Category Archives: Guerrilla marketing

Niente più Natale per Greenpeace

Solitamente, a Natale siamo tutti più buoni.

Ma questo non vale per Greenpeace, la quale ha creato il suo personalissimo “Nightmare before Christmas”.

“Save Santa’s Home” è la campagna di sensibilizzazione contro lo scioglimento dei ghiacci polari attraverso la quale Babbo Natale ci mette in guardia dal pericolo della cancellazione del Natale.

Qualche anno fa un’altra iniziativa simile, ideata da David Suzuki, aveva dato luogo alla creazione di un sito con il meme “Where Santa will live?”, attraverso il quale era possibile acquistare una divertente serie di gadget da acquistare per salvare Babbo Natale.

Contrariamente alla campagna precedente, però, Greenpeace ha preferito dare un taglio apocalittico al video, scatenando diverse reazioni: da una parte ci sono stati coloro che hanno inneggiato alla genialità dell’idea convinti dell’efficacia della campagna di sensibilizzazione, dall’altra, quelli che l’hanno trovata troppo estrema.

Come Jeanne Moos della CNN, che ha tuonato “It looks like a hostage video, but instead of Al Qaida, it’s Santa”, ovvero: sembra un video di un ostaggio, ma al posto di essere di Al Qaida, è di Babbo Natale.

Insomma, sappiamo tutti che non c’è nessuno meglio di Babbo Natale in grado di creare un forte coinvolgimento emotivo nei confronti di una campagna di marketing. Ma siamo veramente sicuri che sia questo il modo migliore per sfruttare questa adorabile figura natalizia?

Anima concettuale dell’agenzia, Federico rappresenta una fonte inesauribile di contenuti e spunti di riflessione, per raccontare al meglio la storia di ogni azienda.

Quando il Pink Ribbon viene sfruttato per vendere di più

Nato da poco grazie a OgilvyOne Atene in collaborazione con Nestlè Fitness, il @TweetingBra, ha già suscitato forti polemiche sul web.

Ogni volta che questo smart push-up viene sfilato, un sensore presente sul gancio invia un segnale allo smartphone e parte un tweet che finisce sulla pagina TweetingBra. L’intento è quello di sensibilizzare le donne nei confronti della prevenzione del tumore al seno.

Un’iniziativa non certo innovativa, dal momento che qualche anno fa la cantautrice britannica Imogen Heap, durante gli MTV Awards indossò un Twitter dress attraverso il quale inviava immagini al social dell’uccellino.

Ma i problemi sono soprattutto altri, ovvero la reazione di una buona parte del pubblico femminile, indignata per una presunta speculazione sul cosiddetto “Pink Ribbon” (il nastro rosa segno peculiare della campagna per la prevenzione dei tumori al seno).

Secondo l’opinione di alcune, infatti, la scelta di associare la campagna ad un’azione intima quale è quella dello sfilarsi il reggiseno, contribuirebbe esclusivamente a rafforzare il sessismo imperante, distogliendo l’attenzione dal reale intento dell’operazione.

Chi ci guadagnerebbe dall’intera faccenda, in poche parole, sarebbe soltanto l’impresa produttrice, a scapito dei nobili propositi di partenza.

Un’altra dimostrazione del fatto che non sempre un’iniziativa utile ed educativa raggiunge gli scopi prefissati se prima di promuoverla non si riescono a prevedere gli eventuali effetti indesiderati.

Ora che anche voi avete visto il video e letto questo post, cosa ne pensate?

 

Creatività e divertimento alla fermata del bus!

Prendete un esperto di Photoshop, un furgone anonimo pieno di sofisticate apparecchiature elettroniche, una fermata dell’autobus e degli ignari passanti, mescolate il tutto e quello che otterrete sarà lo “Street Retouch Prank”, letteralmente “lo scherzo di ritocco in strada”.

Con questa iniziativa Adobe ha pubblicizzato i suoi Creative Days. L’evento è partito da Johannesburg per spostarsi successivamente in diverse città dell’Europa, allo scopo di richiamare e mettere in contatto il più alto numero possibile di artisti digitali, creativi e sviluppatori.

Il video, realizzato come sponsor dell’iniziativa, consiste in una sorta di candid camera dove le persone in attesa alla fermata dell’autobus vengono fotografate e modificate digitalmente. Le loro figure vengono ritagliate dallo sfondo originale e applicate in contesti totalmente differenti e scherzosi. Persino la loro immagine viene modificata e addirittura animata dal grafico Erik Johansson.

Sia il procedimento di ritaglio e modifica, sia il prodotto finito vengono mostrati in tempo reale direttamente davanti agli occhi degli inconsapevoli modelli attraverso degli schermi montati al posto delle classiche pubblicità in formato poster.  Il video ha realizzato oltre 13 milioni di visualizzazioni in solo sette giorni.

Le reazioni delle “vittime” sono di incredulità prima e divertimento dopo, il tutto condito con gesti d’imbarazzo e sorrisi a seconda delle situazioni in cui vengono calati. L’intento dell’Adobe è proprio trasmettere questo senso di divertimento e leggerezza, associandolo al celebre programma divenuto sinonimo di fotoritocco, l’eccellente Photoshop.

Eccesso di sudorazione? Nivea ha quel che fa per voi

Organizzare una candid camera per promuovere i propri prodotti?

E’ quello a cui ha pensato Nivea. La campagna “Stresstest” era già partita in Germania a febbraio, facendo credere a ignari passeggeri in attesa all’aereoporto di essere ricercati dalla polizia aeroportuale, dapprima utilizzando questo sospetto per metterli a disagio, per poi regalar loro una valigetta di deodoranti Nivea anti stress. Qui il video.

Un’ idea interessante e coinvolgente che ha avuto un discreto successo virale sul web. I vantaggi di una campagna del genere li troviamo soprattutto in termini di brand awareness, rendendo più familiare, amichevole, divertente, umano il brand, in grado di proporre soluzioni efficaci ai problemi dei propri clienti.

In questa nuova puntata l’azione si sposta in Messico, a bordo di un taxi. Per provare l’efficacia dei prodotti antistress stavolta il pretesto è far salire insieme alla vittima dello scherzo un finto vip pedinato da giornalisti impertinenti.

Quando questi vi vedono insieme in un taxi non possono far altro che cominciare a bombardarvi di domande sulla vostra presunta relazione amorosa. Il tutto in pochi secondi, lasciando la povera vittima del tutto disorientata. E sudata ovviamente.

Ecco che allora il falso vip svela l’arcano e porge alla vittima, tutta frastornata, i prodotti Nivea. Il tutto si conclude tra i plausi e la solidarietà dei complici dello scherzo.

La creatività al servizio di una buona causa

In occasione del Day Without Meat, la giornata mondiale per la sensibilizzazione al non consumo di carne, dove viene chiesto ad ognuno di esentarsi dal mangiare carne solo per un giorno, per sostenere la causa a Barcellona è stata organizzata una dimostrazione creativa.

Un gruppo di giovani appartenente ad Animal Equality, posizionatosi davanti alla Cattedrale di Barcellona, ha simulato i contenitori di carne che si comprano normalmente al supermercato. Solo che all’interno questa volta c’erano gli stessi ragazzi, denudati e cosparsi di sangue finto, incellofanati ed etichettati come human meat, carne umana, con tanto di peso, provenienza e data di produzione.

Animal Equality è un’organizzazione no profit internazionale che si batte per i diritti degli animali, il cui scopo è quello di arrivare ad un rispetto e una considerazione egualitaria tra gli animali e l’uomo, abolendo la schiavitù animale.

In passato l’organizzazione ha svolto altre azioni dirette, salvando alcuni maiali dai mattatoi, effettuando raid in magazzini dove venivano stipate più di 40mila galline, oltre ad alcune operazioni proprio in Spagna soprattutto durante una corrida alla Monumental di Bacellona, dopo l’uccisione di un toro.

Il forte impatto visivo della dimostrazione punta a sensibilizzare l’opinione pubblica, a creare consapevolezza, a dare una voce a chi non può parlare, nel tentativo di smuovere le persone a non mangiare carne. Insomma accrescere la coscienza collettiva attorno a questo tema.

Il brand rimbalza sulla folla con la photoball HP

Spesso nel marketing le idee creative e brillanti prendono spunto da concetti semplici. Trasformare oggetti ordinari e familiari in qualcosa di diverso, che sia in grado di far vivere un’esperienza unica. Anche perché gli oggetti quotidiani hanno più appeal sulle persone, ci sono  maggiori probabilità che esse siano interessate a qualcosa di familiare.

HP ha preso un concetto semplice: avete presente gli enormi palloni da spiaggia gonfiabili che spesso si vedono rimbalzare da una parte all’altra della folla ad un concerto? Ecco, per il pubblico dei festival americani non c’è nulla di più familiare in un contesto del genere. Quasi una tradizione.

L’idea di HP è stata quella di creare, con l’apporto dell’agenzia Almap BBDO, in occasione del festival musicale brasiliano di San Paolo, un pallone brandizzato, contenente una videocamera HD. Mentre veniva lanciato da una parte all’altra, inviava le immagini in diretta sul sito web. Il pallone da spiaggia inoltre scattava foto della folla e le caricava sul sito del festival, in modo che le persone stesse potessero taggarsi.

Migliaia di persone si sono effettivamente taggate e milioni di utenti hanno visto le foto e i video. L’interazione è stata impagabile.

Con milioni di persone che interagiscono, di cui la maggiorparte giovani e teenager, il marchio è diventato improvvisamente giovane, fresco e degno di rispetto, cool. Da brand tecnologico d’elite si è improvvisamente trasformato in un marchio innovativo e aggregante.

Adv sfrontato: Basta lavorare. Iniziate a bere!

La trovata pubblicitaria di Utimat vodka è irriverente e brillante, assolutamente perfetta per un brand di superalcolici.

La famosa agenzia di adv Amalgamated, che ha condotto la campagna, si chiede com’è possibile catturare l’attenzione dei frenetici lavoratori newyorkesi occupati a faticare per oltre 80 ore settimanali rinchiusi in grattacieli altissimi.

L’unico modo per distogliere i workers dagli impegni giornalieri e convincerli a seguire una pubblicità è compiere un’azione di guerrilla marketing coinvolgente capace di coglierli di sorpresa direttamente nei loro uffici.

Ultimate Vodka ha ideato la campagna rivolta ai cosidetti white-collar assumendo a Chicago e successivamente a New York dei lavavetri che hanno travestito da uomini d’affari.

I simpatici windows washers hanno mostrato ai lavoratori una serie di cartelli con domande canzonatorie e divertenti quali: “avete mai lasciato il vostro ufficio?”, “Avete mai respirato aria fresca? Dicono sia fantastica”, “Vieni a bere qualcosa con noi!”.

Il messaggio della campagna è un inno al relax e lo slogan “Stop Working. Start Drinking” è perfettamente in linea con il brand di vodka ed in grado di coinvolgere in prima persona gli instancabili lavoratori.

La trovata di Utimat vodka è stata molto apprezzata dal popolo online e la campagna pubblicitaria ha ottenuto oltre 1.938.557 visualizzazioni su youtube.

Crackers gratis, ma con la penitenza!

Non è un mistero che i clienti pretendano dai brand sconti impossibili o addirittura prodotti gratuiti. L’azienda australiana di snack Fantastic Delites conosce bene questa esigenza dei consumatori e ha deciso di soddisfarla a una sola condizione: fare tutto ciò che chiede il distributore automatico del brand.

Il team creativo dell’agenzia BBDO Clemenger ha installato in un centro commerciale di Adelaide la Delite-O-Matic, ovvero la macchinetta automatica che eroga crackers in cambio di penitenze.

Come si vede dal video, le persone inizialmente sono piuttosto diffidenti ma poi, sciolto il ghiaccio, iniziano a giocare con questo particolare distributore.

La penitenza, per i primi clienti che sfidano la Delite-O-Matic, consiste solo nel premere il pulsante della machine per 100 volte. Successivamente questo numero inizia a salire inesorabilmente fino a quando le persone, per avere l’agognato pacchetto di crackers, sono obbligate a pigiare il bottone 5000 volte.

Superato questo altissimo numero, il distributore diventa più perfido e crudele nella messa alla prova dei clienti. Per vincere lo snack, le persone si sono prestate a divertenti e imbarazzanti performance come saltare su una gamba sola, inginocchiarsi, fare la robot-dance, eseguire acrobatiche flessioni.

La campagna pubblicitaria dal potente effetto comico ha fatto il giro del mondo, come dimostra l’elevatissimo numero delle visualizzazioni del video su youtube.

Erik de Roos, account director dell’agenzia Clemenger BBDO, ha dichiarato: “Noi cercavamo un modo innovativo per indurre le persone ad assaggiare il prodotto”. Dai risultati ottenuti pare proprio che Fantastic Delites sia riuscito a raggiungere questo obbiettivo.

E voi, vi sareste prestati a questo esilarante gioco delle penitenze?