Category Archives: Tecnologia

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Twitter: destinato all’oblio o a un nuovo decollo?

Nel corso degli ultimi giorni gli user più assidui di Twitter si saranno accorti che qualcosa nel solito feed è cambiato. L’azienda ha introdotto infatti un nuovo algoritmo, che riguarderà gradualmente tutti gli account, il quale presenta all’apertura dell’applicazione non i tweet più recenti, bensì una raccolta di “best tweets” degli account seguiti.

Come già spesso accaduto in occasione dell’introduzione di novità in applicazioni molto amate, gran parte degli user più fedeli alla piattaforma hanno subito manifestato il proprio disappunto, criticando questa svolta nella maniera più consona, cioè uniti dall’hashtag #RIPTwitter, che nel weekend era presente tra i trend mondiali. Tra le accuse più forti, quella di compromettere una delle caratteristiche fondamentali del social, vale a dire la possibilità di essere in costante collegamento live con il resto del mondo, che si traduce nell’ordine rigorosamente cronologico dei tweet ricevuti.

Ma dietro a questo hashtag si nasconde un timore più grande da parte degli user. Le quotazioni dell’azienda di San Francisco, che quest’anno ha compiuto dieci anni, sono caratterizzate da un trend in costante discesa, che proprio questa settimana ha raggiunto i minimi storici. Ciò rispecchia la poca fiducia degli investitori nel potenziale che Twitter ha ancora da dare, sommerso dalla competizione dell’inossidabile superpotenza Facebook e dei fenomeni più immediati Instagram e Snapchat. A differenza di questi social il cui numero di utenti è in costante crescita, la user base di Twitter è stata negli ultimi mesi costante, attorno ai 320 milioni di utenti globali.

Questo è dovuto alla consolidata percezione che Twitter sia difficile da usare. Facebook usa un algoritmo che fa sì che i nostri post siano subito visibili dai nostri amici più stretti, così che a ogni nuova immagine profilo pubblicata, abbiamo la garanzia che otterrà quel certo numero di like che ci fa dormire sonni tranquilli. Il feed di Twitter, invece, è soggetto all’ordine cronologico, perciò non sempre ogni nostro cinguettio riuscirà a raggiungere il favore di molti follower. Inoltre, ottenere un largo seguito non è facile – un recente studio ha rilevato che l’utente medio ha solo 61 seguaci – e scegliere chi vale la pena seguire è altrettanto problematico, per non parlare del comprendere come funzionano gli hashtag. Il risultato è che moltissimi utenti abbandonano la piattaforma poco dopo l’iscrizione, ritenendo questi meccanismi troppo complicati da digerire.

Non bisogna dimenticare, però, che al di là delle varie funzionalità che in un primo momento possono risultare criptiche, ciò che fa la differenza per Twitter è che i contenuti sono visibili a tutti, ognuno può dire la sua su qualsiasi argomento, quando e come vuole. Questo principio è un grande punto di forza, perché è in grado di aggregare un numero enorme di persone che la pensano in modo affine, e creare conversazioni e azioni con conseguenze concrete “in real life”. Ne sono esempi l’attuale movimento #BlackLivesMatter, che è finalmente oggetto dei dibattiti per le presidenziali statunitensi, o il #porteouverte che twittarono i parigini nelle ore degli attentati dello scorso 13 novembre, per offrire rifugio alle persone in pericolo.

Il potenziale quindi è ancora alto, ciò di cui Twitter ha bisogno è una linea guida che riesca a raggiungere e convincere i più diffidenti. Il CEO Jack Dorsey ha recentemente dichiarato che la vision del social sia indirizzata a mantenere in primo piano il suo elemento live. Staremo a vedere se questa prospettiva sarà in grado di far restare Twitter a galla in questo sempre più vasto mare di social. Certo è che una campagna di web marketing non può svilupparsi su un solo social network: se la tua azienda vuole pianificare una campagna integrata ed efficace, rivolgiti a chi ti può garantire dei risultati concreti.

futuro

Future Marketing. Cinque cose da sapere.

“The Future of Marketing”: questo il nome del report condotto da HubSpot sul tema appunto del “futuro del marketing”. Una riflessione importante per identificare oggi i trend che domani orienteranno le aziende nelle loro scelte di investimento. Dai dati raccolti sono emerse 5 linee di cui senz’altro bisognerà tener conto da qui al 2017.

Eccole.

1. Marketing come scienza
L’imperativo oggi è dimostrare il ritorno sull’investimento: nessuna azienda investe più in attività o in operazioni di marketing senza misurarne il valore reale, in termini economici o di raggiungimento di obiettivi. Insomma, sempre di più in futuro, il marketing sarà guidato dai dati e non dalle opinioni. Ciò significa che le decisione in ambito creativo e strategico saranno il risultato di test preliminari di efficacia effettuati su un campione del target.

2. Personalizzazione sofisticata
È oramai certo: quante più informazioni si hanno sul proprio pubblico, tanto più è possibile personalizzare la comunicazione. La personalizzazione è per il marketing il nuovo vantaggio competitivo, il cui fine è quello di raggiungere clienti con messaggi e contenuti su prodotti e servizi che rispecchino i loro interessi e siano per loro rilevanti.

3. Gestione e misurazioni sotto un unico ombrello
Il social media marketing, l’email marketing, il SEO e così via: una “frammentazione” che non consente di avere una visione generale né delle attività né dei risultati. Il trend evolutivo è quello di riunire tutte le attività di marketing digitale sotto un unico “ombrello”, quello delle piattaforme integrate che forniscono poi i resoconti di tutte le attività in un unico posto.

4. Native advertising

Nel 2013, informa HubSpot, la spesa delle aziende in “pubblicità nativa” è stata di 4,7 miliardi di dollari; la stima per il 2015 è di 11 miliardi di dollari e quella per il 2017 arriva a 17,5 miliardi di dollari, a conferma che il trend è in assoluta ascesa. Al contrario della pubblicità tradizionale che “distrae” l’utente, il native advertising lo “immerge” nel contesto perché assume le stesse sembianze del contenuto diventandone parte, con l’obiettivo di catturare sempre l’interesse.

5. Oltre i tradizionali dispositivi mobili
Fra due anni ci saranno nel mondo 20 miliardi di dispositivi connessi a internet. Una parte saranno i tradizionali computer, smartphone e tablet, cui si stanno aggiungendo a rapida velocità le smart TV, i dispositivi indossabili. La priorità del marketing digitale è pertanto quella di raggiungere gli utenti in maniera efficace su qualunque dispositivo. Come ormai sappiamo Google premia, nei risultati di ricerca, i siti ottimizzati per la visualizzazione su dispositivi mobile. Il trend evolutivo in crescente affermazione è quindi quello del responsive design.

Attenzione! Il marketing cambia e il mondo delle aziende e dei professionisti deve cambiare con lui.

Solar box: cabine per ricaricare gratuitamente gli smartphone

Da protagoniste indiscusse delle foto dei turisti, le famose “call box” color rosso fuoco sono state trasformate in stazioni green dove i cittadini possono ricaricare gratuitamente i propri smartphone grazie ad un pannello solare installato sul tetto.

A salvarle da un destino ormai segnato è stata l’idea di Harold Craston e Kirsty Kenny, due studenti della London School of Economics, che hanno progettato le Solar box: le cabine ora possono caricare fino a cento cellulari al giorno, offrendo una ricarica del 20% della batteria in dieci minuti.

La prima Solar box è stata presentata al pubblico fuori dalla stazione della metropolitana di Tottenham Court Road, destando stupore ed entusiasmo.

I due ideatori hanno così commentato il successo della loro creazione: “Ci piacerebbe far parte del viaggio di Londra verso una economia più verde, magari per fornire altri punti di ricarica, magari non solo nelle cabine del telefono, e far sì che l’energia rinnovabile sia alla portata di tutti”.

Il progetto, vincitore del concorso “Mayor of London’s Low Carbon Entrepreneur”, è finalizzato alla riqualificazione delle 8.000 cabine telefoniche in disuso nella capitale britannica, prestando particolare attenzione alle fonti di energia alternativa.

Pensate che quest’idea potrebbe funzionare anche in Italia?

 

Elisa Kiraz
Ha studiato Italianistica presso l’Università degli studi di Trieste.
Appassionata di Content Marketing e comunicazione, si tiene sempre informata sui nuovi trend del settore.

Imaginieer stimola la creatività infantile

Specializzato nella vendita al dettaglio di giocattoli, il famoso marchio spagnolo Imaginarium sfrutta innovazione e ricerca per il lancio di Imaginieer, la prima linea di giocattoli in 3D che i bambini possono crearsi autonomamente da casa.

“Cosa c’è di più bello del creare il giocattolo dei propri desideri?”, afferma Félix Tena, CEO Imaginarium, “Noi di Imaginarium siamo orgogliosi di essere stati pionieri nell’introdurre la tecnologia 3D nel settore dei giocattoli, in un modo semplice, intuitivo e accessibile per i bambini.”

La prima gamma di articoli personalizzabili e stampati in 3D comprende una collezione di gioielli (19,95 euro) e macchinine Comic Cars (24,95 euro), ma, a partire dal prossimo anno, il catalogo offrirà nuovi modelli di giochi.

La procedura da seguire per la creazione è semplice e intuitiva: basta accedere al sito, selezionare il design, le forme e i colori del giocattolo; le scelte dei bambini vengono poi inviate al software Imaginarium Magical Factory che realizza il prodotto in 3D. Nell’arco di pochi giorni il prodotto viene recapitato all’indirizzo indicato.

Per quanto riguarda i materiali, i prodotti Imaginieer sono realizzati in PLA, un polimero plastico sicuro e 100% biodegradabile. In più, la stampa 3D non utilizza più materiale di quanto strettamente necessario, evitando così sprechi e danni ambientali: un giocattolo decisamente creativo ed ecologico!

Eye tracking, su cosa si posa il nostro sguardo?

A monte di ogni geniale pubblicità c’è sempre un grande lavoro di pianificazione strategica che spesso si tende a scordare. Si tratta di gestire molte variabili, prendere decisioni e scommettere su un’idea. I consumatori ovviamente sono l’aspetto più delicato ed è essenziale conoscere i loro pensieri, le mode del momento e quello che può attirare la loro attenzione.

La tecnologia sempre più evoluta continua a dare una mano in questo senso. Cosa guardano le persone in una pubblicità? La tecnologia dell’ eye tracking permette in tempo reale di scoprire su cosa si sofferma l’occhio critico del consumatore e cosa invece non è in grado di catturare il suo sguardo. Si eliminano così le variabili sociali e personali ed è possibile raggiungere quelle informazioni altrimenti irraggiungibili tramite i metodi di ricerca convenzionali.

Le informazioni così raccolte vanno ad integrare le statistiche sulle visualizzazioni e i click, in studi sui siti di e-commerce,  banner advertising, campagne via email, newletters e in-game advertising.  Per esempio sui siti web, nella pagina visualizzata l’attenzione tende a concentrarsi sulla lettura del testo centrale mentre i banner e i box pubblicitari passano in secondo piano sfuggendo quasi del tutto. Al contrario, per quanto riguarda i giornali online, è più facile che siano le immagini o i box di testo laterali a catturare per primi lo sguardo del visualizzatore.

I dati raccolti dall’ eye tracking sono utili anche per la pubblicità su carta stampata così come in quella in TV suggerendo in che modo questa possa essere più d’impatto. Ad esempio, in una partita di calcio i tifosi sono in grado di focalizzare l’attenzione sulle pubblicità o sono completamente rapiti dal gioco? E in che posizioni del campo è più facile che vengano inquadrate dalle riprese e notate dagli osservatori?

Andrea Marson
Ha studiato Economia, Commercio Internazionale e Mercati Finanziari presso l’Università degli studi di Trieste.
Appassionato di marketing e comunicazione, segue con curiosità le ultime novità economiche.

La rivincita degli smartphone

L’Audiweb conferma che il sorpasso degli accessi ad Internet tramite smartphone e tablet piuttosto che da computer ha avuto luogo a marzo, mese in cui gli italiani che hanno preferito i dispositivi mobili sono stati 7,4 milioni, ovvero il 37% degli utenti online nel giorno medio. Hanno superato i 5,3 fedeli al computer e i 7,2  che invece non esprimono preferenze.

L’Italia, sempre un po’ meno tecnologica rispetto al resto d’Europa si dimostra invece al passo con i tempi con una percentuale sempre più alta di persone connesse. Gli utenti connessi sono 25 milioni e di questi, 17,2 milioni preferiscono il cellulare.

I firmatari della rivoluzione tecnologica sono i più giovani: la fascia d’età tra i 18 e 24 anni, infatti, è quella più propensa all’uso dei dispositivi mobili preferiti ai vari pc o addirittura alla televisione.

I due terzi degli italiani hanno almeno uno smartphone in casa e una persona su due possiede un tablet, mentre i cellulari normali scendono sempre più arrivando al 30%.

Questi dati non solo dimostrano un cambiamento delle abitudini legate a divertimento, apprendimento, fruizione delle notizie, ma sono importanti per l’influenza che hanno su investimenti e scelte strategiche legate al  mondo del marketing e delle imprese.

L’Osservatorio Mobile Marketing&Service del Politecnico di Milano parla chiaro: per il 2014 sono previsti i 300 milioni di euro di investimenti per la pubblicità sui dispositivi mobili che corrispondono al 14% degli investimenti totali per la pubblicità su internet e il 5% di quelli su tutti i mezzi.

Le aziende che desiderano restare al passo con i tempi devono, quindi, fare tesoro di queste notizie e adattarsi alle nuove tendenze. Le persone tendono a passare il tempo online sui social network, su siti o app per i cellulari e su portali e siti d’intrattenimento.

È importante dunque sfruttare appieno le potenzialità che i social offrono e adattare i propri siti aziendali alla navigazione tramite tablet o smarphone al fine di essere accessibili nel migliore dei modi all’enorme percentuale di utenti fedeli al proprio telefono.

 

Andrea Marson
Ha studiato Economia, Commercio Internazionale e Mercati Finanziari presso l’Università degli studi di Trieste.
Appassionato di marketing e comunicazione, segue con curiosità le ultime novità economiche.

Vivere come in Minority Report

L’azienda tedesca Metaio sta lavorando su una tecnologia in grado di utilizzare raggi infrarossi e una fotocamera plenottica al fine di permetterci di interagire col mondo che ci circonda con un semplice gesto.

Questa nuova tecnologia, applicata a degli occhiali simili a quelli di Google Glass, permette di riconoscere il calore corporeo della persona e quindi captare i suoi movimenti e le azioni. Lo schermo degli occhiali crea a quel punto un’ immagine con cui si può interagire con un semplice tocco.

Vi ricordate la scena del film Minority Report in cui Tom Cruise dotato di speciali guanti controllava uno schermo grande come una parete? Era il 2002 e sembrava qualcosa di lontano e impossibile, ma ormai la realtà aumentata sta per diventare parte del quotidiano.

Nel video è possibile vedere due ragazzi giocare a scacchi su una scacchiera virtuale e una donna che sfogliando un giornale può, con un semplice tocco, scoprire informazioni sul prodotto illustrato su di esso. Non è fantastico? L’idea dell’azienda è quella di rendere la tecnologia accessibile a smartphone e ai cosiddetti wearable devices, ma chissà quali e quanti utilizzi possibili possono esserci nel prossimo futuro.

La tecnologia Thermal Touch, con la sua capacità di aggiungere terza e quarta dimensione agli oggetti, è ancora un prototipo e ha debuttato proprio in questi giorni alla fiera “Augmented World Expo” a Santa Clara in California.

Che pensereste nel vedere qualcuno gesticolare per la strada con un paio di strani occhiali addosso? Forse fra un paio di anni sarà una cosa del tutto naturale!

Vine spegne la sua prima candelina

24 gennaio 2014: Vine festeggia il suo primo compleanno.

Proprio un anno fa veniva presentata dai suoi creatori Dom Hofmann, Rus Yusupov e Colin Kroll la popolare app sviluppata per la realizzazione e la condivisione di video brevi dalla durata massima di 6 secondi e ripetuti all’infinito.

Twitter, l’azienda proprietaria di Vine, ha annunciato la notizia attraverso il suo blog ufficiale e quello dell’applicazione di video-sharing.

Per la circostanza, il social network e il suo “pupillo” hanno pensato di omaggiare i loro utenti attraverso una raccolta dei migliori video, quelli più popolari e interattivi caricati in loop su Vine negli ultimi dodici mesi.

Un anno di grande successo, quello dell’app che ha conquistato in breve tempo tutti i proprietari di smartphone desiderosi di condividere con altri utenti la loro creatività.

Oggi Vine è disponibile su iOS, Android e Windows Phone, ha raggiunto oltre 40 milioni di utenti ed è disponibile in ben venti lingue.

Volevamo costruire una piattaforma che rendesse facile creare video e condividerli con i propri amici. Avevamo fiducia nelle nostre capacità, ma certo non ci aspettavamo un tale successo” ha affermato Colin Kroll, creatore e general manager dell’app.

E se nemmeno i suoi creatori si aspettavano un successo simile, figuriamoci noi. Non ci resta che sperare che questa divertente app possa festeggiare con noi ancora tanti compleanni.