Category Archives: Informatica

Windows 7, ci siamo!

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E’ finalmente il giorno di Windows 7, erede di Vista, disponibile da oggi in tutti i negozi. Enorme la curiosità attorno a questa notizia e buone le prime reazioni dell’utenza alla realizzazione del nuovo sistema operativo di Microsoft.

Il gran rumore suscitato dall’evento ha portato Windows 7 ad essere il prodotto più pre-ordinato nella storia di Amazon UK ed uno degli argomenti più discussi su Twitter. Dopo un pizzico di diffidenza, ora gran parte dei clienti non vede l’ora di mettere le mani sul nuovo Windows.

Ed è un’attesa in gran parte giustificata. Alcune funzioni di sicurezza sono state ristudiate e ottimizzate, i problemi di compatibilità sono stati risolti e il sistema risulta essere più veloce e più reattivo (o perlomeno dà questa impressione, ed è ciò che conta). Tutto ciò è sufficiente per spiegare una tendenza generalizzata ad adottare il nuovo sistema dopo otto anni di XP.

I prezzi? 319 dollari per Windows 7 Ultimate, 299 per la versione Professional, 199 per Windows 7 Home Premium e altrettanti per ottenere un aggiornamento da Vista o XP.

YouTube da record, messaggio da Chad Hurley

E’ un momento storico per YouTube. Ieri il sito ha raggiunto l’eclatante traguardo di oltre un miliardo di visualizzazioni al giorno. Un risultato salutato con grande soddisfazione da Chad Hurley, co-fondatore del sito, che per l’occasione ha condiviso sul web un post di ringraziamenti e propositi per il futuro, che vi proponiamo riassunto in alcuni passi fondamentali.

“Per la nostra breve storia questo è un momento speciale e lo dobbiamo interamente a voi. Guardando indietro nel tempo, possiamo dire che i principi di base che ci animavano sono diventati i punti cardine del mondo dei video online:-

  • *velocità*
  • *videoclip corti*
  • *condivisione e originalità degli utenti*

Col passare del tempo molte cose si sono evolute: la crescita dell’utilizzo della banda larga ci permette di offrire maggior qualità, la richiesta di contenuti più lunghi ci ha spinto a caricare su YouTube film e show, ciò che prima era un passatempo si sta trasformando via via in un mestiere vero e proprio. Noi però crediamo ancora nei principi primordiali sopraelencati e lavoriamo al passo con la tecnologia per offrirvi quanto di meglio vi aspettate dalla più grande community di video sharing al mondo: migliore qualità, un’ampia scelta di opzioni e strumenti per i nostri partner e inserzionisti e funzionalità in grado di rendere sempre più personale l’esperienza di utilizzo di YouTube, ovunque vi troviate”.

Chad Hurley, CEO and Co-founder YouTube

Pubblicità online, utili consigli

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Il marketing destinato all’audience di video online è materia nuova e complessa, tanto da meritare uno studio particolare. David Halleman, esperto di eMarketing, ha tentato di delineare un trend comparato tra il seguito delle inserzioni pubblicitarie sui video presenti nella rete e quello relativo alla televisione.

Partendo dal seguente presupposto: sebbene i video in rete siano sempre più visti, numerosi utenti esprimono disappunto per i clip pubblicitari “intrusivi”.

Questi i consigli che l’esperto si sente di dare in base agli esiti dello studio:

commisurare la lunghezza dell’inserzione alla lunghezza del contenuto complessivo, in modo che non risulti troppo invadente;

– investire risorse per sviluppare video di alta qualità, che siano godibili per l’utenza.

Il pubblico di Internet e quello della televisione, infatti, non sono la stessa cosa: gli utenti della rete sono in media più giovani e quindi meglio disposti verso pubblicità divertenti, toccanti e informative. Tutte qualità essenziali per una buona resa in termini di marketing. “Creare spot corti e rilevanti”, dunque, può essere lo slogan giusto e YouTube può essere la nuova patria della pubblicità. Se effettuata con giudizio, naturalmente.

Per ulteriori dettagli vi rimandiamo al seguente link, che approfondisce il campo citando anche esempi significativi:
http://www.emarketer.com/Article.aspx?R=1007308

Ripensare la “coda lunga”: i concetti di hits e nicchia

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“Vi sono interi settori produttivi che si basano sulla presunzione di fare fortuna grazie ai prodotti di nicchia, ma la realtà del mercato dice che non sempre le cose sono bianche o nere. Spesso la risposta è: dipende”.

Traballa il concetto tradizionale di “coda lunga”, teoria sviluppata da Chris Anderson nel 2004 secondo la quale Internet devia i principali flussi di domanda dai prodotti con un appeal di massa ad altri “di nicchia”, più ricercati. E’ il nuovo fascicolo Wharton, intitolato “Tom Cruise è minacciato?” a lanciare la sfida ad una teoria ormai accettata su scala universale e in modo quasi ortodosso.

Gli studiosi Netessine e Tan, esaminando gli affari della compagnia di noleggio dvd Netflix, hanno osservato che le uscite si succedono tanto rapidamente da non lasciare il tempo alla clientela di scoprirle, inducendola così a noleggiare i grandi successi, snobbando anche gli stessi prodotti di nicchia.
La discriminante fondamentale tra l’assunzione tradizionale di Anderson e quella, per così dire, eterodossa dei ricercatori Wharton è la definizione stessa dei termini “hits” e “nicchie”. Anderson ne parla in termini assoluti, Netessine e Tan in termini relativi e percentuali.

Il padre della teoria della coda lunga contesta le obiezioni affermando che, in un mercato con inventario illimitato, è insignificante operare delle quantificazioni in termini percentuali. I ricercatori Wharton, d’altro canto, sostengono che se nel mercato reale è opportuno definire hits e nicchie in termini assoluti, può essere fuorviante farlo nell’era di Internet, quando l’immensa varietà di prodotti può anche comportare il fatto che i clienti non ne siano a conoscenza e non li consumino.

Di certo, come spesso accade in dibattiti di questo genere, non è ancora detta l’ultima parola.

Ecco gli approfondimenti, Buona Lettura:

http://knowledge.wharton.upenn.edu/article.cfm?articleid=2338

http://opim.wharton.upenn.edu/~netessin/TanNetessine.pdf

Digg e MySpace esclusi dalla top 50 di time.com

Ogni anno, time.com, il sito web del noto magazine, stila una lista dei 50 migliori siti web, quest’anno a mio parere ci sono diverse sorprese.

I criteri di scelta dei migliori siti, sono diversi, principalmente però si tende a premiare quei siti web che aiutano gli utenti a migliorare la loro esperienza nella rete.

Un esempio può essere Yelp.com. Questo sito ha la particolarità di fornire assistenza nella ricerca dei migliori ristoranti, pub e di altri servizi locali della propria zona.

Un altro sito che ha soddisfatto i criteri di selezione è Fora.tv. Website che raccoglie una vasta gamma di video in una varietà di soggetti spesso in filodiffusione dalle migliori conferenza provenienti da tutto il mondo. Questi è un gran sito da visitare per coloro che sono stanchi dei soliti video molto easy di Youtube, e che vorrebbero maggiori stimoli intellettuali.

All’interno di questa lista troverete un vasto assortimento di siti web, vi sono quelli che aiutano a migliorare la navigazione nella rete, quelli inerenti al divertimento, negozi online, o quelli semplicemente per ammazzare il tempo sul web.

La sorpresa più eclatante è che siti come Digg e MySpace sono stati lasciati fuori dalla lista di quest’anno. A maggior ragione considerando che il primo è il sito leader nell’ambito del social news, famoso per la sua direzione di tonnellate di traffico ai vari contenuti promossi in prima pagine nei siti web, e il secondo che lo conosciamo tutti benissimo, è dopo Facebook il più grande sito di social networking sul web, che proprio l’anno scorso si è visto sottrarre la leadership dal libro delle facce. Probabilmente le cattive arie che tirano negl’ultimi tempi, non gli hanno permesso di entrare in questa lista.

Anche Digg l’anno scorso ha avuto alti e bassi, ma comunque è molto strana la sua esclusione, vista anche la crescita che sta accumulando in questi recentissimi tempi.

Voi avreste qualcosa da ridire con questa lista, e con queste esclusioni? C’è qualche altra esclusione di lusso? Qualche sito che a vostro parere doveva essere nella top 50?

Arriva il sistema operativo di Google

Google OS ,internet marketing

Non troppo tempo fa veniva lanciato Chrome, il browser ideato da Google.
Oggi siamo di fronte ad un’altra svolta, che però riguarda il mondo degli operating systems, si preannuncia l’avvento di Google Chrome OS.

L’azienda californiana sembra non abbia l’intenzione di fermarsi, ed ecco che si prepara ad invadere un nuovo mercato, con delle campagne di marketing apposite.

Il sistema operativo della casa di Mountain View, sarà open source, leggero, rapido e sicuro.

La velocità, estremamente importante per potersi collegare istantaneamente alla rete, e l’essenzialità, saranno le prerogative di questo sistema, che si focalizzerà in particolare nell’approccio degli utenti al web, nel dock fornirà tra gli altri collegamenti diretti a GMail, Google Maps, YouTube, Facebook, Skype, Wikipedia.

Google Chrome OS è costruito su un kernel Linux, si fonderà su applicazioni web, ed è stato progettato con un occhio di riguardo ai netbook, ma ciò non significa che non possa essere implementato nei più comuni lap top o desktop.

Il sistema operativo, estensione naturale dell’omonimo browser, uscirà entro fine anno.

Con Smart Navigation, Street View ora è più veloce

Inizialmente Google Street View aveva suscitato molte polemiche, per la sua effettiva lentezza nel sistema di navigazione. Ora questa è stata migliorata, Google ha introdotto Smart Navigation, un modo molto più veloce di navigarvi.

La nuova modalità di navigazione è dotata di un marcatore di posizione dalle sembianze di un dischetto, che possiamo muovere con il mouse all’interno della mappa a seconda di dove vogliamo andare e di cosa vogliamo vedere. Facendo un doppio click avremmo  un rapido movimento nella direzione selezionata. I miglioramenti si hanno anche dal punto di vista visivo, dove abbiamo uno zoom più rapido e funzionale, sia sulle strade che sugli edifici.
Per aiutarvi a capire meglio ecco questo video illustrativo:

Cosa ne pensate di questo nuovo strumento introdotto? Di fatto la navigazione è migliorata? Street View ora è davvero utile e funzionale, oppure è ancora una semplice novità sperimentale da perfezionare ulteriormente?

La nuova generazione dei motori di ricerca

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Poco meno di tre settimane fa è stato lanciato un nuovo motore di ricerca dal nome WolframAlpha.
Viene definito come il più avanzato tentativo di produrre conoscenza, si pone l’obiettivo di superare a breve niente meno che Google.
Questo particolare motore di ricerca è in grado di comprendere e rispondere alle domande formulate in linguaggio normale. I progettatori sostengono che riesce anche a risolvere delle formule matematiche formalmente non corrette e in fine alla soluzione affianca pure un grafico.

Sono sicuro che a questo punto siete notevolmente stupiti, ma la particolarità più interessante è che questo motore di ricerca lavora pure in astratto. Ora vi spiego cosa intendo: se voi gli chiedete di confrontare il PIL dell’Inghilterra con quello del Giappone lui sarà in grado di farlo.
Quindi voi potrete fare delle ricerche incrociando vari dati.

È più attendibile di Wikipedia perché i dati che lui prende in considerazione vengono precedentemente analizzati da degli esperti che ne valutano l’affidabilità.
Da quando si trova in rete si sono verificati solo errori minimi, se qualcuno inseriva il termine 50CENT il motore faceva un po’ di casino tra il rapper e la valuta. Gli esperti comunque assicurano che disguidi del genere verrano risolti a breve.

Microsoft non sta a guardare, anche loro hanno lanciato un nuovo motore di ricerca dal nome: Bing il quale risponde persino a domande specifiche, esplica i risultati di ricerca e li divide in categorie.

Vedremo chi la spunterà tra questi due nuovi motori di ricerca.