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Pinterest si converte al mobile

“It may sound funny, but our goal has never been to keep you online. Instead, we want to inspire you to go offline and do things that you love”: con questo auspicio viene annunciato sul blog ufficiale il lancio delle applicazioni software per Android e iPad di Pinterest, il social network più trendy del 2012.

Un annuncio nell’aria da tempo e, per così dire, un adeguamento inevitabile alle richieste degli iscritti (che in Italia hanno già raggiunto quota 500.000) e al moltiplicarsi esponenziale dei dispositivi mobili nel mondo.

Sino a qualche giorno fa l’accesso da dispositivo mobile era consentito soltanto ai possessori di iPhone, che ora possono approfittare del rinnovato layout a due colonne, in grado di ospitare un numero considerevolmente superiore di immagini.

Oggi, però, anche gli smartphone posseggono il layout a due colonne, mentre i tablet riescono a visualizzarne sino a tre. Ma sembra che la migliore esperienza d’uso sia riservata ai possessori di iPad, con quattro colonne contro le cinque di ogni pc.

Dopo aver eliminato il vecchio sistema di inviti, che impediva a chiunque di registrarsi, e aver prestato attenzione alle richieste della community, Pinterest si trasforma in un competitor in grado di insidiare sempre più da vicino la posizione di Google+, attualmente al terzo posto nella classifica dei social.

Voi che ne pensate?

Social shopping con il camerino interattivo

Trovare un’amica che sia disposta a seguirvi e a consigliarvi durante l’interminabile giro di shopping ora non è più un must intramontabile che ha lo scopo di evitare il cosiddetto acquisto sbagliato.

La catena d’abbigliamento americana Pickn’Tell, per rendere più divertente e meno rischioso lo shopping solitario, ha iniziato a sperimentare in due boutique, una a Los Angeles e l’altra a New York, il camerino interattivo collegato alla rete.

Nei due negozi infatti, è presente uno specchio su cui è installata una webcam che consente di inviare le foto e i video delle prove d’abito ai principali social network.

In questo modo è possibile chiedere un giudizio in tempo reale ai propri amici di Facebook o ai follower di Twitter, che possono suggerire se acquistare o meno il capo che state indossando.

Le immagini e i video (della durata massima di 5 secondi) che immortalano il nuovo look, vengono inviate ai social semplicemente scaricando un app per iPhone e Android in grado di connettersi allo specchio del negozio.

Ma non è finita qui: l’applicazione permette infatti di salvare il codice a barre del vestito preferito e di realizzare un elenco di eventuali spese fashion.

L’idea è avveniristica e spingerà sicuramente molte persone a entrare nei negozi a provare capi di abbigliamento solo per il gusto di sperimentare quest’attrazione social. Il progetto dunque, sembra più un’iniziativa commerciale che un servizio in grado di indirizzare le persone ad una diversa concezione di shopping.

Dopotutto chiunque ha un proprio gusto personale che nessun commento negativo o entusiastico sui social potrà mai cambiare.

Voi lo comprereste un abito solo perché è apprezzato dai vostri amici in rete?

L’app che fa dimenticare l’ex

A quanti, appena interrotta un’importante relazione amorosa, non viene la tentazione di chiamare il proprio ex supplicandolo/a di tornare insieme?

Guaraná Antarctica, il secondo soft drink più venduto del Brasile, ha ideato un’applicazione gratuita per iPhone che aiuta i cuori infranti a non fare la famigerata telefonata.

La salvifica app, chiamata ‘Ex-Lover Blocker’, è stata realizzata dalla nota agenzia DDB Advertising Brasile Ltda per sponsorizzare la bevanda energetica.

Come si vede nel video, dopo aver installato l’applicazione e selezionato il numero della propria ex dalla rubrica del telefono, l’applicazione blocca definitivamente il contatto.

L’iniziativa pubblicitaria è geniale poiché coinvolge in maniera assolutamente innovativa e divertente gli amici del ragazzo dal cuore infranto.

Nello step successivo, infatti, ‘Ex-Lover Blocker’ invita l’utente a selezionare i 5 amici più stretti che avranno il compito di prendersi cura di lui e di controllare gli eventuali tentativi di riavvicinamento.

Se l’innamorato tenterà di effettuare la chiamata, gli amici saranno immediatamente avvisati e accorreranno da lui per dissuaderlo da questo patetico intento e risollevargli il morale.

Nell’eventualità in cui il ragazzo dal cuore infranto continuasse a chiamare l’ex, l’app pubblicherà la notifica sulla bacheca di Facebook dell’innamorato svergognandolo pubblicamente.

L’idea di Guaraná Antarctica, oltre a essere originale, riesce ad avvicinare il target dei giovani puntando su due elementi che non possono mancare nella vita dei ragazzi: la tecnologia e le relazioni sentimentali.

Il successo di questa iniziativa dimostra come le app sono sempre più presenti nella nostra vita quotidiana accompagnandoci in ogni cosa, dal tempo libero, ai giochi, all’informazione e ora anche ai problemi amorosi.

E voi, avete mai pensato di creare un’applicazione per sponsorizzare la vostra azienda?

Italiani, siete connessi?

Gli italiani sono sempre più connessi a internet con i dispositivi mobili: è quanto emerge dalla ricerca dell’Osservatorio mobile Internet, Content & Apps promossa dalla School of Management del Politecnico di Milano.

L’indagine, presentata il 12 giugno scorso al Campus Bovisa, studia la rapida diffusione degli smartphone, la proliferazione delle applicazioni e lo sviluppo delle reti cellulari di nuova generazione. Queste tendenze molto in voga negli ultimi anni, vengono raggruppate sotto il nome di ‘Mobile Economy’.

Durante la presentazione dei risultati della ricerca il Direttore degli Osservatori del Politecnico, Andrea Rangone, ha dichiarato che “Anche in Italia la Mobile Economy sta crescendo bene e può dare nuova linfa allo sviluppo economico del nostro Paese.”

Nel febbraio 2012 infatti, sono arrivati a 21,8 milioni gli italiani che possiedono uno smartphone (novità assoluta che inverte l’andamento negativo degli ultimi 3 anni del mercato mobile, in particolare è cresciuto enormemente il fatturato proveniente da app mobili, attualmente al 45,4%) e la spesa per la navigazione mobile è aumentata del 52% per un totale di 800 milioni di euro.

L’impennata degli acquisti dei collegamenti internet con il ha raggiunto i 75 milioni di euro.

La piattaforma che possiede una maggiore redditività è Apple con più dell’85% dei ricavi ottenuti tramite negozi digitali seguita da Android. Secondo gli studiosi del politecnico, il guaio di Google Play è l’assenza di un sistema di pagamento in grado di competere con quello della concorrente Apple. L’indagine Doxa relativa al Mobile Internet ha riscontrato, infatti, che gli utenti dell’azienda di Cupertino possiedono in media 52 applicazioni contro le 30 degli utenti Android.

Circa un anno fa, in questo post, rilevavamo quanto fosse importante tenere sott’occhio l’evoluzione del mondo dei dispositivi mobili. Questo allo scopo di capire le strategie di marketing da sviluppare in futuro.

Oggi, alla luce dei dati offerti dalla ricerca del Politecnico possiamo ribadire che puntare sul mobile marketing rappresenta un passaggio imprescindibile per i brand più dinamici.

Per stare al passo con i tempi e sfruttare tutte le nuove possibilità offerte dal mercato è necessario ripensare il proprio modo di fare business e adeguarlo ai sempre più indispensabili smartphone e tablet.

App troppo care? Affidatevi ai market Android alternativi!

E’ risaputo che il mercato delle app sta vivendo un periodo d’oro. Un’economia fiorente in costante crescita anche in un periodo di congiuntura internazionale come quello che stiamo vivendo. Ma se gli appstore di Google rivendono gran parte delle applicazioni a pagamento, esistono mercati paralleli attraverso i quali acquistare a prezzi più contenuti anche prodotti non presenti sul mercato ufficiale.

Quali possono essere in concreto i vantaggi? Le imprese emergenti o quelle a budget limitato possono approfittare di questi appstore alternativi per promuovere le proprie app e conquistarsi più facilmente una propria nicchia di mercato.

Vediamo alcuni tra i più quotati Android market alternativi:

Il più amato di tutti è il GetJar, nel quale le applicazioni sono divise in categorie. Esso offre l’opportunità di consultare schede informative per ogni programma, la possibilità di scrivere commenti e aggiungere le applicazioni preferite in una lista personale. Con GetJar Gold inoltre, ogni giorno si possono scaricare gratuitamente più di 100 applicazioni solitamente a pagamento. Il sito è disponibile anche in lingua italiana.

Il più sicuro è Amazon AppStore per Android, che consente di visualizzare una ricca vetrina alternativa al market ufficiale, con la possibilità di testare le applicazioni, ed acquistare e scaricare le apps in piena sicurezza grazie all’affidabilità della tecnologia1-Click” di Amazon. “Today’s free app of the day”, è l’app da scaricare gratis ogni giorno.

Mplayit è un market multipiattaforma dall’interfaccia curata e ben organizzata (fornisce lo stesso servizio a BlackBerry, IPhone e Windows Mobile). È stato creato come applicazione di facebook permettendo a chi lo utilizza di sfruttare tutte le potenzialità che un social network mette a disposizione. Tramite le proprie credenziali facebook, gli utenti possono recensire le applicazioni, aggiungere particolari (screenshoot o video) oppure condividere l’applicazione sulla community.

L’Opera Mobile App Store, possiede applicazioni gratuite ma anche a pagamento a prezzi molto competitivi rispetto agli Android market ufficiali. Disponibile in 200 lingue presenta anche applicazioni java. C’è la possibilità di registrarsi al sito e associarsi all’account tenendo sempre traccia dei nostri download.

Soc.io Mall si differenzia degli altri perché si configura come una specie di centro commerciale per Android, all’interno del quale è possibile scaricare e acquistare applicazioni, giochi, eBook, musica, video e audio. Il sito non punta sulla quantità ma sulla qualità delle applicazioni proposte all’ interno dello store. E’ in lingua inglese.

Un ultimo consiglio. Prima di entrare in uno di questi market alternativi è meglio installare firewall e antivirus sul nostro smartphone, dal momento che il rischio di contrarre virus rimane elevato. Anche perché, a differenza del classico Market Android, qui non è contemplato l’utilizzo del Kill Switch.

Ne approfitterete?

Comandi vocali? Non solo Siri!

Nel mondo di palmari e smartphone, ormai sempre più potenti e performanti, avanza l’esigenza di tool per migliorare il servizio di comando vocale.

Chi ci viene in mente immediatamente? Apple naturalmente, che ha aperto la strada con Siri, di cui avevamo già parlato qualche giorno fa. Siri è il sistema di interazione vocale che ha debuttato sull’iPhone 4S permettendo di conversare con lo smartphone come fosse una persona, ricevendo risposte e informazioni prelevate dai dati sul telefono e da internet. Ma non è il solo. Anche Android e Windows 7 si sono evoluti e hanno ormai ottimi sistemi vocali.

Per Android c’è Cluzee. La prima versione di quello che pare essere l’alter ego di Siri. L’app gratuita è alla sua prima versione (1.0 appunto) ma già contiene diversi comandi utili: dà la possibilità di interagire col telefono pronunciando frasi e azioni, elenca gli impegni quotidiani e aggiorna lo status sui social network. Nonostante sia uscito da poco, Cluzee ha catturato l’interesse di molti utenti, tanto da registrare un picco di download nel giro di pochi giorni.

Suo concorrente diretto è Windows 7, il sistema operativo per smartphone di Microsoft. Nella versione 7.5 è presente un sistema vocale piuttosto preciso e più sofisticato di altre piattaforme: permette di eseguire chiamate selezionando il nome dalla rubrica, scrivere messaggi da inviare ed effettuare ricerche. L’unico punto debole riguarda la parte vocale come sistema di interazione domanda – risposta, ma l’evoluzione a riguardo è già nei pensieri dell’azienda di Redmond.

Ma esistono anche molti altri canali vocali. Come Vlingo, a cui si possono dettare messaggi di testo, mail e aggiornamenti degli status sui social network. Nuance di Dragon Search che permette di eseguire ricerche sul web in seguito a parole pronunciate invece che scritte. Per non parlare di Google che sulla voce sta lavorando da un po’, non solo operando sul Search, ma anche sulla nuova versione di Translate che consentirà di conversare con persone di lingua diversa dalla propria delegando lo smartphone a parlare e capire una moltitudine di lingue differenti.

Quello dei comandi vocali sembra rappresentare un’innovazione interessante nel settore della tecnologia mobile. E sembra destinato ad evolversi, cercando di affrancarsi sempre più dal monopolio di Apple.

Ma saremmo tutti capaci di abituarci all’idea di parlare ad un telefono? Voi che ne dite?

Getaway: una Mini Countryman con un click!

Chi avrebbe mai pensato di vincere una macchina con un semplice click sul telefono? Eppure è stato possibile. Partiamo dall’inizio: la casa automobilistica bavarese lanciò la nuova Mini Countryman con uno spot pubblicitario girato in Svezia utilizzando un claim legato al concetto di fuga (Getaway in inglese).

A partire da questa idea e per sette giorni, tutte le persone in possesso di un iPhone sono state invitate a dare la caccia e a catturare una Mini virtuale nella città di Stoccolma. L’app presente sull’ iPhone mostrava agli utenti la loro posizione, quella della macchina fittizia e degli altri giocatori. Coloro che raggiungevano una distanza inferiore a cinquanta metri dalla Mini virtuale potevano prenderla con un click sul loro iPhone prima di correre dalla parte opposta rispetto a dove si trovavano. In questo modo continuavano il gioco confondendo gli altri partecipanti che potevano visualizzare la loro posizione sul proprio telefono. Il partecipante che, al termine del gioco, catturava per primo la macchina sullo smartphone vinceva un’autentica Mini Countryman.

La campagna Getaway di Stoccolma ha vinto un Leone d’Oro Cyber, un Argento e un Bronzo Promo Lions, nonché un Leone di bronzo per i Media al Festival Internazionale della Creatività tenutosi a Cannes. Ideata per rilanciare il prodotto è divenuta la campagna di marketing più importante dell’azienda dopo il remake totale di Mini nel 2001.

Possiamo dire che è ben riuscito, no? Voi che ne pensate?