Category Archives: Marketing Sociale

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Appoggiare una causa: questione di marketing!

Viviamo in un periodo storico dominato dalla presenza di forti movimenti socio-culturali. La tecnologia, sempre più avanzata e onnipresente, è lo strumento perfetto per diffondere una corrente di pensiero o un trend in maniera virale. Più persone lo condividono, più potere ha il movimento, un potere che chi si occupa di marketing non si può permettere di sottovalutare.

Il marketing elettorale si basa proprio su questo: il candidato vincente è colui che è stato in grado di convincere un elettorato più folto, con il quale condivide valori e scelte. Allo stesso modo dev’essere ragionato il marketing per le aziende, dove gli elettori prendono il nome di clienti, ma ciò che li porta a scegliere di comprare un prodotto da una piuttosto che da un’altra azienda è l’influenza della reputazione del brand stesso. Costruirne una tuttavia richiede molto tempo, condizione di cui spesso le imprese più giovani non dispongono, a causa anche dei limiti di liquidità.

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Come può il marketing ovviare a questo problema?

Studi riportano che i nativi digitali preferiscono acquistare da brand che hanno preso pubblicamente una determinata posizione per quanto riguarda questioni sociali calde. L’immagine dell’azienda è fondamentale quando è in gioco la fiducia che il consumatore vi ripone, per questo molte aziende nella paura di commettere un passo falso non si sbilanciano ed evitano di pronunciarsi. In questo caso non agire è peggio che sbagliare: si finirà per essere ignorati, il peggior buco nell’acqua per il marketing.

Questo vale in particolare nei casi largamente dibattuti e condivisi. Un esempio è ciò che è accaduto lo scorso giugno, quando una sentenza della Corte Suprema ha legalizzato i matrimoni gay negli Stati Uniti: dai filtri arcobaleno sulle immagini profilo di Facebook, all’hashtag virale lanciato dal presidente Obama #LoveWins, ogni condivisione era una presa di posizione politica, che ha superato i confini statali costringendo il pianeta intero a schierarsi.

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In molti casi appoggiare una causa può stabilire un frazionamento netto tra i consumatori. Ne sono esempio il settore dei cosmetici, in cui sempre più persone decidono di acquistare esclusivamente da brand cruelty-free, cioè che non effettuano test sugli animali, o il settore alimentare, dove si sta diffondendo negli ultimi anni la tendenza alla ricerca di prodotti bio o con caratteristiche che rispondano a intolleranze o allergie. In entrambi i casi molte aziende hanno ascoltato la domanda e risposto con l’azione, cioè rilasciando prodotti pensati per soddisfare queste esigenze, ottenendo così un impulso positivo alla propria immagine.

Appoggiando la causa più largamente sostenuta dai propri clienti, l’azienda potrà mostrarsi vicina ai loro interessi ed essere percepita vicina, “dalla loro parte”, il che stabilisce una relazione di fiducia. Prendere una posizione è tuttavia sempre molto rischioso. Per fare le scelte giuste, affidati ad esperti, contattaci.

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Internet of Things e il marketing personalizzato di domani

In principio era lo smartphone, poi vi furono la smart-tv, lo smart-watch, la smart-car… Oggi c’è persino la smart macchina per caffè, che permette attraverso un’app di preparare il caffè senza essere fisicamente presente. L’Internet of Things non è più un’utopia, è già intorno a noi: praticamente ogni strumento con un bottone di accensione è interconnesso in rete. Alcuni analisti stimano che entro il 2020 ci saranno più di 13 miliardi di IoT devices. Se molti vedono con preoccupazione questo futuro scenario quasi orwelliano, c’è qualcuno che ne è elettrizzato: gli agenti di marketing.

Se Internet of Things significa costante connessione, significa anche costante raccolta di dati rispetto ad ogni interazione che i consumatori hanno con gli strumenti smart. La disponibilità di queste informazioni sempre più precise e personalizzate renderà il mestiere dei marketers non solo più facile, ma anche più efficace. Le campagne saranno più mirate a target specifici e condurranno a un migliore coinvolgimento del pubblico; inoltre cercheranno di prevedere soluzioni per il singolo utente.

In altre parole, se la tua auto è connessa a internet e fori una gomma, il tuo computer di bordo ti indicherà in automatico le officine più vicine, offrendoti i tempi di percorrimento in base a traffico e meteo, e nel frattempo invierà un messaggio a tua moglie avvisandola che farai tardi per cena. Ogni nostra interazione con la rete, più o meno volontaria, produrrà  insomma un flusso di dati tanto vasto e preciso che gli esperti del settore ritengono metterà in secondo piano le attività di mobile marketing, customer experience e transizioni personalizzate, subordinandole alle potenzialità di questo mondo interconnesso.

Forbes riporta un tanto inquietante quanto realistico esempio di come ciò si potrà riflettere sulle nostre vite: “Se un consumatore schiaccia lo stesso bottone cinque volte sulla macchina del caffè, non ottiene niente, twitta furioso questa esperienza e sbatte la porta dietro di sé andandosene, gli agenti di marketing possono analizzare questo comportamento, notare l’insoddisfazione del cliente, ordinare una sostituzione del prodotto e parlare del problema con l’area product development”.

Ciò che è certo è che se il marketing è in continua evoluzione è perché ce n’è sempre bisogno. Come stai gestendo il tuo piano di marketing attuale? Se non ne hai uno o riconosci che non è al passo coi tempi, non disperare: contattaci.

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Quando il marketing si confonde con la realtà: il proximity marketing.

Immaginate di camminare tranquilli per la città. Passate la piazza, vi dirigete verso casa ma tutto ad un tratto sentite il cellulare richiamare la vostra attenzione: lo prendete dalla tasca, accendete lo schermo e vedete un messaggio con dei coupon e i prezzi delle ultime offerte di un supermercato. Spam? Alzate lo sguardo e vi accorgete, stupiti, di essere proprio di fronte al supermercato dell’offerta.

Siete in giro la sera con gli amici, avete appena finito di cenare e ora siete alla ricerca di un posto dove poter passare il resto della serata. Camminate per le vie del centro, tra bar e chioschi quando… “drin”! Ecco un popup con i prezzi dei drink del pub proprio accanto a voi.

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Sembra fantascienza, invece è realtà: si chiama proximity marketing ed è la nuova frontiera del marketing.

Questa nuovo modo di fare pubblicità si definisce come una tecnica di marketing che opera in una specifica e definita area geografica, attraverso tecnologie mobili e connesse tra di loro. In sostanza, si tratta dell’applicazione pratica dell’Internet of Things: in questo modo, qualsiasi dispositivo connesso alla rete e in grado di comunicare con altri apparecchi può interagire con essi e dare informazioni rilevanti su oggetti, luoghi o attività.

Il proximity marketing sfrutta a pieno le ultime tecnologie in materia di connessione low energy: si parla in questo caso di NFC, Wi-Fi, RFID ma soprattutto Bluetooth 4.0 (Bluetooth Low Energy). Quest’ultima tecnologia può rimanere attiva senza un consumo rilevante di energia, connettendosi e interagendo con altri dispositivi. Tutte queste tecnologie si chiamano Beacons (“faro”, in italiano): sono dei localizzatori che permettono di rilevare la presenza di un dispositivo compatibile e scambiare informazioni con esso.

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Le possibilità che queste tecnologie permettono sono ampie e variegate, ma ci sono alcuni problemi a cui far fronte, come ad esempio la questione della privacy e la compatibilità con le app e i diversi dispositivi. Tuttavia le potenzialità sono enormi: sei pronto a sfruttarle per la tua attività?

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Marketing emozionale: la campagna di Blue Cross e le note di “I Will Survive”

“Hi, I’m Baxter! My last owner didn’t love me and I knew I just had to get outta there. At first I was afraid, I was petrified. Kept thinking I could never live without him by my side… Ahem, you know the rest.”

L’avrete sicuramente riconosciuta: ma questa volta le note della famosissima canzone di Gloria Gaynor “I Will Survive” non sono  cantate da un personaggio famoso o da un divo del cinema: chi le canta questa volta  è un simpatico cagnolino di nome Baxter. Questo è lo spot proposto dalla “Blue Cross for pets”, organizzazione di carità che si occupa di animali domestici abbandonati o maltrattati, con sede in Gran Bretagna.

Lo spot, che in questi giorni sta girando in rete, inizia con un tristissimo Baxter incatenato nel retro di una casa, solo e dimenticato. Ad un certo punto, ribellandosi alla prigionia, Baxter riesce a spezzare le catene che lo tengono fermo e comincia a vagabondare per un città fantasma  intonando tristemente le parole – non potevano essere più azzeccate – di “I Will Survive”.

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Baxter vede un cane di razza tutto pulito sul sedile di un’auto; un altro cagnolone che se ne sta tutto tranquillo sul tappeto, al caldo. Baxter è solo, al freddo, in una città che non lo vuole. Ma poi trova un coniglio bianco per strada – che strizza l’occhio ad Alice nel Paese delle Meraviglie – e pian piano la sua compagnia si amplia di tanti nuovi amici, fno ad arrivare di fronte a una porta dove un bambino accoglierà il suo nuovo amico. Il video si conclude con la frase “With your support, pets will survive”, ricalcando le note iniziali.

Lo spot è uscito da pochissimi giorni sul canale YouTube della Blue Cross e sulle reti televisive inglesi, ma sta già facendo parlare di sé per la carica emotiva e l’originalità della trovata.

https://youtu.be/tTHONb_SO7E

Instagram marketing

Instagram apre all’advertising

200 milioni di utenti nel 2014. 300 milioni nel 2015: il 28 percento del tempo che passiamo online è sui social network, come Facebook e Twitter. Fino ad oggi questa immensa miniera di dati e informazioni non era sfruttata da uno dei maggiori social del momento: Instagram, ma le cose stanno per cambiare…

Da oggi, in 30 paesi tra cui Italia, Spagna, India, Polonia, Turchia, Messico e Israele Instagram ha attivato il servizio di pubblicità per piccole, medie e grandi aziende.

Come funzionerà? Prima di tutto è necessario chiarire che, a seguito dell’acquisizione di Instagram da parte di Facebook nel 2012 per una cifra di un miliardo di dollari, le aziende che vorranno  promuoversi potranno utilizzare a pieno tutte le potenzialità del servizio di advertising di Mark Zuckerberg. Ciò significa che i primi clienti in Italia come Illy, Toyota e Audi potranno attingere all’enorme database e agli strumenti offerti da Facebook per fare una campagna.

In pratica, cosa cambierà in Instagram? La differenza fondamentale sarà che ora nel wall potremmo vedere delle foto sponsorizzate, degli annunci, senza che questi possano interrompere l’esperienza utente a cui siamo stati abituati. Ma si parla anche di video fino a 30s, oltre che di immagini (che ora sono disponibili sia in formato landscape che portrait).

Instagram marketing

Come riconoscerle? Le immagini e i video avranno una piccola etichetta in alto a destra con su scritto “Sponsorizzata” e, in basso, le aziende potranno mettere un invito all’azione: un pulsante che permetterà di scaricare un’app, aprire un sito web o interagire con altri contenuti.

Luca Colombo, Country Manager per Facebook e Instagram in Italia afferma: “I dati dicono in modo chiaro che c’è un consumatore interessante per le aziende anche su Instagram: sono già 400 le campagne andate online su Instagram in altri Paesi. Per esempio Made.com ha aumentato il valore medio dei propri ordini online proprio con le campagne Instagram, rispetto al loro benchmark, Gilt Groupe è riuscita a far installare la sua app con un incremento dell’85 %. E poi c’è il tanto tempo speso dagli utenti da giustificare tranquillamente logiche reach and frequency che possono essere ben applicabili”.

Attenzione dunque! Quando vi sveglierete la mattina e controllerete la home di Instagram, tra le foto di famiglia e le spiagge dorate, potrete trovarvi un bel panino di McDonald’s!

Zalando

Acquisto online e strategie di marketing sociale: il caso di Zalando

La pubblicità perfetta è quella che meglio si adatta al cliente. E così come si adatta la pubblicità al target, anche il marketing si deve adattare alle esigenze e alle aspettative dei clienti a cui si riferisce. E quelli di Zalando lo hanno capito davvero bene!

Il famoso negozio online di scarpe ed accessori, a seguito di numerose e dettagliate ricerche di mercato, ha scoperto che in realtà gli stereotipi dei cittadini europei esistono davvero – e sono utilissimi per il marketing! Ecco quello che è emerso dalle ricerche di Zalando, spiegato dal portavoce ufficiale dell’online shop, Boris Radke.

Italiani – “Sono molto emotivi, si vede benissimo da tutte le azioni che compiono mentre fanno shopping. È molto semplice: mettono un sacco di roba nel carrello e poi la tirano fuori. Magari mettono nel basket qualcosa di molto costoso, e quando arrivano al pagamento lo svuotano o tolgono cose che prima erano intenzionati ad acquistare”.

Francesi – “Ci sono Paesi che durante i saldi comprano moltissimo, come la Francia. In genere la frenesia dura due settimane. Due settimane e stop. E in quelle due settimane tutti i francesi comprano tutti i loro vestiti”.

Svizzeri – “Gli svizzeri si svegliano prima rispetto agli altri. Ad esempio, vogliono avere modo di contattare il servizio clienti un’ora prima dei tedeschi”, afferma Radke. “Per questo motivo e per soddisfare la necessità di precisione e rigore dei clienti, il team svizzero ha deciso di fornire servizi fin dalla prima mattina.”

Scandinavi – “I nordici sono molto puliti, molto sofisticati nei loro comportamenti d’acquisto”. Ma non solo: “Capiscono veramente l’online e le sue dinamiche, è per questo che i Paesi del Nord per noi sono un territorio strategico”.

Voi che acquistate online, vi ritrovate nel comportamento degli utenti tipo italiani di Zalando?

Respect The Ramps Campaign

Respect the ramps: guerrilla marketing per una buona causa

Immaginate di aver parcheggiato la vostra auto, più o meno consapevolmente, su un posto per disabili o in prossimità di un piano inclinato. Ora prendete una rampa in legno, degli atleti in carrozzella e una videocamera: mescolate il tutto ed avrete una delle più riuscite campagne di guerrilla marketing  mai riuscite. Vi starete chiedendo quale famosissima agenzia o studio l’abbia ideata? Ebbene resterete stupiti. Si tratta della campagna che ha coinvolto una scuola guida di Buenos Aires, la Driver’s school in Argentina  e il canale YouTube Boom! in Brasile. Le campagne, rispettivamente “The ramp lesson” e “Vaga para deficiente” (“posto per disabili” in portoghese) hanno fatto il giro del mondo e sono diventate virali in pochissimo tempo nei rispettivi Paesi.

Argentina – State attenti, perchè se lascerete la vostra auto parcheggiata davanti alle rampe per disabili, potreste trovarla poco dopo come impalcatura di una vera e propria rampa da lancio per acrobati in carrozzina! E non è finita qui: per far imparare la lezione una volta per tutte all’ignaro proprietario, il tutto viene filmato e postato online. Sulla vettura viene infine lasciato un adesivo con un QR-code grazie al quale sarà possibile vedere il video.  La Driver’s school ha dichiarato che grazie a “The ramp lesson” fino ad oggi 120 persone hanno imparato la lezione.

Brasile – Qui l’iniziativa ha preso una piega differente: se all’inizio i trasgressori venivano “avvertiti” con un disegno stilizzato (una sedia a rotelle disegnata con una bomboletta spray sul cofano e sul lunotto posteriore), ora la tecnica è quella di ricoprire completamente di post-it azzurri la vettura incriminata. Di certo è un modo molto teatrale di far notare l’infrazione, non c’è dubbio!

I risultati non si sono fatti attendere: la campagna brasiliana “The ramp lesson”, complici forse le acrobazie degli atleti su sedia a rotelle, ha avuto oltre 6 milioni di visualizzazioni mentre l’idea dei post-it ha ottenuto circa 180.000 like.

https://youtu.be/hVuLIH5aNaM

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Dentro le mura di un macello di agnelli, la campagna di sensibilizzazione contro le sfruttamento degli animali.

“Potrete trovare ancora le più disparate giustificazioni alla vostra voglia di mangiare carne, ma non potrete negare che gli altri animali provano le nostre stesse emozioni.”

E’ questo il messaggio che lancia l’associazione EssereAnimali, a pochi giorni dalla Pasqua, e lo fa attraverso il video “Dentro le mura di un macello di agnelli”. Girato all’interno di uno stabilimento italiano, il video mostra l’iter che seguono i giovani agnelli prima della macellazione. Prima il tragitto in camion verso il laboratorio, poi i box d’acciaio ed infine inizia la mattanza. Gli animali vengono storditi, sgozzati e appesi a ganci di ferro a testa in giù per favorire il dissanguamento. Tutto avviene davanti agli occhi di altri piccoli agnelli, che man mano assistono alla morte dei loro fratelli.

Proviamo ad immaginare di essere imprigionati in una stanza, dove assistiamo impotenti all’uccisione seriale di altri uomini davanti ai nostri occhi, l’odore del sangue si fa pungente e le urla dei compagni fanno rabbrividire, cosa proveremmo? Ansia, paura, disperazione: le stesse identiche emozioni dei poveri agnelli e di qualsiasi altro animale.

Etologi, veterinari, zoologi e antropologi attribuiscono agli animali sentimenti umani. Ciò che fa la differenza è la comunicazione, il linguaggio, poiché noi abbiamo la possibilità, attraverso organi presposti, di articolare le parole. Questa differenza anatomica non ci autorizza a pensare però che gli altri animali non provino emozioni. Indica semplicemente che le comunicano in altri modi.

Grazie alle molte campagne di sensibilizzazione come quella di LAV, Thegreenplaece e Animal Equality, A Pasqua fai un sacrificio. Non uccidermi,  il mercato in questione sta vivendo un periodo di calo che dura già da qualche anno.

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Video come questi, ci mostrano cosa avviene dentro le mura dei macelli, lontano dai nostri occhi, in quei luoghi accessibili solo agli addetti ai lavori. Con questo filmato, gli attivisti di EssereAnimali, non vogliono scioccare le persone o denunciare il singolo stabilimento, piuttosto vogliono sensibilizzare le persone, lanciare un appello ai consumatori, con la speranza di “fermare una strage crudele che avviene in nome della tradizione!”.

Attenzione: le immagini riportate in questo video potrebbero urtare la vostra sensibilità