogliamo arrivare.

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2 – Un sito, una app, un video e conquisterai il mondo

Anche se è vero che gli strumenti digitali stanno diventando sempre più preponderanti, una corretta strategia di marketing digitale è quella che non preclude ma include il marketing tradizionale. Conosci l’azienda, studia il target e crea la strategia di marketing ibrido più completo possibile, utilizzando tutti gli strumenti più efficaci per quel particolare settore di business. L’importante è non limitarsi né pensare in modo limitato e ristretto: spesso nel marketing è l’idea folgorante, immediata quella che può dare i risultati più inattesi!

3 – Il Marketing Digitale non costa nulla

Viene da pensare: se le pagine e gli account social si aprono gratuitamente, allora anche tutto il marketing che viene fatto su esse è gratuito. Rispondete a questo ora: se vi regalano uno smartphone nuovo di zecca, allora anche il piano tariffario vi viene regalato? Evidentemente no. Resta vero il fatto che la spesa per il marketing digitale è inferiore fino al 62% in meno rispetto al marketing tradizionale, ma i costi di gestione esistono eccome! Attualmente, secondo una ricerca di “Digital Marketing Philippines”, le imprese che hanno tratto profitto dal digitale hanno allocato nel marketing digitale il 35% del budget totale di marketing.

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4 – Il marketing digitale è utile solo per target giovani

Lo sapevi che la fascia predominante su Facebook è quella che va dai 25 ai 55 anni? Ciò significa che nel più popolare social network potrai trovare sia il giovane studente universitario sia il padre di famiglia. Quindi più che eliminare a priori un canale di marketing è necessario profilare in dettaglio il target tipo a cui dovremmo arrivare, per studiare una campagna mirata e specifica che vada a colpire direttamente il nostro target.

5 – Il marketing digitale funziona solamente sui grandi numeri

Una volta il web era un ambiente meno popolato, dove si potevano trovare le più varie persone con i più diversi interessi. Non c’erano ancora i social network e gli utenti navigavano ore e ore in una moltitudine di pagine web, ognuna diversa dalla precedente. In un contesto così ciò che faceva la differenza era la quantità, la presenza sui motori di ricerca e negli altri siti web. Ora il web è cambiato: gli utenti utilizzano il web in maniera sempre più specifica, si stanno creando nicchie sempre più specializzate e ai siti web si sono affiancati i social network, le app e altri servizi che sfruttano internet. Quindi è necessaria specificità, dettaglio e precisione: qualità, non quantità.

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6 – Studia, pianifica e metti in pratica

Il marketing non è questione né di fortuna né di istinto ma studio, analisi e attenta pianificazione. Spesso la migliore strategia è quella che comprende più strumenti e strategie per arrivare all’obiettivo prefissato. Per questo noi ci impegniamo fin dall’inizio a comprendere azienda e target per trovare la strategia più efficace, utilizzando tutti gli strumenti necessari.

Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.
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Instagram: tutte le opportunità per fare marketing

Instagram è passato in poco tempo da essere il social delle foto dei cibi ad uno dei più importanti strumenti di social media marketing, che oggi conta più di 400 milioni di utenti attivi.

Lo sapete com’è nato il più grande social network di condivisione delle foto? Proprio come ve lo immaginereste…

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Negli ultimi mesi ci sono stati degli aggiornamenti alla piattaforma che hanno reso il social delle foto ancora più business oriented e personalizzabile:

Nuovo algoritmo

le immagini vengono ora proposte non più per ordine cronologico, ma per numero di interazioni. Questo cambiamento porta Instagram più vicino al cugino Facebook, proponendo all’utente immagini ritenute più importanti e più affini ai gusti dell’utente – ovviamente saranno premiati maggiormente i post sponsorizzati a discapito di quelli organici.

Call to action nei profili

se avete attivato un ad, nella vostra pagina di profilo verrà attivata una call, ma attenzione! Sarà visibile solamente se l’utente visiterà il vostro profilo dall’ad che avete attivato. Un ottimo modo per generare maggiori lead e convincere gli indecisi.

Call to action nelle immagini

se avete sponsorizzato un’immagine potrete attivare la call ad un sito, ad un’app o per avere info direttamente all’interno dell’immagine (questa funzione non è ancora disponibile per i video).

Video

ci sono due grandi novità. I video ora possono essere da 60 secondi (non più 15s) e ora è possibile vedere quante visualizzazioni sono state raggiunte. In più, è possibile vedere anche il numero di “like” e i profili che hanno visualizzato il video.

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Con questi nuovi strumenti ora diventa ancora più efficace mettere in pratica una strategia di marketing che includa anche Instagram: cosa aspetti? Rivolgiti a L’Ippogrifo per avere –> i migliori consigli per la tua strategia online!

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La crescita del settore vinicolo italiano, una questione (anche) di marketing

Il vino è una parte integrante della cultura e del modo di vivere italiano fin dall’epoca degli antichi romani.  Nel 2015 il nostro paese appariva al terzo posto nella classifica di consumo totale di questa bevanda con un volume di 20.5 milioni di ettolitri nei dodici mesi. Ma non sono solo gli italiani ad apprezzare questo prodotto.

Lo studio annuale di MedioBanca sui dati prodotti nel 2015 dalle 136 maggiori società vinicole italiane rivela infatti che il fatturato estero è aumentato del +6,5% rispetto al 2014. In particolare, le vendite in Sud America sono cresciute del 18,3% rispetto all’anno precedente, in Nord America del 13,3% e in Europa solo del 3,7%. Questo è indubbiamente legato agli investimenti nei materiali (+17,9%) e nella spesa pubblicitaria, salita del 2,1%.

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Il Made in Italy è una garanzia per gli acquirenti oltreconfine per qualità, fascino dell’Italian style e varietà. Un’indagine del Wine lab dell’Università  Bocconi di Milano ha rilevato che all’estero i vini più rappresentativi dell’Italia risultano essere nell’ordine: Chianti, Barolo, Pinot Grigio e Prosecco, poi Brunello e Lambrusco. Il problema che impedisce all’industria vitivinicola italiana di ottenere il primato mondiale è proprio connesso a questa grande varietà di marche, produttori e denominazioni che spesso si sovrappongono con un effetto cannibalizzante.

Il team di ricercatori del Wine Lab segnala inoltre una miopia nell’identificazione di un target che, finora, gran parte delle aziende del settore non hanno considerato: i Millennials. Questa fascia di popolazione cerca nel vino un qualcosa di particolare, diverso dalle generazioni precedenti: sono persone attente ed esigenti, che hanno conosciuto il vino servito dal decanter in un bel calice. Una campagna efficace rivolta a loro sarà semplice, valorizzando la relazione intima con questa bevanda, non decantandola come fosse una questione esclusivamente da sommelier, che è ancora la strategia di comunicazione più praticata.

Occorre rivolgersi ad operatori specializzati nell’ambiente del marketing, che ne conoscano i segreti e sappiano sfruttare gli strumenti e le tecnologie più adatti affinché il proprio prodotto ottenga i risultati auspicati.

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A proposito di tecnologia, il settore sta pian piano muovendosi in direzione 2.0 in Italia. Numerosi sono i siti web e blog che trattano i vari risvolti dell’industria vinicola. Ne segnaliamo alcuni: bereilvino.it, wine2wine.net, marketingdelvino.it. Anche per il mobile, che oggi è lo strumento preferito per la navigazione web, sono disponibili un gran numero di applicazioni per coinvolgere anche i meno esperti e aiutarli ad apprezzare il nettare degli dei: Vivino è la più diffusa e permette, scattando una foto all’etichetta della bottiglia, di scoprirne tutti i segreti; MySommelier aiuta a scegliere l’abbinamento giusto tra il piatto che stai mangiando e il vino; infine, l’app made in italy AromiDeiVini elenca non solo tutti i principali vitigni italiani, ma anche le famiglie olfattive, gli aromi, i profumi e molto altro. Anche questo è marketing.