Category Archives: Marketing Sociale

Google Android e la sua campagna “Be togheter not the same”.

 

Be togheter Not the same. Ormai lo slogan è noto al pubblico. Android continua con la sua campagna pubblicitaria nata per la pubblicizzazione di Lollipop 5.0, l’ultima versione del suo sistema operativo.

Google sembra aver finalmente sviluppato un piano marketing legato al brand Android capace di competere con lo spietato mercato. Nei video  l’attenzione non è focalizzata sulle qualità del prodotto o sulle sue caratteristiche tecniche. Quello che Android ricerca è la sensibilizzazione del cliente puntando sul fattore emotivo

Il suo ultimo spot ha per oggetto la condivisione e la registrazione ( sia audio che video) di momenti unici quotidiani. Momenti che nessuno di noi vuole perdere o dimenticare e grazie alle funzioni di Lollipop è possibile immortalare o condividere in tempo reale. I soggetti inquadrati non sono definiti dalla classe sociale o dall’età, la caratteristica che gli accomuna è l’utilizzo di Android .

Lavorando di creatività Google sembra aver trovato la soluzione giusta per coinvolgere il pubblico creando quel senso di appartenenza che mancava a  tablet e smartphone Android. Bisogna attendere feedback per capire il successo della campagna. Non ci rimane che guardare lo spot.

Buona Visione.

World Food Programme, Zlatan Ibrahimovic e i suoi nuovi tattoo

Wherever I go people recognize me. Call my name. Cheer for me. But there are names no one cheers for”. Sono queste alcune delle parole espresse dal talento svedese Zlatan Ibrahimovic nel nuovo spot a sostegno dell’associazione WFP, World Food Programme. Il calciatore del Paris Saint Germain, nota squadra di calcio parigina, si è fatto protagonista della nuova campagna contro la fame nel mondo ( le stime parlano di oltre 805 milioni di persone).

Il calciatore ha messo a disposizione il proprio corpo tatuandosi (anche se in maniera temporanea) una lista di 50 nomi scelti tra le persone che l’associazione da anni sostiene. Il video di sensibilizzazione al problema ha come obiettivo la ricerca di nuovi fondi a sostegno dell’associazione già supportata dal club francese PSG.

Lo spot ha già invaso il web superando i 2 milioni di visualizzazioni. Durante il match di Ligue contro il Caen che si è tenuto domenica, il calciatore parigino ha trovato l’occasione per mettersi a nudo. Ibrahimovic infatti, dopo aver segnato, ha esultato togliendosi la maglietta e mostrando i tattoo portatori del messaggio. L’abile mossa commerciale del calciatore gli è costata il cartellino giallo, ma ha raggiunto con ottimi risultati il suo obiettivo di pubblicizzazione della campagna.

Carmen, Mariko, Antoine, Sawsan, Chheuy, Lida, Siatta, Rahma, Yaae, sono alcuni dei nomi tatuati sul corpo del calciatore: persone reali che lottano costantemente contro la fame e che molto spesso, come afferma Ibrahimovic, non sono supportati da nessuno. Quale migliore strategia per veicolare l’idea di un messaggio “da ricordare” sempre.
Buona visione

Socializzare con una tazza di caffè è più facile!

Con la sua nuova pubblicità Nescafè ha dimostrato come una tazza fumante sia in grado di abbattere ogni muro e di creare comunicazione tra le persone.

Ideata dall’agenzia Publicis Italia, “The Hello Experiment” è stata un’indagine psico-sociale che ha coinvolto più di 300 persone all’interno di una biblioteca di Milano. Il suo scopo è stato quello di provare che la diffidenza è la principale causa di distanza tra le persone e che la condivisione, al contrario, favorisce la socializzazione.

L’esperimento, seguito dallo psichiatra Michele Cucchi, analizza le reazioni delle persone quando si trovano a dover interagire con un estraneo, in un luogo che per sua natura tende a isolare.

Le 14 ore di riprese svolte da 18 telecamere e i 30 microfoni nascosti tra i libri hanno contrapposto due diverse situazioni. Nella prima gli attori si siedono al tavolo con altre persone e cercano di iniziare una conversazione: per diffidenza alcuni fingono di non sentire e altri addirittura se ne vanno infastiditi. Nella seconda, invece, gli attori si presentano con due tazze Nescafè per condividere un momento di pausa: il clima è subito più confidenziale e rilassato e le interazioni avvengono spontaneamente.

Carlo Oldani, Marketing Manager Nescafè, ha affermato: “L’obiettivo di The Hello Experiment è quello di offrire ai nostri consumatori un’esperienza emozionale vissuta attraverso il prodotto e la sua icona, la Red Mug, un’esperienza che apre a un nuovo modo di vivere il caffè quale ispiratore a favore di nuove opportunità e amicizie. Non siamo semplicemente una tazza di caffè ma molto altro, Nescafè è quell’occasione in più per iniziare qualcosa di non programmato”.

La verità attraverso un “Fuck”

Vi è mai capitato di conoscere persone che si improvvisano moraliste soltanto in determinate occasioni? Pilion Trust, un ente di beneficienza del Regno Unito, ha approfittato proprio di queste persone per condurre il suo esperimento sociale e rispondere così anche ai tagli che il governo britannico ha attuato nei suoi  confronti.

Si tratta di un video, realizzato con la collaborazione dell’agenzia pubblicitaria Publicis e in seguito diventato virale, in cui si ha la dimostrazione dell’indifferenza accentuata della gente nei confronti del tema della povertà e della facilità con cui il perbenismo spicca in alcune circostanze.

Il video è diviso in due parti: nella prima un ragazzo in versione “uomo sandwich” cammina per Londra indossando un cartello con scritto “Fuck the poor”. Indignazione e sconcerto trapelano dalle reazioni dei passanti, i quali manifestano il loro interesse nei confronti della questione offendendo l’uomo o addirittura ricorrendo alle forze dell’ordine per allontanarlo.

Nel secondo momento del video invece il messaggio viene completamente capovolto: “Help the poor” è la scritta che compare nel medesimo cartellone. Le dinamiche della prima parte si ripetono con un invito diverso, quello di “aiutare i poveri”, che sembra però destare meno interesse e attenzione di quello precedente.

Il ragazzo riceve solo qualche moneta e tanta indifferenza e lo spettatore assiste così allo scarto molto marcato tra le due situazioni presentate nel video: da un lato, l’atteggiamento aggressivo dei passanti davanti ad un messaggio inconsueto e sicuramente poco perbenista, dall’altro una reazione di impassibilità nei confronti di una richiesta di aiuto legittima.

“Siamo consapevoli che alcuni possono essere scioccati da questo filmato, ma siamo più offesi del fatto che persone in tutto il Regno Unito vivono in situazioni avverse” ha affermato il CEO di Pilion Trust, Savvas Panas.

Sebbene la viralità del video sia dovuta specialmente alla sua condivisione su YouTube, questo spot è apparso e continuerà ad apparire per tutto il mese di aprile anche nelle sale cinematografiche.

Una verità così esplicitata riuscirà a sensibilizzare le persone sul tema della povertà o sarà l’ennesimo motivo di rivalsa per perbenisti ed ipocriti?

Francesca Zia
Ha studiato Economia e Gestione Aziendale presso l’Università degli Studi di Trieste. Appassionata di marketing e di economia, segue con attenzione le ultime tendenze in fatto di comunicazione

30 candele per illuminare la strada del cambiamento

L’agenzia pubblicitaria Ogilvy & Mather London ha realizzato per Amnesty International una campagna pubblicitaria particolarmente efficace per raccogliere finanziamenti per la lotta in difesa dei diritti umani. Le Freedom Candles sono 30 candele in edizione limitata pensate dagli artisti Mark Landwehr e Sven Waschk, meglio conosciuti col nome di Coarse. Ogni giorno dal 19 al 27 aprile, una candela verrà messa all’asta su eBay e resa disponibile per 30 ore.

“Questa collaborazione con Coarse unisce il mondo dell’arte e l’attivismo; e speriamo di attirare l’attenzione di collezionisti, fanatici di design così come dei nostri sostenitori” racconta Thomas Schultz-Jagow, direttore della comunicazione di Amnesty.

 

Ogni candela rappresenta una violenza o la privazione di una libertà contro cui l’associazione combatte. Una volta accesa, la cera che progressivamente si scioglie rivela un bellissimo simbolo di pace, piccole statuine di bronzo raffiguranti i risultati positivi e i traguardi che negli anni Amnesty è riuscita ad ottenere.
Tre sono le storie che bruciano sotto lo strato di cera.

La prima candela raffigura un prigioniero politico sotto tortura che successivamente riacquista la sua libertà e può finalmente riabbracciare il figlio. Amnesty International si batte per tutti quei prigionieri politici incarcerati senza giusto processo che in questo momento si trovano in terribili condizioni di vita, soggetti a torture e maltrattamenti.

La seconda ha la forma di un fucile militare AK-47. Per decenni i traffici di armi sono stati scarsamente regolati, con gravi conseguenze in molti paesi. La cera del fucile, sciogliendosi, libera una penna che firma il primo trattato globale per regolarizzare il commercio d’armi ottenuto dopo diverse campagne.

La terza candela, infine, rappresenta una ragazzina costretta alla prostituzione che successivamente è libera e ha potuto accedere all’educazione. Amnesty International da anni combatte le ingiustizie subite dalle donne nelle parti più povere del mondo, costrette alla prostituzione, a subire violenze e abusi, matrimoni forzati e mutilazioni genitali.

Voi ne comprereste una?

Essere poliziotti è più difficile di quello che pensi

Cosa faresti se fossi un poliziotto in una situazione pericolosa?

È ciò che chiede agli utenti la nuova campagna pubblicitaria #itswhatwedo creata dalla Scottish Police Federation in collaborazione con Tinker Taylor TV, Brain Candy Films e Simon Ellis Films.

I tre cortometraggi che sono stati creati descrivono la cruda realtà che devono fronteggiare i poliziotti scozzesi, presentando in maniera realmente impattante tre eventi critici nei quali gli spettatori hanno la possibilità di immedesimarsi.

Il risultato di tanta violenza e di situazioni limite è che lo spettatore da subito si sente a disagio, aspettandosi il peggio da una situazione che inizialmente sembra di normale routine: persone ubriache, incidenti d’auto e maniaci con il coltello sono i tre eventi prescelti per i video.

Le parti finali non portano a una vera e propria conclusione, ma al contrario lasciano che l’immaginazione dello spettatore e gli elementi forniti durante la visione degli spot completino la scena lasciata in sospeso fino al colpo finale in cui compaiono i dettagli personali di Maggie, Robert e Andrew.

Ciò che viene rappresentato sembra un incubo, ma purtroppo è reale e queste persone devono farci i conti tutti i giorni.

Quello che viene sottolineato è che i poliziotti devono compiere scelte a cui i cittadini normali non sono sottoposti solitamente. Nel sito c’è una breve introduzione ai video in cui la parte finale recita così: “We are honest enough to say that we don’t always get it right for we are human like everyone else. We have mothers and fathers, sons and daughters, we have families who love us and who we love back. We may be fallible but we are there. We keep our communities safe.”

E tu? Cosa faresti?

Per vedere gli altri video vai sul sito http://www.itswhatwedo.org.uk/

 

 

Anima concettuale dell’agenzia, Federico rappresenta una fonte inesauribile di contenuti e spunti di riflessione, per raccontare al meglio la storia di ogni azienda.

Ti arrotolo e ti rispondo

A differenza di brand come Barilla, il cui presidente è stato etichettato come omofobo dopo alcune sue scottanti affermazioni, Honey Maid ha lanciato qualche settimana fa il video “This is Wholesome”,  dedicato invece  a tutte le famiglie, comprese quelle formate da una coppia omosessuale.

A dimostrazione del fatto che una famiglia può essere composta da genitori dello stesso sesso, l’industria dolciaria statunitense ha deciso di affiancare questa tipologia a quella della famiglia tradizionale formata da moglie e marito.Ma come accade sempre nei casi di spot di questo genere, i commenti in merito alla scelta del messaggio veicolato non sono mancati.

Sebbene gran parte di essi siano stati positivi, alcune persone hanno reagito con disappunto all’iniziativa.

Fin qui nulla di nuovo, se non fosse per la reazione del brand: Honey Maid, infatti, ha deciso di rispondere a tono a tali commenti, trasformandoli in un’occasione per ribadire il messaggio di amore.

Due artiste sono state incaricate di comporre la parola “LOVE” utilizzando i fogli di carta arrotolati sui quali erano stati stampati i commenti di disprezzo. Per quanto riguarda invece quelli positivi, questi ultimi sono stati posti attorno agli altri per fare in modo di attenuare la diffusione di messaggi negativi e sottolineare la quantità decisamente più alta di quelli positivi.

Un’ottima strategia di marketing quella adottata dal brand che all’indifferenza ha preferito il replicare in maniera intelligente alle critiche, lasciando tutti a bocca aperta.

Tutto questo amore sarà servito a far cambiare idea ai criticoni oppure no? Voi che ne pensate?

Il mondo dagli occhi di una donna

I Google Glass, nati dall’idea di realizzare un paio di occhiali dotati di realtà aumentata, non sono solo un ottimo prodotto di innovazione tecnologica ma anche uno strumento efficace nella creazione di campagne pubblicitarie.

Lo dimostra il primo esperimento effettuato dall’agenzia di creativi londinese Banjo Eyes Films, la quale ha utilizzato il particolare dispositivo di Google per realizzare il video Woman’s Day #throughglass, che porta alla luce uno degli innumerevoli casi di violenza sulle donne.

I Google Glass vengono infatti indossati da una donna per creare un coinvolgimento maggiore da parte di coloro che guardano il video, spostando il punto di vista da un ipotetico narratore a quello della protagonista.

La donna si sveglia di buonumore, fa colazione, esce e va a fare un po’ di shopping, incontra un’amica e poi … il dramma. La musica allegra di sottofondo si interrompe. Al suo rientro a casa, infatti, ad aspettarla c’è il suo partner al quale stupita dice “Sei tornato presto” e lui le risponde “E tu no, invece” prima di sferrarle un colpo tremendo.

Un video che, se decontestualizzato e privo di introduzione, lascia a bocca aperta per il finale inaspettato. Creato in occasione della Giornata internazionale della donna, tratta un tema sempre più discusso: una donna su quattro subisce violenza da parte del compagno almeno una volta nella vita. Ogni anno 1,3 milioni di donne vengono picchiate e tale violenza non viene quasi mai denunciata.

A conclusione dello spot vi è uno slogan: “Nonostante il progresso le donne sono costrette a vedere scene come questa ogni giorno. Riflettici”. È un chiaro riferimento all’innovazione che rappresentano i Google Glass inseriti in un contesto, quello della nostra società, in cui sembra risultare più semplice progredire con la tecnologia che con i valori.

Francesca Zia
Ha studiato Economia e Gestione Aziendale presso l’Università degli Studi di Trieste. Appassionata di marketing e di economia, segue con attenzione le ultime tendenze in fatto di comunicazione