Category Archives: Curiosità

Il Super-Bowl, sacro Gral per la pubblicità, in aiuto alle donne.

 

Come ogni edizione la finale del campionato di football americano riesce sempre a far parlare si sé. Lo spettacolo è andato in onda la notte del 2 febbraio, tenendo incollati ai televisori 102.3 milioni di telespettatori.

Solo un evento sportivo? Forse no. Il Superbowl rappresenta infatti l’evento mediatico per eccellenza tanto che le varie compagnie mondiali sono state disposte a sborsare 4,5 milioni di dollari per soli 30 secondi di spot pubblicitario.

La sfida per lo spot più visualizzato mette quasi in ombra la partita e spinge ogni volta i vari brand a ricercare l’attenzione del pubblico attraverso pubblicità ironiche e creative ma non sempre di buon gusto.

Da Kim Kardashian alla coppia Matt Damon-Mindy Kaling fino alla presenza di Pierce Brosnan: sono solo alcuni nomi delle star che hanno recitato, ma a far parlare molto di se quest’anno è stato il primo spot contro la violenza sulle donne.

Il video per la prevenzione della violenza femminile mostra la chiamata di una donna al 911 che per denunciare il fatto finge di ordinare una pizza al telefono e, grazie alla complicità del poliziotto, riesce a farsi capire e soccorrere.

Se l’obiettivo era quello di attirare l’attenzione mediatica sul gravissimo problema, lo spot ci è riuscito sicuramente, ma può bastare uno video di 30 secondi come prevenzione al problema?

9:41, l’orario ricorrente nelle pubblicità Apple

Le foto che presentano i prodotti della Apple sono sempre curate e ad effetto, ma c’è un particolare, a cui magari non tutti avranno fatto caso, che accomuna tutte le pubblicità: l’orario. Infatti, l’ora riportata sugli schermi dei dispositivi è sempre la stessa, le 9:41.

Conoscendo la Apple, così attenta ai dettagli, non può essere un caso: è difatti un aneddoto legato al 9 gennaio 2007, il giorno in cui Steve Jobs presentò il prodotto che avrebbe rivoluzionato il mondo della telefonia mobile, l’iPhone.

La conferenza iniziò alle 9 in punto del mattino e, dopo 42 minuti di presentazione, apparve l’immagine del device sullo schermo: tutti i keynote erano stati progettati in modo che l’ora dei dispositivi sulle slide coincidesse con quella che avevano al polso i giornalisti in sala.

Da quel giorno in poi le 9:41 sono diventate un vero e proprio marchio di fabbrica in onore di Steve Jobs e della sua creazione: il minuto di anticipo sta simbolicamente ad indicare l’attesa fino al momento della presentazione.

Questo curioso aneddoto non è che un’ulteriore prova di quanta cura e precisione la Apple impieghi nelle sue creazioni.

 

Elisa Kiraz
Ha studiato Italianistica presso l’Università degli studi di Trieste.
Appassionata di Content Marketing e comunicazione, si tiene sempre informata sui nuovi trend del settore.

Extreme shopping per The North Face

Se siete amanti degli sport estremi, The North Face ha creato uno store fatto su misura per voi.

In Corea il brand ha allestito un temporary store coerente con il proprio stile: paesaggi montani, una parete da scalare ed esposizione di diversi capi d’abbigliamento. Fin qui nulla di strano.

Le sorprese cominciano quando si è deciso di mettere alla prova i clienti per scoprire quanto la filosofia aziendale del “Never stop exploring” li rappresenti: mentre sono intenti a provarsi alcuni capi, improvvisamente i commessi e il pavimento scompaiono per lasciare spazio ad una parete da scalare, costringendoli ad accettare la sfida.

Non appena superato lo spavento iniziale, compare una sorpresa: dall’alto viene calata la giacca scelta dal cliente e un timer di 30 secondi; sta a lui decidere se aspettare lo scadere del tempo oppure lanciarsi per conquistare il premio!

Attraverso questo video The North Face vuole rafforzare il concetto di “Mai smettere di esplorare”, perché andare oltre i limiti è il primo passo per raggiungere un traguardo, anche se in questo caso è solo una giacca.

Voi vi sareste buttati?


 

La strada per il successo? Creatività e tecnologia!

La musica rispecchia la società e deve necessariamente essere al passo con i tempi: per combattere la crisi i musicisti scelgono videoclip musicali sempre più innovativi e all’avanguardia.

Un esempio è il video della canzone “Knock Knock” dei Brunettes Shoot Blondes, un gruppo ucraino formatosi nel 2010 e che nel 2014 ha iniziato ad affacciarsi sulla scena europea.

La storia d’amore è raccontata da due personaggi animati che si rincorrono su un palcoscenico Apple formato da iPhones, iPads, iPods e MacBook.

Ciò che crea il video intrigante è però la creatività e la finezza dell’animazione: in particolare, è curioso vedere come i due personaggi saltano da un display all’altro a distanza di pochi secondi, creando sempre effetti diversi e divertenti.

Alla fine, riuscirà il coniglio stilizzato a riconquistare la sua metà? Certo che sì!

La canzone non si ricorderà sicuramente per il suo prevedibile lieto fine, ma, in quanto ad originalità, il videoclip non può temere rivali.

Siete d’accordo?


 

Gmail: largo alle immagini!

È tempo di innovazioni per il colosso di Mountain View! Google ha infatti deciso di dare una svolta al suo servizio di posta elettronica Gmail attuando un ulteriore restyling, questa volta per quanto riguarda la sua sezione “Promozioni”.

A Gmail era infatti stata recentemente apportata la suddivisione delle e-mail in 5 categorie: principale, social, promozioni, aggiornamenti e forum.

Ma cosa succederà quindi alla scheda delle promozioni? I messaggi che sono già stati convogliati in questa scheda saranno fatti confluire in un layout a griglia che mette in evidenza la foto per segnalare il messaggio.

Si punta dunque sul fattore visivo, come spiegato anche dal product manager Aaron Rothman in un post sul suo blog. Il pubblico sarà in grado di individuare più rapidamente le offerte concentrandosi sulle immagini che appariranno nei messaggi promozionali. A facilitare il tutto lo scroll, che però può essere disattivato.

Google sta ancora sperimentando il cambiamento e non ci è ancora dato sapere se vorrà estenderlo a tutti o integrarlo definitivamente nella sua piattaforma di ricezione di messaggi telematici.

Ma cosa conta di ottenere attraverso questa modifica? La speranza di Google è quella di rendere gli annunci pubblicitari più belli e accattivanti attraverso una grafica che si concentra più sulle immagini che sulle parole.

Ma per quanto bella possa essere una mail promozionale, rimane sempre una mail che l’utente non ha richiesto. Riuscirà dunque Google a superare l’insofferenza che molte persone hanno nei confronti degli annunci pubblicitari?

Google ci prende per la gola

È sempre tempo di innovazione per Google. Il colosso della Silicon Valley ha annunciato tramite un post ufficiale su Google+ che a partire dal 1 marzo, e per il momento in esclusiva per gli utenti statunitensi, è attivo un nuovo servizio all’interno del suo motore di ricerca.

La novità riguarda la possibilità di avere informazioni più dettagliate riguardo a ristoranti che l’utente ha intenzione di visitare o scoprire.

Si può avere un’anteprima dei loro menù, con tanto di tab riservate alle varie tipologie di pietanze. Servizio che attualmente non compare direttamente inserendo il nome del locale nella barra di ricerca, perché per il momento è necessario anteporre la frase “show me the menu for” al nome del ristorante.

Ad oggi la nuova ricerca funziona sulle versioni web e mobile di Google Search e probabilmente fa riferimento ai ristoranti quotati in AllMenus.com: è possibile infatti che Google stia lavorando per ottenere i dati del portale web.

Dato il grande successo raggiunto da servizi come JustEat, attraverso i quali tanti locali da tempo pubblicano online i loro menù, siamo sicuri che anche questa volta Google saprà affrontare la concorrenza e offrire all’interno di un servizio già conosciuto una particolarità che lo renderà innovativo.

Google promuove il made in Italy

In tempi in cui il nostro paese non offre grandi soddisfazioni, ecco che Google tenta di ravvivare il nostro senso patriottico inaugurando, attraverso il progetto “Made in Italy: Eccellenze in Digitale”, una galleria virtuale contenente alcuni tra i più famosi prodotti italiani, correlati di storia, immagini e contatti.

Tranquilli. Potrete navigare nel made in Italy a costo zero: dal Grana Padano al pecorino sardo, dal vetro di Murano alle ceramiche di Grottaglie. Più di 100 prodotti artigianali e agroalimentari di orgoglio italiano messi a disposizione degli utilizzatori curiosi di Google.

L’iniziativa è stata realizzata per l’Italia dal Google Cultural Institute, insieme al ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e a Unioncamere, e si è presentata come un’operazione senza precedenti il cui scopo è quello di far conoscere soprattutto le nostre piccole e medie imprese nel mondo avvicinandole alle potenzialità di Internet, e di contrastare la contraffazione e l’Italian sounding che sottrae al nostro paese 60 miliardi ogni anno.

«Un link tra la Food valley e la Silicon Valley», ha affermato il ministro Nunzia de Girolamo, contestando però la mancanza di una sezione dedicata all’e-commerce che determinerebbe un salto di qualità a livello di compravendita dei prodotti italiani.

Ma in tutto questo Google cosa ci guadagna? Nessuno fa niente per niente, specialmente se si tratta di un’azienda che nel 2012 ha avuto un fatturato di 50 miliardi di dollari. Il consolidamento della sua posizione in Italia e la realizzazione di un eventuale portfolio di potenziali clienti sono i due motivi maggiori che hanno spinto Google ad investire in questo progetto. Come spiega D’Asaro Biondo, presidente area Sud e Est Europa, Medio Oriente e Africa della società, «Alcune delle imprese coinvolte potranno usare i nostri servizi, per noi tutto questo è anche un’attività commerciale e non lo neghiamo».

Unico intoppo? Il ritardo dell’Italia nella diffusione della banda larga, al quale si sta cercando di trovare rimedio. Nel frattempo Google ha approfittato per rimarcare la polemica sull’ipotesi che in Italia venga introdotta la cosiddetta Google Tax, attraverso la quale l’Italia vorrebbe imporre all’azienda più tasse da pagare.

Quando si parla di tasse, scatta sempre la polemica. Ma siamo sicuri che Google sia nella posizione per poter protestare? 

 

Francesca Zia
Ha studiato Economia e Gestione Aziendale presso l’Università degli Studi di Trieste. Appassionata di marketing e di economia, segue con attenzione le ultime tendenze in fatto di comunicazione

P&G premia ancora le mamme, ma i papà dove sono?

Intenso, coinvolgente, emozionante. Questi sono gli aggettivi che descrivono al meglio il nuovo spot realizzato da Wieden + Kennedy per P&G in occasione delle prossime Olimpiadi di Sochi.

A due anni dalla realizzazione di “Best Job” per le Olimpiadi di Londra, la Procter & Gramble ritorna con “Thank you Mom” per rendere omaggio al lavoro più impegnativo in assoluto: quello della mamma.

Sarà per le sue sfumature sdolcinate o per il suo contenuto così prossimo a tutti noi che questo video ha già fatto il giro del mondo. Ripercorre la vita dei campioni olimpionici fin dai loro primi passi, soffermandosi sulla presenza costante delle mamme che sono state loro accanto sia nei momenti belli che in quelli più difficili.

Un appoggio non indifferente se consideriamo il fatto che questi sportivi sono maturati dovendo affrontare al contempo sia le difficoltà della crescita comuni a tutti noi, sia quelle derivanti da una passione portatrice sia di forti gioie sia di grandi dolori.

Le pagine Facebook del noto brand si stanno occupando di ingrandire la campagna attraverso la realizzazione di uno storytelling in cui compaiono le coppie mamma-figlio più rappresentative dell’ambito sportivo di ogni Paese.

Quando verrà presentato in televisione? Assisteremo alla TV premiere del video domenica 12 gennaio durante i Golden Globe Awards, sebbene non necessiti in maniera eccessiva di ancora più notorietà, dati gli 1,5 milioni di visualizzazioni su YouTube raggiunti a due giorni dalla sua pubblicazione.

Ma in tutto questo trionfo di emozioni e di amore filiale i papà che fine hanno fatto? Il loro ruolo non risulta un po’ troppo sottovalutato in questo evolversi continuo di spot il cui focus è soltanto il genitore del gentil sesso?

Francesca Zia
Ha studiato Economia e Gestione Aziendale presso l’Università degli Studi di Trieste. Appassionata di marketing e di economia, segue con attenzione le ultime tendenze in fatto di comunicazione