Category Archives: Social Network

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3 tool di monitoraggio dei social

Gestire una o diverse pagine Facebook non è più soltanto una cosa da “addetti al settore”, da informatici e dipendenti d’azienda, ma sta diventando sempre più un’attività che tutti, prima o poi siamo tenuti a dover intraprendere – non solo come lavoro, ma molte volte come necessità.

Che siate uno studente che gestisce una pagina dell’università, o il Social Media Manager di una grande azienda oppure il nipote che vuole curare la pagina del negozio del nonno, allora questi 3 tool gratuiti per la gestione e il monitoraggio delle pagine Facebook potranno tornarvi utili!

1 – Facebook page Barometer

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Questo tool vi permetterà di comparare la performance della vostra pagina con tutte quelle analizzate da Barometer (oltre 9000). Le aree analizzate sono i Post insights e le Page insights (sia reach organica che virale). Un tool che non si discosta molto dall’analisi degli insights che trovate in Facebook, ma che vi permetterà di avere risultati altrettanto attendibili e per una maggiore quantità di elementi monitorati.

2 – Hootsuite

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Chi lavora nel campo dei social lo conoscerà bene: Hootsuite permette non solo di programmare con molta precisione i post di Facebook (ma anche di Twitter, Instagram, Google+ e LinkedIn) ma anche di monitorare gli stessi per analizzare e comparare i risultati con un comodo report finale. La piattaforma è disponibile online ed esiste anche un’app. La facilità d’utilizzo e il grande ventaglio di social che copre l’hanno reso il tool di monitoraggio e gestione dei social più utilizzato.

3 – Fanpage Karma

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Creato specificatamente per Facebook, Fanpage permette di analizzare post, interazioni, coinvolgimento e dati degli utenti delle vostre pagine Facebook. È possibile anche comprare la vostra pagina in modo dettagliato con altre simili o di vostra scelta. Insomma, si tratta quasi di un Facebook Insights 2.0!

Qual è il social tool che più utilizzate? Siete più tipi da Hootsuite o da Fanpage Karma? Il consiglio che vi possiamo dare è quello di utilizzare più mezzi possibili, così da avere una panoramica accurata e più ampia possibile. Nel caso voleste approfondire l’analisi e la gestione dei social, oppure siete in cerca di un aiuto per iniziare, noi siamo a distanza di un click!

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Hello, la canzone che ha monopolizzato il web

3 milioni di copie vendute in 7 giorni. In tv nei talk show, ininterrottamente immancabile nelle radio, orecchiabile ovunque, in bar, al ristorante, in auto, mentre aspetti il tuo turno dal medico (perché siamo in periodo d’influenza). Ma magari il naso non ti sta colando solamente perché siamo a dicembre e il freddo è così pungente che pare di essere in artico. No, magari hai appena ascoltato l’ultimo singolo di Adele e non riesci a fermare le lacrime.

Hello è il singolo della cantante inglese tratto dal suo terzo album, 25.

Ma perché stiamo parlando di musica e di Adele? Semplicemente perché è diventata un incredibile caso social che ha saputo coinvolgere utenti, aziende e brand in pochissimo tempo e con una forza incredibile.

Partiamo dal basso, la reazione degli utenti.

La prima reazione del popolo della rete, e forse quella più scontata, è stata l’infinta e rigogliosa creazione di meme. Nelle immagini ci troviamo di fronte ad Adele che recita l’ormai nota (e virale) frase “Hello, it’s me” e dall’altra parte un’icona del web o della tv che risponde a modo proprio…

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Ma è nei messaggi alla pagina ufficiale di Adele e dell’imminente concerto che la creatività degli utenti si è fatta sentire in maniera formidabile. Nemmeno personaggi noti come il triste Leopardi si sono risparmiati, con una dichiarazione davvero romantica

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Anche i brand non si sono fatti sfuggire questa occasione: la palma d’oro va senza dubbio a Tempo. D’altronde, come potevano i famosi fazzoletti blu a non essersi sentiti chiamati in causa dalla canzone più strappalacrime degli ultimi tempi?

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Chiudiamo con una chicca: qualche utente ha pensato bene di fare un collage dei più famosi film dove i personaggi recitano le loro battute sul sottofondo di Hello.

Come potrai notare, da un evento semplicissimo come il rilascio di una canzone siamo arrivati alla creazione spontanea di un social-mito: basti pensare che il tema di “Hello” ha monopolizzato completamente il web e in particolare i social come non era mai accaduto prima, aumentando di conseguenza le visualizzazioni e le vendite del nuovo singolo della cantante britannica. Ciò dimostra il ruolo importantissimo dei social nelle campagne pubblicitarie ma soprattutto nel passa parola: che sia intenzionale o meno, i messaggi veicolati tramite i social hanno oggi giorno un potere immenso. Pensi di essere pronto a tuffarti nel mondo dei social per aumentare il valore della tua azienda?

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Ti lasci? Facebook ti aiuta a dimenticare!

Negli ultimi tempi, sembra che Facebook si stia prendendo particolarmente cura di alcuni aspetti della tua vita: hai visto funzioni come l’avvertimento sulla tua condizione di sicurezza agli amici durante gli attentati a Parigi, lo scorso 13 novembre, ma anche durante le recenti catastrofi naturali quali terremoti e maremoti, o come i supporti a sostegno di determinate iniziative sociali sono entrati a fare parte a tutti gli effetti della logica del grande social network blu.

Per fare un passo in avanti, Facebook ha preso a cuore un lato più intimo della nostra vita e questa volta si parla di sentimenti.

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Come capita a molti, quando metti fine a una relazione vuoi sia dimenticare, ma al tempo stesso vuoi tener stretto ogni singolo ricordo.  È un processo un po’ contorto, ma nell’era dell’”always online”, tra social, foto, app e web lo è ancora di più.

Scorrendo la home di Facebook, il flusso di foto di Instagram o la timeline di Twitter è più facile (anzi, sicuro) incappare in qualche post “indesiderato”, magari di lei o di lui con una nuova fiamma. Oppure trovi una foto di voi due scattata mesi fa e che colpisce dritta al cuore, riducendolo in mille pezzi. Bene, Facebook vuole darti una mano a dimenticare.

Ecco come si presenta la nuova funzione (mobile)

Ecco come si presenta la nuova funzione (mobile)

 

Per rendere più agevole e indolore questo “processo di oblio” degli ex, gli ingegneri di Menlo Park hanno deciso di implementare una funzione Facebook tanto bizzarra quanto utile, in realtà: una volta cambiato il tuo stato, da “impegnato” a “single”, la effe blu  ti farà visualizzare un’opzione in cui potrai scegliere di limitare le interazioni con la persona con la quale, fino a qualche tempo fa,  condividevi proprio tutto; fino a farla sparire dal tuo Facebook radar.

Questa funzione, in fase test negli USA e disponibile soltanto per i dispositivi mobile, è stata messa a punto affinché non si arrivi ad eliminare l’amicizia dell’ex (perché diciamocelo, non si sa mai!), ma limiterai la visualizzazione dei suoi post,  potrai far visualizzare all’ex solo determinati contenuti, sarai in grado poi di eliminare le foto scattate insieme in un colpo solo e non dovrai più visualizzare i tag della persona in questione.

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Facebook sta entrando sempre più  nella quotidianità, andando a toccare pian piano  aspetti che un tempo rimanevano tra le mura domestiche. Saper sfruttare al meglio questo canale può essere un’arma formidabile per dare una marcia in più al tuo business. Sei curioso? Mandaci un messaggio, insieme valuteremo una  strategia social adatta alle tue esigenze!

Hashtag

Hashtag: genesi di un mito

Lo utilizziamo ogni giorno, su più canali, nei modi più creativi. Che sia Facebook, Twitter o Instagram è lui il re della condivisione e della scrittura. Stiamo parlando dell’hashtag o per i più nostalgici, del cancelletto.

Ve lo ricordate? Era il simbolo meno conosciuto, meno utilizzato e più snobbato dei tasti sul dialer telefonico. Era quello più nascosto della tastiera del computer: lo colpivamo giorno dopo giorno, per anni, senza intuire la potenza e la notorietà che avrebbe avuto con la rivoluzione di Twitter e Facebook.

Hashtag e tag

L’intuizione di utilizzare un simbolo tanto bistrattato nel passato è stata di Chris Messina. Molto probabilmente non l’avete mai sentito, ma lui è il papà dell’hashtag, almeno così come lo intendiamo noi.

Era il lontano 2007, quasi 8 anni fa, poco dopo la creazione di uno dei Social Network più famosi al mondo. Un singolo, semplice concetto: perché non utilizzare il simbolo “#” per i gruppi? Proprio lì, a San Francisco, ha fatto capolino il primo hashtag su Twitter, quello che inaugurerà la sua – di lì a poco – immensa fortuna. Tutto grazie all’idea di un ex UX Designer Google che ha dato libero sfogo alla sua creatività, con l’intento di voler migliorare la user experience per il tracciamento dei contenuti su Twitter.

hashtag e Chris Messina

A quell’epoca però Evan Williams, ex-CEO e co-fondatore, non ha compreso la potenzialità del cancelletto e lo ha archiviato, perché troppo macchinoso per l’utente. Ma è a ottobre del 2007 che l’hashtag ha rivelato la sua vera forza: a San Diego scoppiò un incendio di grandi proporzioni e un utente di Twitter, Nate Ritter, è stato il primo ad utilizzare il simbolo delle quattro linee per raccogliere tutte le conversazioni e le informazioni sull’avvenimento. Ovviamente, su consiglio di Chris. Così #sandiegofire, utilizzato durante il live twitting di un evento di tale portata, è diventato ufficialmente il primo hashtag pubblicato con questo intento.

hashtag e Nate Ritter

Grazie alle conversazioni raggruppate per hashtag, questo Social Network è diventato uno strumento versatile e potente che rende virale qualsiasi tipo di contenuto. Una possibilità che le aziende e i professionisti non devono lasciarsi sfuggire: se vuoi sapere come rendere efficace l’uso di Twitter per il tuo business, raggiungici qui!

Facebook, nuovo motore di ricerca

Facebook: un confronto con Big G?

Con più di 1 miliardo di utenti iscritti, un database di oltre 2000 miliardi di post pubblicati, 25 milioni di utenti attivi al mese e l’impressionante numero di 20 milioni di soli utenti italiani collegati al giorno, il motore di ricerca di Facebook ha una potenzialità pressoché enorme, tale da poter essere comparato con l’incontrastato Google.

Tuttavia, questa potenzialità non era stata sfruttata al massimo da Mr. Zuckerberg: nella barra di ricerca di Facebook era infatti possibile trovare persone, eventi, pagine e applicazioni, ma la funzionalità di ricerca si fermava lì.

Le cose stanno per cambiare all’interno del Social Network: in questi giorni ha introdotto una grande novità che potrà cambiare il modo in cui noi concepiamo e utilizziamo la grande effe blu. Se prima potevamo cercare tra amici e pagine, ora il motore di ricerca interno a Facebook è stato ulteriormente potenziato, permettendo l’accesso a tutti i post, foto, video e link digitando direttamente nella barra di ricerca.

Non un semplice aggiornamento dunque, ma una continuazione della linea di pensiero che fin dagli inizi ha accompagnato tutti i progetti del fondatore Mark Zuckerberg. Non c’è occasione nella quale il suo genio non rimarchi il concetto che sta dietro a tutta l’esperienza della effe blu: ovvero quello di poter connettere ogni utente della piattaforma con tutti e tutto ciò che lo circonda. Di fatto, sin dalla sua fondazione ha cercato di connettere prima tutti gli studenti universitari, poi tutti gli utenti del social network, rendendoli più vicini (si pensi alle integrazioni con Messenger, Whatsapp e all’app di Facebook), fino a puntare al grande sogno di Zuckerberg: collegare il mondo intero in una rete di scambi e condivisioni.

Facebook nuovo motore di ricerca

Questa novità non sarà utile soltanto agli utenti, che potranno cercare con più efficacia e precisione contenuti  visti poco prima, persi poi nell’infinita home di Facebook; ma lo sarà soprattutto per i professionisti e le aziende. Pensate a quanto semplice sia diventata ora la ricerca di nuovi trend oppure il monitoraggio del vostro brand (dall’analisi dell’engagemet al sentiment prodotto). Insomma, un cambiamento all’apparenza semplice, ma che in realtà si può rivelare davvero potente se sfruttato in modo intelligente.

Vuoi sfruttare le potenzialità di Facebook per la tua impresa? Contattaci per maggiori informazioni!

Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.
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Tra vero e falso. La campagna per Getxophoto.

Le foto dell’account Instagram @abdoudiou1993 sembrano mostrare il viaggio di un giovane ragazzo dal Senegal fino alla Spagna. Tante storie e tanti paesaggi: foto in famiglia, traversate del deserto fino alla documentazione fotografica di un arresto da parte della polizia e l’arrivo in un centro di detenzione per immigrati irregolari. La Stampa, Il Corriere della Sera, Vanity Fair, e l’Huffington Post hanno parlato di questa storia, presentandola come autentica e reale ma in realtà l’intera operazione è una campagna pubblicitaria per promuovere un festival di fotografia.

Nel giro di qualche ora i giornali coinvolti hanno corretto i loro articoli, senza segnalare che nelle versioni precedenti presentavano le foto come autentiche. Un giornalista del quotidiano spagnolo El País infatti aveva notato alcune stranezze nelle didascalie delle foto pubblicate che utilizzavano hashtag molto “occidentali” come #happyfamily #daydreamers. Tra i vari ne ha trovato uno che ha attirato la sua attenzione: #getxophoto. Con una breve indagine è così riuscito a ricostruire l’origine della storia.

Getxophoto è un infatti festival di fotografia e per attirare l’attenzione sulla prossima edizione che inizierà il prossimo 3 settembre ha prodotto una campagna pubblicitaria incentrata sui viaggi dei migranti per arrivare in Europa. Le tre persone che compaiono nelle foto e nel video sono tre attori non professionisti. I responsabili di Getxophoto hanno spiegato di aver voluto giocare con il contrasto degli hashtag con le foto, abbinando hashtag che sono molto frequenti sui profili Instagram europei con le foto del viaggio del migrante.

Insomma l’agenzia creativa Volga ha alla fine dichiarato che la finalità era quella di utilizzare un video di 60 secondi e un account Instagram collegato con lo scopo di indurre una riflessione sul modo in cui usiamo e condividiamo le immagini dei migranti e delle migrazioni sui giornali e sui social network, un tema davvero caldo in questo periodo storico.

Una strumentalizzazione o un approccio intelligente ai Social Media? Quello che conta è che ha funzionato.

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Banche e Social. A che punto siamo?

Banche e attività Social: un tema non ancora veramente analizzato. Un’indagine portata avanti su un campione di 50 gruppi da parte della Società Dml ha prodotto dei risultati interessanti. Cosa è emerso? Il 76% degli istituti bancari presidia almeno un canale tra FacebookTwitterLinkedin e ha registrato un aumento del 14% della sua presenza sui Social rispetto allo scorso anno.

Tranne qualche rara eccezione, come ad esempio Banca Sella, che un anno fa aveva lanciato il primo bonifico su Facebook, ad oggi la maggior parte delle banche utilizzano i Social prevalentemente per fare attività di marketing e comunicazione. Tuttavia questo tipo di canale si sta sviluppando soprattutto per quanto riguarda l’area del customer care, forse l’opportunità più interessante per gli Istituti di Credito. L’intento è anche quello di avvicinare i clienti e creare con loro un legame più familiare e quotidiano.

In genere lo strumento prescelto per questi servizi di assistenza è Twitter: lì il correntista può lamentarsi di un prodotto oppure chiedere informazioni rispetto a un servizio. Ma quali sono gli argomenti che interessano maggiormente? Sicuramente le informazioni su conti correnti e carte di credito. Ma la vera rivoluzione è la possibilità di attivare un canale che permetta un’interazione rapidapuntuale e immediata che vada dritta alla risoluzione del problema.

Va detto tuttavia che le banche non hanno ancora sviluppato una vera e propria cultura Social. Ciò significa che non hanno adottato ancora visioni strategiche continuative ed evolute per gestire il rapporto con i propri clienti. Cosa possiamo dire quindi? Senz’altro il settore bancario è in movimento ma rispetto ai competitors europei il nostro Paese è ancora decisamente indietro. Di certo la parola d’ordine su questi canali resta una soltanto: engagement, come spiegato nella Guida all’utilizzo dei Social Media, realizzata dalla società Dml per le banche.

Insomma se è vero che i numeri parlano di una costante attenzione del mondo del credito verso questi canali di comunicazione, è altrettanto vero che manca ancora la consapevolezza diffusa che sui Social serva un investimento maggiore soprattutto in termini di visione a lungo raggio. Che dire, la strada è tracciata ma bisogna lavorare.

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Periscope: un’opportunità per i brand?

“Scopri il mondo con gli occhi degli altri”, questa la frase che campeggia nella landing page di uno dei più discussi e chiacchierati social network del momento. E fin qui, nulla di nuovo: in fondo ne abbiamo viste di favolose app che parevamo promettere una rivoluzione ma poi, esaurito l’hype mediatico, sono finite nel dimenticatoio con la stessa velocità con la quale sono arrivate alla luci della ribalta. Ma Periscope promette molto di più, soprattutto grazie al grande nome che gli sta dietro, niente meno che il cinguettante uccellino blu.

Non è YouTube, non è Vine ma non è nemmeno Twitter. No, Periscope è qualcosa di più personale, più vicino agli utenti e più coinvolgente. Si tratta infatti di un’ app che permette di registrare dei video in diretta e di condividerli in real-time con i propri follower. Una rivoluzione apparente nel campo del social video.

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Ma ripensando alla storia di YouTube, Facebook e Twitter, ciò che tutti ora si stanno chiedendo è: Periscope riuscirà a portare questa rivoluzione social anche negli uffici, nei capannoni, nelle fabbriche e tra i desk?

Una parola potrebbe essere la risposta a questa domanda: coinvolgimento. Già, perché se c’è una cosa che i brand cercano con piattaforme quali Facebook e Twitter è proprio il coinvolgimento. Trovare il contatto con gli utenti, stargli vicino per conoscerne meglio desideri e aspettative.

Ed è proprio ciò che Periscope offre ai proprio utenti (che siano semplici persone o grandi aziende): coinvolgimento, sempre e comunque. Dunque, con un minimo di professionalità, si potrebbe passare dal video degli skaters di strada ad una diretta sui processi produttivi di uno stabilimento artigianale. Dallo sketch tra amici all’intervista live al dirigente di un grande marchio. In questo modo, il divario tra cliente e azienda si riduce notevolmente, quasi fino a sparire. E questo porta fiducia, quindi fidelizzazione. Abbassa il brand al nostro livello, lo umanizza, gli regala un volto. A tutto guadagno dell’azienda.

La chiave di volta sta nel saper giocarsi bene questa opportunità. Coniugando professionalità con tradizione, cultura con attualità. Perché ormai la presenza di un brand sui social è fondamentale, una cosa da cui non si può sfuggire: il rischio è quello di rimanere indietro e di essere sopraffatti dalla concorrenza, sempre più agguerrita proprio grazie all’utilizzo dei social.