Caro vecchio sondaggio

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Spesso chi si occupa di email marketing non riesce ad ottenere quello che cerca. Oltre ad essere ossessionati dal clickthrough rate, può capitare che, se non si riconoscono risultati soddisfacenti, si perda fiducia nel proprio lavoro e motivazione nel farlo. Se nessuno apre le email che invio vuol dire che non creo contenuti interessanti? Creo contenuti che non sono rilevanti per il mio target?

Il ctr diventa il metro del successo dell’inbound marketer. Per aumentarlo ormai esistono innumerevoli guide sul web (e anche precedentemente su questo blog), ma un espediente apparentemente banale e che non si vede spesso può venire in aiuto. Sembrerebbe la cosa più ovvia, allora perché non farlo: se si vuole sapere perché i destinatari della nostra newsletter non la cliccano, perché non chiederglielo direttamente?

Una delle tecniche cadute più in disuso è quella del sondaggio. Ma è anche una delle pratiche migliori per capire qualcosa in più dei clienti, cosa cercano, informazioni sul loro comportamento all’acquisto o sulla loro soglia di attenzione.

Se un sondaggio via email viene condotto in modo efficace, può portare risultati inaspettati, che di sicuro razionalizzeranno le paure dell’operatore riguardo i contenuti da lui creati.

Come destreggiarsi con la creazione di una mail di sondaggio che punti ad ottenere il massimo del tasso di risposta degli iscritti alla newsletter?

L’email deve essere senza attrito, ovvero chi legge non deve trovare ostacoli nel capire cosa gli stiamo chiedendo di fare (lasciare un feedback).Il corpo dell’email deve essere il più possibile concentrato e arrivare dritto al punto, senza troppi giri di parole.

Siccome si punta a conquistare il tempo di chi legge in modo che costui possa usarlo per dare informazioni che servono a chi scrive, importante è minimizzare l’ammontare di tempo che il cliente dovrà dedicare al sondaggio. Le domande allora devono essere al massimo due.

La scelta e il modo di porre la domanda sono altrettanto importanti. Un buon consiglio è quello di formulare la domanda “attorno” ai clienti, per loro. Porre la domanda in modo che sia evidente che la partecipazione e le risposte al sondaggio beneficeranno il cliente per primo, assicurandogli un servizio che incontra al meglio le sue esigenze.

Per esempio un’espressione come “Miriamo a creare contenuti che siano rilevanti e utili per Lei. Impiegherebbe un minuto del suo tempo per farci capire cosa Le piace, cosicchè da poterci concentrare sugli argomenti che Le stanno più a cuore?” sortirà un maggiore effetto di un semplice “Per cortesia, si sottoponga al nostro questionario, così che possiamo capire cosa Le può interessare di più dei nostri servizi”.

Rendere esplicito che la partecipazione sarà vantaggiosa per loro in primis farà si che il messaggio sia convogliato in maniera migliore e quindi risulterà più incisivo.

Nel fornire le alternative di risposta alla domanda del sondaggio c’è qualche piccolo accorgimento da seguire. Non usare risposte dominanti (quelle che fanno propendere i lettori per una risposta piuttosto che le altre) e usare un range abbastanza ampio di opzioni di risposta in modo da soddisfare il maggior numero di appetiti.

I risultati acquisiti col sondaggio saranno utili per i vostri movimenti futuri. A parte rispondere al quesito che vi stava a cuore (nello specifico perché la newsletter non veniva aperta), i dati raccolti saranno utili per identificare i miglioramenti che si possono apportare alla newsletter per aumentare il clickthrough rate e rendere le vostre email di marketing più amabili, oltre ad aiutarvi a capire meglio i vostri contatti e le loro abitudini di consumo dei contenuti.

 

Liberamente ispirato a: blog.hubspot.com/simple-survey-feedback-emails

 

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