Category Archives: Social Network

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Non sai usare LinkedIn? Potrebbe costarti caro

“Dimmi con chi lavori e ti dirò chi sei”. Non c’è modo migliore per introdurre il social network professionale per eccellenza: LinkedIn.

Elisa Kiraz
Ha studiato Italianistica presso l’Università degli studi di Trieste.
Appassionata di Content Marketing e comunicazione, si tiene sempre informata sui nuovi trend del settore.
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Twitter: la rivoluzione è arrivata (o quasi)

Lo abbiamo immaginato. Lo abbiamo temuto. Lo sapevamo fin dall’inizio: dopo mesi di dibattiti e discussioni Twitter ha oltrepassato il muro dei 140 caratteri. Ma l’ha fatto con stile.

Fino a qualche mese fa, giravano voci secondo le quali il social network dei cinguettii avrebbe detto basta una volta per tutte al famigerato limite dei 140 caratteri, snaturandosi e andando a uniformarsi al fratello maggiore Facebook. Se lo ricordate, all’epoca la community dei social non vide di buon occhio la deriva che Twitter stava per prendere, considerandola un attacco alla sua unicità.

La finta rivoluzione

Sicuramente sarete stati scossi da titoli come “Twitter dice addio ai 140 caratteri!” oppure “La fine del limite dei 140 caratteri”. In realtà, la storia è un po’ diversa. Non si tratta di un’eliminazione del limite dei caratteri ma solamente della fine delle limitazioni imposte ai caratteri quando si inseriscono foto, video e tag.

Il limite resterà ma sarà solamente riferito al puro testo e non all’intero messaggio. Si potranno quindi inserire foto, video e tag senza incidere in alcun modo sui 140 caratteri del testo.

Le novità

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– La fine del .@

I più assidui utilizzatori di Twitter lo conosceranno bene: si tratta dello stratagemma di mettere un puntino prima del nome account da citare così da rendere visibile a tutti i follower del contatto la vostra risposta. Ora, Twitter ha deciso di dare più visibilità ai messaggi rendendo i tweet potenzialmente visibili all’intera lista di follower.

– Un ego smisurato

Ora sarà possibile retwittare un nostro stesso messaggio. Questa novità sembra essere stata ideata per sopperire alla mancanza della modifica ai tweet (già presente in Facebook). Lo scorso giugno, il co-fondatore di Twitter Jack Dorsey, ha detto di considerare questa auto-citazione come un escamotage per “tornare indietro, guardare i propri tweet, correggerli o commentarli”.

Ma in tutto questo, come si può fare marketing?

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In 140 caratteri non dovrebbe essere difficile. E invece lo è: non solo bisogna far passare un determinato messaggio in poche righe, ma questo messaggio deve avere anche un determinato appeal. Un appeal che non è quello di Facebook, né quello di Instagram né quello di LinkedIn bensì quello specifico e unico appeal che si può trovare soltanto nella speciale popolazione di Twitter. Sinteticità e andare dritti al punto, e ogni tanto anche una punta di ironia. Twitter non deve essere visto come un semplice divulgatore di link esterni (che verranno puntualmente tagliati), ma una piattaforma con delle proprie regole definite e una logica unica. Fondamentale è comprende questa logica e saperla utilizzare (noi possiamo darti qualche spunto).

Siate brevi, ma fatelo con stile: arrivate al cuore del popolo di Twitter e avrete fatto centro.

Curiosi di conoscere questo mondo? Potete cominciare da qui!

Snapchat

Cos’è Snapchat e perché tutti i marketers ne sono ossessionati

La tecnologia offre novità costantemente tra strumenti, app o servizi, dunque spesso è difficile capire quale raggiungerà una diffusione mainstream. È critico però per una professione come quella degli addetti al marketing essere sempre aggiornati sui trend più apprezzati dal pubblico, perché ne va del futuro della campagna di cui si stanno pianificando le strategie.

L’ultimo strumento che inizia a farsi strada nel mondo del social media marketing è Snapchat. I più giovani lo conoscono da almeno un paio di anni, ma è negli ultimi mesi che ha raggiunto una diffusione quasi virale (con 100 milioni di utenti giornalieri). Si tratta di un’app creata nel 2011 che permette agli utenti di creare Snap, cioè contenuti in forma di foto o brevi video personalizzabili con disegni e didascalie. Questi possono essere inviati agli amici oppure aggiunti alla propria “Storia”, una collezione dei propri Snap visibile dai nostri follower per 24 ore dalla pubblicazione, dopodiché si auto cancellerà.

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Il successo di questa innovativa app sta proprio nella sua capacità di abbinare le caratteristiche preferite dalla nuova generazione – e non solo – nel rapportarsi al digitale:
– la velocità di Twitter, data dalla possibilità di vedere quasi in tempo reale foto e video di amici e persone famose;
– la familiarità di Facebook, che permette di restare in contatto con i nostri amici e familiari lontani ed essere parte delle loro giornate;
– i contenuti delle nostre app di riferimento per restare aggiornati:infatti la sezione Discover fornisce minivideo creati da una serie di news-provider internazionali (CNN, Daily Mail, BuzzFeed tra questi).

Come possono le aziende sfruttare questo strumento a loro vantaggio?

Grazie alla sua capacità di offrire una finestra sulla vita degli user, creare un account aziendale su questa piattaforma permetterà un rapporto più diretto e immediato con i clienti effettivi e potenziali. Uno dei modi per attirare l’attenzione del pubblico è offrire contenuti esclusivi, come il retroscena della produzione del prodotto o servizio di cui vi occupate, una sorta di sguardo “dietro le quinte”. Ciò può essere condito da alcuni Snap con un’anteprima di un prodotto non ancora lanciato, che genererà aspettativa e interesse a restare aggiornati da parte dei follower.

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Snapchat nasce come un social e dev’essere gestito come tale, non è un megafono per l’autopromozione. Rispondere a tutti è fuori questione ma creare interazione, con un po’ di ingegno, è possibile. Molte aziende già lo fanno, chiedendo ai propri follower di mandare snap utilizzando il loro prodotto o rispondendo a determinati contest e “premiandoli” condividendo i loro minivideo sull’account aziendale. Con questo tipo di comunicazione otterrai un maggiore apprezzamento dal tuo pubblico perché vedrà le persone al di là del brand e inevitabilmente ci instaurerà un legame.

Utilizzare gli strumenti giusti è uno dei pilastri principali per la gestione di un marketing efficace. Come gestisci il tuo? Se sei in cerca di aiuto, rivolgiti ad esperti, contattaci!

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Aziende sui social: istruzioni per l’uso

Se non sei sui social, non esisti. Fino a qualche tempo fa questo concetto si applicava solo per le persone (“Non sei su Facebook? E come faccio a mostrarti le foto delle vacanze?”). Negli ultimi anni, complice la diffusione capillare del digitale e il bisogno di ottenere tutto e subito, anche le aziende per “esistere” devono gestire un account ufficiale sui vari social network.

Facile: basta creare un nuovo profilo Twitter o una pagina Facebook, gestirli come usiamo i nostri profili personali e il gioco è fatto. Sbagliato. Ora non siete più voi a parlare ma, agli occhi del mondo, è la vostra azienda nella sua completezza a interagire con la rete. Dunque, prima di postare qualsiasi contenuto, le domande da tenere sempre presente sono:

– Qual è il fine dei social per il tuo brand?

– Quali sono gli obiettivi della tua azienda e come l’utilizzo dei social può contribuire a raggiungerli?

Una volta fatti i conti con queste problematiche è necessario cercare quanto più possibile di non incappare negli errori più comuni quando ci si relaziona con questo ambiente così veloce e volatile.

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Abbandona l’illusione del controllo.

Il nostro compito è di partecipare, non di interrompere la conversazione infinita che è la natura dei social. Per farlo, è necessario essere preparati ad ogni possibile scenario – come rispondere quando si ricevono critiche, offrire aiuto a chi lo richiede – e soprattutto agire in velocità: la soglia dell’attenzione in rete è una frazione di quella offline; se non si risponde subito, il rischio disinteressamento è sempre dietro l’angolo.

Conta ogni voce.

La gestione delle situazioni che definiremmo “il peggiore dei casi” è molto più delicata in rete, dove ogni azione resta impressa indelebilmente e può essere causa dell’annientamento della reputazione social. È importante quindi rispondere alle critiche in maniera costruttiva: se sei in torto, ammetti gli errori, orientandoti sempre al miglioramento. Questo non solo avrà un’influenza positiva sull’immagine del brand, perché umanizzato, ma anche sulla relazione e fidelizzazione del pubblico, che riconoscerà e premierà la vostra onestà.

Rispetta e proteggi il brand.

È comune pensare che per mantenere vivo il proprio account sia meglio dire qualcosa piuttosto che restare in silenzio, magari incalzando nell’argomento più discusso del momento. Ma se la tua azienda vende prodotti farmaceutici, a nessuno interesserà la tua felicità per la Juve che ha vinto lo scudetto, anzi, la credibilità della tua azienda potrebbe risentirne.

L’azione senza dubbio più opportuna per non cadere in queste gaffes imbarazzanti è affidarsi ad esperti nella gestione di ogni risvolto del marketing, social ma non solo, come noi. Contattaci!

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10 anni di Twitter

Il 21 marzo 2006 Jack Dorsey, cofondatore di Twitter, pubblicò il primo tweet “Just setting up my twttr”. Oggi, nel giorno del suo decimo compleanno, gli utenti attivi della piattaforma di microblogging sono 320 milioni e i cinguettii giornalieri si aggirano attorno ai 500 milioni. Numeri esorbitanti per un social che ha avuto un ruolo chiave in molti eventi della storia recente.

Uniti dall’hashtag
L’idea di categorizzare i cinguettii dietro a un “#” è stata introdotta nel 2007 da Chris Messina, che la portò avanti nonostante le critiche di un altro cofondatore, Evan Williams, il quale sosteneva che questa scelta era troppo da nerd e non sarebbe mai diventata mainstream. E invece, dieci anni dopo, l’hashtag ha contagiato non solo altri siti internet, ma anche molte campagne al di fuori della rete. Il senso di appartenere ad un’unica conversazione è stato determinante in eventi come le Primavere Arabe, le bombe di Boston del 2013, il rapimento di 276 ragazze nigeriane nel 2014 con #BringBackOurGirls o il #PrayForParis dopo la strage dello scorso 13 novembre, tutti eventi in cui l’attivismo sociale ha avuto manifestazione di una portata senza precedenti grazie a Twitter.

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I numeri uno
Molte “prime volte” hanno caratterizzato la storia di Twitter. Nel maggio 2009 l’astronauta Mike Massimino ha inviato il primo tweet dallo spazio. A dicembre 2012 Papa Benedetto diventa il primo papa social, con 8 account in altrettante lingue. A giugno 2015 Caitlyn Jenner ha aperto un profilo da record per la velocità con cui ha raggiunto il milione di seguaci: meno di 4 ore. Il primo posto per argomento dibattuto da più persone contemporaneamente lo detiene Leonardo Dicaprio, che ha battuto il record precedentemente detenuto dalla selfie da Oscar del 2014 – che rimane il tweet più condiviso di sempre con più di 3 milioni di retweet –  con la sua vittoria della statuetta dorata il 28 febbraio scorso, generando un traffico di 440,000 tweet al minuto.

I record
Ecco un altro numero da capogiro: 84,701,111. È il numero di utenti che seguono Katy Perry, detentrice dell’account con più follower. Al secondo posto Justin Bieber con 77,5 milioni, seguito da Taylor Swift con 73,2 milioni e Barack Obama a quota 71,4 milioni. Se vi state chiedendo quale sia l’emozione che caratterizza la maggioranza dei cinguettii, ce lo rivela @TwitterData. L’emoji della faccina che piange dal ridere è stata usata 6,6 miliardi di volte. Molti altri interessanti dati sull’attività in formato microblogging sono reperibili sul sito dedicato all’analisi del 2015 su Twitter, introdotto con le parole“Se avviene nel mondo, avviene su Twitter”.

E per sottolineare il concetto, nel giorno del suo compleanno Twitter ha pensato bene di riassumere in un video gli eventi più importanti nella storia social.

A prescindere dalle poche certezze riguardo il futuro della piattaforma, Twitter oggi è tra gli strumenti più influenti nel mondo del marketing. La tua azienda sfrutta a pieno questo potenziale? Se ritieni di essere debole sotto questo aspetto, ti aiuteremo a rimediare.

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Social Network: il futuro del servizio clienti 2.0

I social media sono per antonomasia strumenti utilizzati dai più per esprimere la propria opinione su fatti vissuti in prima persona o di rilevanza generale. Spesso queste idee sono in realtà critiche, e vengono indirizzate via social direttamente alle fonti del problema, attraverso hashtag o direttamente taggando il soggetto interessato (nel link un esempio eclatante di magnete per dissensi).

Ebbene, il potenziale di questa nuova forma di interazione diretta è stato compreso per primo da Facebook. Oggigiorno tutti i più potenti brand sono presenti sui social, e vengono quotidianamente tartassati di messaggi di clienti richiedenti informazioni o assistenza rispetto ai loro prodotti. In altre parole bypassano il vecchio “Servizio Clienti”, quello per via telefonica o email, in favore di un approccio sempre più 2.0.

Facebook ha compreso la necessità di rendere questo processo più veloce ed efficace. Ha elaborato una funzionalità per Messenger che permette ai programmatori di creare dei bot, ovvero dei cyber centralinisti che rispondono in automatico alle richieste dei clienti direttamente sulla chat di Facebook, offrendo addirittura la possibilità di effettuare acquisti. Un esempio è quello di Uber: l’integrazione del servizio di trasporto con la chat permette al cliente di prenotare il passaggio ed essere informato in tempo reale sui movimenti del mezzo. Per ora questa funzionalità non è resa disponibile a tutti, però lascia intravedere un futuro in cui potremo dialogare con intelligenze artificiali sempre più smart per ottenere servizi tangibili.

Twitter, il social più usato dai consumatori per rivolgere le proprie critiche direttamente ai soggetti interessati, seguendo a cagnolino il suo concorrente, ha dichiarato che a breve renderà disponibili due nuove funzionalità:

  1. Semplificazione dell’accesso al DM (Direct Messaging) con i brand.
    Gli account delle aziende possono aggiungere un link ai propri tweet che dà la possibilità ai clienti di entrare con un clic in diretto, e privato, contatto con il servizio clienti. Questo preserva la privacy degli utenti e costruisce una relazione più vicina e umana tra cliente e brand. “Care is the new face of marketing”.
  2. Il Customer Feedback.
    Questa nuova feature permette agli user di riferire le proprie opinioni sulla gestione del servizio clienti, opinioni date con determinate modalità strutturate, che garantiranno una migliore traduzione in dati e conseguentemente la possibilità di miglioramenti delle prestazioni.

Viviamo in un’era in cui il marketing è sempre più indirizzato al singolo cliente, segue le sue esigenze e le sue richieste in maniera personalizzata. La customer satisfaction è un elemento chiave per costruire una buona reputazione e mantenere viva la propria azienda.

Il tuo piano marketing prevede azioni di questo tipo? Se sei interessato ad approfondire l’argomento, e a conoscere come grazie a una buona strategia puoi far crescere la tua azienda, non esitare: contattaci.

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Twitter: destinato all’oblio o a un nuovo decollo?

Nel corso degli ultimi giorni gli user più assidui di Twitter si saranno accorti che qualcosa nel solito feed è cambiato. L’azienda ha introdotto infatti un nuovo algoritmo, che riguarderà gradualmente tutti gli account, il quale presenta all’apertura dell’applicazione non i tweet più recenti, bensì una raccolta di “best tweets” degli account seguiti.

Come già spesso accaduto in occasione dell’introduzione di novità in applicazioni molto amate, gran parte degli user più fedeli alla piattaforma hanno subito manifestato il proprio disappunto, criticando questa svolta nella maniera più consona, cioè uniti dall’hashtag #RIPTwitter, che nel weekend era presente tra i trend mondiali. Tra le accuse più forti, quella di compromettere una delle caratteristiche fondamentali del social, vale a dire la possibilità di essere in costante collegamento live con il resto del mondo, che si traduce nell’ordine rigorosamente cronologico dei tweet ricevuti.

Ma dietro a questo hashtag si nasconde un timore più grande da parte degli user. Le quotazioni dell’azienda di San Francisco, che quest’anno ha compiuto dieci anni, sono caratterizzate da un trend in costante discesa, che proprio questa settimana ha raggiunto i minimi storici. Ciò rispecchia la poca fiducia degli investitori nel potenziale che Twitter ha ancora da dare, sommerso dalla competizione dell’inossidabile superpotenza Facebook e dei fenomeni più immediati Instagram e Snapchat. A differenza di questi social il cui numero di utenti è in costante crescita, la user base di Twitter è stata negli ultimi mesi costante, attorno ai 320 milioni di utenti globali.

Questo è dovuto alla consolidata percezione che Twitter sia difficile da usare. Facebook usa un algoritmo che fa sì che i nostri post siano subito visibili dai nostri amici più stretti, così che a ogni nuova immagine profilo pubblicata, abbiamo la garanzia che otterrà quel certo numero di like che ci fa dormire sonni tranquilli. Il feed di Twitter, invece, è soggetto all’ordine cronologico, perciò non sempre ogni nostro cinguettio riuscirà a raggiungere il favore di molti follower. Inoltre, ottenere un largo seguito non è facile – un recente studio ha rilevato che l’utente medio ha solo 61 seguaci – e scegliere chi vale la pena seguire è altrettanto problematico, per non parlare del comprendere come funzionano gli hashtag. Il risultato è che moltissimi utenti abbandonano la piattaforma poco dopo l’iscrizione, ritenendo questi meccanismi troppo complicati da digerire.

Non bisogna dimenticare, però, che al di là delle varie funzionalità che in un primo momento possono risultare criptiche, ciò che fa la differenza per Twitter è che i contenuti sono visibili a tutti, ognuno può dire la sua su qualsiasi argomento, quando e come vuole. Questo principio è un grande punto di forza, perché è in grado di aggregare un numero enorme di persone che la pensano in modo affine, e creare conversazioni e azioni con conseguenze concrete “in real life”. Ne sono esempi l’attuale movimento #BlackLivesMatter, che è finalmente oggetto dei dibattiti per le presidenziali statunitensi, o il #porteouverte che twittarono i parigini nelle ore degli attentati dello scorso 13 novembre, per offrire rifugio alle persone in pericolo.

Il potenziale quindi è ancora alto, ciò di cui Twitter ha bisogno è una linea guida che riesca a raggiungere e convincere i più diffidenti. Il CEO Jack Dorsey ha recentemente dichiarato che la vision del social sia indirizzata a mantenere in primo piano il suo elemento live. Staremo a vedere se questa prospettiva sarà in grado di far restare Twitter a galla in questo sempre più vasto mare di social. Certo è che una campagna di web marketing non può svilupparsi su un solo social network: se la tua azienda vuole pianificare una campagna integrata ed efficace, rivolgiti a chi ti può garantire dei risultati concreti.