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Influencers: professionisti da persuadere

Alcuni consumatori, prima dell’acquisto, ricercano metodicamente informazioni sul prodotto che desiderano. Se sapessero dove cercare e con chi parlare, le loro decisioni di acquisto potrebbero essere influenzate?
Le scelte dei consumatori sono condizionate da ciò che li circonda e, a volte, sapere chi o che cosa le influenza, può dare alle imprese la leva di cui hanno bisogno per aumentare le vendite.

Se siamo in grado di persuadere gli influencers, essi possono a loro volta persuadere il cliente; questo meccanismo consentirebbe alle imprese di ottenere un grande successo”, queste le parole di Nick Hayes, presidente Influencer 50.

Il team di Hayes è specializzato nell’aiutare le aziende B2B a identificare e contattare i primi 50 influencers che agiscono nei loro mercati di competenza. Anche se la squadra non lavora, di norma, con aziende operanti nei mercati di consumo, i principi seguiti sono direttamente applicabili a qualsiasi situazione.

Ma come conquistare gli influencers e fare in modo che agiscano per incrementare il business aziendale?
Evidenziamo alcune tattiche che il team di Hayes utilizza a questo scopo.

  • Non considerare l’influencer come un cliente

Nei mercati di consumo gli influencers sono spesso giornalisti, operatori di siti web o celebrità; mentre nei mercati B2B possono essere esperti in una grande azienda, o consulenti che lavorano per diverse società.
Ad ogni modo, la maggior parte di essi ha un tratto comune; trattare questi professionisti come clienti, applicando tecniche marketing per conquistarli è, secondo Hayes, “l’errore più grande che le aziende fanno quando hanno individuato queste persone”.
Si cerca di raggiungere gli influencers in modo da ottenere un “parere esecutivo” più specifico che non sempre rientra nelle potenzialità delle aziende.

  • Offrire accesso e collegamento in rete

Gli  influencers raggiungono la posizione di opinion leader per i loro contatti e conoscenze. Quando l’azienda si rivolge a loro, deve assicurarsi di offrire le opportunità di networkong e l’accesso ai vertici aziendali.
Lo scopo è quello di far conoscere agli influencers le politiche aziendali, la mission,
in modo da poter imparare di più circa i prodotti e l’organizzazione.

  • Interagire individualmente

La squadra di Hayes identifica in genere le prime 50 figure più influenti nel mercato di un cliente. Il numero non è affatto arbitrario; è abbastanza piccolo per permettere ad un’azienda di concentrarsi su ogni persona della lista e abbastanza grande da avere un impatto reale sul business.

Questo è solo un esempio, ma è indicativo. Infatti, per conoscere ed agire nel mercato è indispensabile possedere una vasta gamma di informazioni, ottenibili tramite gli influencers. Ma è necessario raggiungere e interagire con ognuno di essi su base individuale. L’utilizzo di email di massa e direct mail, come di consueto nel marketing di vendita, dovrebbe essere evitato per questo gruppo.

Come dice Hayes: “Le 50 persone di cui si parla hanno una certa importanza, per questo un’azienda dovrebbe conoscere ognuno di loro individualmente”.

  • Prepararsi alle risposte negative

Alcuni influencers, come giornalisti e consulenti, sono aperti a ulteriori attenzioni ed esperienze, mentre altri, come coloro che sono già impegnati all’interno di una società, non accettano di buon grado contatti di lavoro esterni.

Ad esempio, un lavoratore può non riconoscere la sua influenza ed essere scettico riguardo eventuali consulenze; oppure può esserne consapevole, ma preferisce non impegnarsi a causa delle preferenze personali o della politica aziendale nella quale opera.

“Se non si riscontra subito un certo interessamento da parte di questi professionisti, è meglio non insistere e lasciare le proprie informazioni di contatto, avvisando che una futura cooperazione sarà quantomai gradita. Tali informazioni non saranno le stesse di cui dispone il pubblico, ma dovranno consentire un accesso maggiore”.

Blogging Aziendale: un vantaggio anche per la Piccola Impresa

Molte piccole imprese sono riluttanti all’idea di aprire un blog aziendale, per vari motivi: poco tempo da dedicarvi, poca utilità per il business aziendale o semplicemente mancanza di competenze in questo ambito ( Che cos’è un blog? ).
La realtà è che se un’azienda fornisce prodotti e servizi unici, dovrebbe possedere un blog e provvedere a mantenerlo aggiornato, nel caso non esistesse già questa attività, potrebbe essere una buona idea iniziare al più presto.
Naturalmente, il rendimento complessivo degli investimenti su un blog può variare da azienda a azienda, ma i benefici per il business, perseguibili con il blogging aziendale, non sono da sottovalutare:

  • Guadagno di visibilità

Pubblicare ogni pensiero sul blog è una dimostrazione di leadership, si trasmettono l’integrità personale, l’umorismo e le intuizioni professionali. Ad esempio, una sintesi delle recenti tendenze nel vostro settore, o una reazione ad un articolo di notizie recenti, possono essere estremamente efficaci come post per il blog.

  • Coinvolgere i clienti in un dialogo

Questo si concretizza dando la possibilità ai lettori di commentare ogni articolo. Le persone che lasciano un commento sul blog lo possono fare per muovere critiche o sostenere le vostre opinioni. Ad ogni modo, in entrambi i casi, è importante stimolare il dialogo, i commenti generano commenti così nascono discussioni interessanti con clienti e partner, che si possono trasformare  in opportunità di vendita.

  • Ogni articolo sul blog è un’occasione SEO

La tanto discussa “coda lunga” della ricerca si riferisce al personale altamente specializzato, i termini di ricerca a basso traffico rappresentano una notevole quantità di ricerche totali. Molte persone sono alla ricerca online per molte cose casuali. Non si può realisticamente ottimizzare il sito per ogni coda di ricerca a lungo termine, ma si può certamente scrivere dei post con precise parole chiave traendone prospettive altamente qualificate. Non è possibile nemmeno stabilire il volume di traffico naturale di ricerca, ma c’è una buona probabilità che il blog sia in grado ben presto di rispondere positivamente alle ricerche delle parole chiave ed i visitatori potranno essere molto interessati a tale reazione.

Pochi siti web o blogger si collegheranno pagine di “prodotti e servizi” su altri siti aziendali. Le persone non linkano pubblicità aziendali. D’altra parte, un articolo di un buon blog è una visione nel settore specifico o una critica di pensiero. Gli articoli del blog raccolgono link perché sono interessanti, informativi e non eccessivamente aziendali o di vendita mirata. Il vantaggio è che più collegamenti sono il mezzo migliore per il posizionamento sui motori di ricerca, così da ottenere una maggiore quantità di traffico sul sito, che si traduce in un aumento dei leads.

  • Umanizzare il brand

Il blog offre l’opportunità, per le società, di presentare la loro parte confidenziale; tramite una conversazione informale trasmette una visione dell’azienda meno “antisettica”. I blog possono umanizzare il brand.

  • Contenuto fresco = Migliore sito web

Google esegue frequentemente scansione dei siti web alla ricerca di contenuti nuovi e aggiornati; in generale, è positivo che Google esegua spesso tali letture del vostro sito. I siti che vengono sottoposti a scansione più spesso hanno frequenti aggiornamenti e maggiore autorità. L’attività di blogging assicura costantemente la presenza di nuovi contenuti nel tuo sito.

Un blog è meglio di una email o di una lettera cartacea, perché i lettori possono partecipare al dibattito e rispondere quando vengono “invitati all’azione”. Essi saranno in grado di navigare nel blog per leggere i vecchi articoli, che altrimenti si troverebbero in una email eliminata, o in una lettera dispersa in qualche cartone. Ogni articolo del blog che sarà postato, fornirà benefici duraturi; si tratta di una pagina web che può essere ottimizzata, indicizzata.
Inoltre, i blog sono in grado di supportare più autori, in modo da avere più di uno scrittore nel postare articoli. Un altro punto importante riguarda proprio i post: un buon post potrebbe semplicemente tracciare un parallelo tra due o tre articoli recenti, o suggerire una spiegazione a un particolare fenomeno industriale, tecnologico e così via. Un buon articolo non deve essere una tesi di dottorato.

Ad alcuni professionisti non piace l’idea del blogging, perché significa cedere controllo di alcuni elementi del brand aziendale. Un blog è meno formale di un comunicato stampa o un messaggio marketing ufficiale e i commenti lasciati dai lettori non possono essere previsti. Nel mondo di oggi, i consumatori hanno acceso migliaia di opinioni sui brand e migliaia di articoli, commenti, recensioni di prodotti, che sicuramente avranno determinato un certo impatto nelle decisioni d’acquisto. La verità è l’opzione migliore per coinvolgere i clienti in un onesto dialogo aperto; la trasparenza è la migliore politica ed i clienti premieranno il vostro candore.

Social Media Week: Milano capitale dell’innovazione

Ha preso il via ieri a Milano la Social Media Week, una settimana dedicata al mondo del web 2.0 e dei social media, che terrà impegnati gli appassionati fino a venerdì 24 settembre.

 

Il capoluogo lombardo sarà la capitale italiana di internet e dell’innovazione, “una piattaforma per connettere persone contenuti e conversazioni sui temi emergenti dei social media e della comunicazione mobile”.

L’appuntamento comprende più di 90 incontri ed eventi gratuiti che avranno luogo in 30 location disseminate in tutta la città. Guru della rete, corsi d’informatica over settanta, convegni, aperitivi, degustazioni, speed dating, fashion party e meeting con le aziende: una vera e propria full immersion nel mondo dei social media.

Saranno presenti ospiti d’eccezione, 250 tra i più grandi esperti del settore, tra cui Navee Selvadurai, cofondatore di FourSquare, Rand Fishkin, uno dei maggiori esperti SEO al mondo e Dina Kaplan, cofondatrice del network televisivo Blip.tv.

Gli argomenti trattati nella Social Week sfiorano tematiche anche molto distanti tra loro: l’importanza del web nel mondo della moda, casi concreti di professionisti e aziende che hanno svolto attività sui social network, il modo in cui la rete ha cambiato il modo di fare arte, le nuove professionalità offerte dai social media, crowdsourcing.

Il desiderio degli organizzatori, Marco Montemagno e Marco Masieri, è quello di riuscire a coinvolgere tutta la cittadinanza e non solo gli addetti ai lavori.

“Abbiamo voluto dare all’evento un taglio divulgativo. Ci rivolgiamo ai giovani che cercano lavoro, agli appassionati, alle aziende che vogliono fare business”, ha detto Montemagno, che parla anche del mercato mobile, “l’Italia è il paese con la maggiore penetrazione di smartphone al mondo. E sull’internet mobile ora stanno partendo investimenti e start-up. Se la politica fosse in grado di aiutare questo mondo, rischieremmo anche di non perdere il treno con l’innovazione”.

Come fare per ottenere il massimo da Google Chrome? (II parte)

Nell’articolo di ieri avevamo parlato di alcuni metodi per velocizzare e rendere più efficienti le sessioni web con l’utilizzo di Google Chrome. Ma la gamma di strumenti che il browser offre è decisamente più ampia e oggi vorremmo portare all’attenzione altri 5 consigli per ottimizzare la navigazione web.

6 .Compilazione automatica per completare un indirizzo

compilazione automatica

Se nelle vostre sessioni vi capita di dover digitare più volte il vostro indirizzo, potreste utilizzare l’opzione “Compilazione automatica”, così questo verrebbe ricordato, risparmiando lo sforzo di doverlo ripetere ogni volta.
Per attivare le funzionalità, selezionare “Opzioni” dall’icona della chiave inglese, poi cliccate su “Informazioni personali” e scegliete “Opzioi di compilaizone automatica”. Cliccando sulla voce “Aggiungi” sarà possibile inserire i vostri dati, così la prossima volta che vi si presenterà un modulo da compilare, non servirà farlo manualmente.

7 .URL Chrome per vedere cronologia, preferiti e downloads

cronologia

 

Chrome può mostrare alcune dei tuoi dati broswer e le impostazioni, tramite scelte speciali Chrome URL, un modo pratico per visualizzare le informazioni nel tuo browser.
È possibile visualizzare i vostri segnalibri, i download e la cronologia digitando “chrome://bookmarks”, “chrome://downloads” o “chrome://history” nella omnibox.

8 .Costruisci una barra dei preferiti Favicom-Only

C’è ancora un modo, intelligente e veloce per  accedere ai tuoi preferiti, o ai siti più visitati.
È possibile visualizzare i segnalibri nella barra degli strumenti, ma eliminando il nome del sito dalle impostazioni; il browser mostrerà solamente la favicom del sito. Per ottenere questo, sarà prima di tutto necessario assicurarsi di avere la barra dei preferiti visualizzata, dopodichè, sull’icona della chiave inglese, selezionate “Strumenti” e scegliete “Mostra sempre barra dei preferiti”.
Una volta fatto questo, assicuratevi di cancellare il testo nella casella nome per un elenco “favicon-only”.

barra dei preferiti

In alternativa, per modificare i segnalibri esistenti in modo da visualizzare solo la favicon, potete andare su “chrome://bookmarks”, fare clic destro sul segnalibro, selezionare “Modifica” e quindi eliminare il testo nella casella “Nome”.

9 .Sincronizzazioni delle impostazioni Chrome al tuo account Google

sincronizzazione

L’applicazione si rivela molto utile quando si lavora su più computer. È possibile sincronizzare le vostre impostazioni di Chrome, all’account Google, in modo che tutte le vostre preferenze, i set up, i segnalibri, vi seguano ovunque andrete online.
Basta fare clic sulla icona della chiave inglese, scegliere “Opzioni” e sotto “Informazioni personali” è possibile “Impostare la sincronizzazione” accedendo al vostro account Google.

10 . Modificare l’aspetto delle pagine web

personalizzare pagine web

Questa applicazione di Chrome consente di modificare e personalizzare qualsiasi pagina web.
Una volta selezionata la pagina, fate clic destro e scegliete “Ispezionare elemento”. Lo schermo verrà diviso in due parti e sarà visualizzato il codice della pagina, in questo modo potrete sostituire il messaggio a vostra scelta e, se possedete una buona conoscenza HTML,  anche cambiare le dimensioni, aspetti, colori e molto altro.

Come fare per ottenere il massimo da Google Chrome?

Sono passati due anni dall’arrivo di Google Chrome nel mondo web e in questo periodo Chrome è arrivato a controllare il 7.5% del mercato dei browser a livello mondiale. Certo, Internet Explorer e Firefox detengono rispettivamente il 60.4% e 22.9%, ma se si considera che dopo 10 anni, Opera ha meno del 2.4%, tutto questo è abbastanza impressionante.
Google, in occasione del secondo anniversario, ha rilasciato Chrome version 6, che si preannuncia come “Il browser moderno”. Effettivamente, “Chrome 6”, vanta una serie di miglioramenti, ma come i precedenti aggiornamenti, l’obbiettivo principale rimane sulla velocità e la semplicità.
Ecco alcuni suggerimenti e consigli pratici, che vi aiuteranno ad ottenere il massimo da Chrome,
avvalendovi di alcuni dei suoi strumenti più funzionali e configurazioni per il risparmio di tempo.

1. Aprire più pagine all’avvio

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Invece di avere una sola Homepage, con Chrome è possibile aprire più pagine all’avvio, per avere accesso immediato a qualsiasi sito e servizio con i quali preferite iniziare la vostra sessione.
Per installare questa applicazione basta cliccare sull’icona della chiave inglese, in alto a destra della finestra del browser, selezionare “Opzioni” e sotto la scheda “Impostazioni di base” scegliere la casella “Apri le seguenti pagine”.
Se si clicca “Aggiungi” comparirà una recente rassegna di siti web, si potrà scegliere direttamente da questa lista, oppure inserire manualmente la URL nell’apposita casella. Così facendo, la prossima volta che lancerete il browser, le pagine saranno automaticamente caricate nell’ordine in cui le hai inserite.

2. Blocca le schede sulla barra del browser 

bloccare scheda

Se avete intenzione di utilizzare più siti o servizi in una sola sessione web, con Chrome è possibile marcare una scheda che restringa la finestra fino alla dimensione della favicom, lasciando più spazio per il multy-tasking. Inoltre, impedisce che venga cancellata dallo schermo quando si ha contemporaneamente più finestre attive.
Per attivare questa opzione, fare clic destro sulla scheda che si desidera fissare e selezionare “Blocca scheda”. Per deselezionare l’opzione sarà sufficiente ripetere l’operazione e cliccare su “Sblocca scheda”.

bloccare tabella

3. Trasformare i tuoi siti preferiti in “Dekstop Apps”

dekstop

Con Chrome si può accedere velocemente ai siti preferiti trasformandoli in applicazioni del desktop.
Come prima cosa, aprite la pagina del sito che desiderate “desktop – izzare”e cliccate sull’icona della chiave inglese. Successivamente andate su “Strumenti” e selezionate “Crea scorciatoie applicazione”.
Così facendo si aprirà una finestra che darà la possibilità di creare, a seconda delle preferenze, collegamenti sul desktop o nel menu delle applicazioni.

dekstop apps

4. Aggiungere un pulsante “Home” per la barra degli strumenti

pulsante home

Chrome vanta un design minimalista, ma ci sono molti utenti che hanno solo bisogno di un tasto “Home” per le loro sessioni.
Aggiungere tale pulsante è molto facile, basta cliccare sull’icona della chiave inglese, selezionare “Opzioni” e nelle “Impostazioni base” viene visualizzata una casella di controllo, ”Mostra pulsante Pagina iniziale sulla barra degli strumenti”. Cliccate e non sarete più senza “casa”.

5. Effettuare calcoli nella Omnibox

omnibox calculator

Oltre ad essere una barra URL e un campo di ricerca, Chrome “omnibox” è anche una calcolatrice. Se digitate la query matematica nella omnibox, il risultato apparirà immediatamente.
Al di là delle semplici operazioni, la omnibox funziona anche per le conversioni (metri-piedi; pinte-litri; ecc..).

Rapida ascesa dei mercati pubblicitari

L’agenzia di comunicazione Carat, la più grande agenzia specialista di comunicazione indipendente al mondo, ha pubblicato le previsioni aggiornate per la spesa pubblicitaria globale nel 2010 e nel 2011, esse sono un’ulteriore prova di una crescita dei mercati pubblicitari.
Le prospettive vedono un aumento della spesa globale attestato al 3.9%, un rialzo maggiore di 1.0 punto percentuale rispetto al 2.9% previsto nel marzo 2010; forze trainanti di questo trend positivo sono i mercati pubblicitari degli USA con un progresso maggiore rispetto alle attese), Asia – Pacifica (caratterizzati da una robusta e costante crescita) e America Latina.
La crescita prevista, tuttavia, è debole in quanto reduce dal forte calo di spesa del 2009.

I dati mostrano i principali mercati che continuano il processo di stabilizzazione.
crescita-a-prezzi-correnti

Le aspettative per il 2010:
•    Stati Uniti: + 1.1% nel 2010, con moderata continua crescita nel 2011 del 1,7%
•   Canada: + 3.6%, l’economia è ora in pieno recupero, l’effetto delle Olimpiadi invernali ha contribuito ad alimentare il mercato pubblicitario canadese che per il 2011 prevede un successivo incremento del 4.5%
•    America Latina: + 11.2%, su tutti si apprezza l’importante crescita del Brasile (12.7%)
•    Europa occidentale: + 1.3%, trainata dal Regno Unito (3.5%), Francia (2.9%) e Italia (1.5%). A seguito della riduzione di spesa registrata nel 2009, nel 2010 ci si aspetta una crescita positiva per la maggior parte dei mercati, ad eccezione della Germania, Grecia, Irlanda, Paesi Bassi e Spagna
•    Europa centrale e orientale: + 5%, la crescita è stata prevalentemente guidata dalla Russia (10,8 %)
•    Asia – Pacifica: 8,2%, spinta principalmente dai miglioramenti di Cina (16.8%) e Australia (7.5%)
Previsioni globali per categoria

Tutti i media dovrebbero tornare a crescere, ad eccezione del settore dei quotidiani e delle riviste:
•    Internet: la previsione di spesa è in crescita, + 13.5% e nel 2011 12.3%
•    TV: + 6.3% nel 2010 e 6.2% nel 2011, seguita da radio e cinema
•    Quotidiani: si prevede un calo della pubblicità del 3.2%

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Online
: la pubblicità continua a catturare una quota crescente dei media e si prevede di raggiungere un rialzo dell’ 11.3% nel 2010 e 12.1% nel 2011, diventando il mezzo più popolare dietro TV e quotidiani.

spesa-pubblicitaria-globale

TV: conserva tuttavia la sua posizione come il media più popolare , rappresentando il 44,8% di spesa pubblicitaria. Tale livello dovrebbe aumentare al 45,4% nel 2011.

Jerry Buhlmann, amministratore delegato di Aegis Group plc, ha commentato i dati della ricerca:
“Mentre tutti i principali mercati stanno mostrando segni di stabilizzazione, una crescita maggiore alle attese è prevista negli USA, in Asia – Pacifica e America Latina. L’Europa occidentale procede a rilento, ed è appesantita da Germania e Spagna che restano in negativo.
Nel complesso dalle previsioni si può scorgere un segnale incoraggiante.”

Link esterni o a pagamento? Meglio essere chiari

Questa settimana torna l’appuntamento con l’esperto SEO Matt Cutts, che chiarisce cosa fare affinchè i link esterni non siano considerati come link a pagamento.
Cutts risponde alla seguente domanda: Se un proprietario di un sito web, ha delle relazioni con un altro sito che tratta tematiche differenti e aggiunge un link su questa pagina, tale rapporto sarà molto simile ad un link a pagamento. Visto che i link a pagamento possono avere un effetto negativo sul sito web, quali sono le pratiche corrette da seguire in questo caso?

 


In questo caso, spiega Cutts, per non correre il rischio di incappare in situazioni spiacevoli, è meglio dichiarare apertamente il collegamento. Aggiungere un link da un sito A ad un sito B non è come creare collegamenti su tutto il web. È sufficiente scrivere qualche frase che spieghi perché trovi interessante il sito dicendo che non si tratta di un link a pagamento, ma di un interessante legame editoriale con un sito fresco e con interessanti contenuti, che aiuta gli utenti ad avere nuove informazioni.
Concludendo, se si aggiunge questo tipo di lilnk una sola volta, per offrire un servizio maggiore agli utenti, perché non farlo?

Plus Spender: le aziende che investono

BIA / Kelsey ha effettuato la ricerca annuale per lo studio e il monitoraggio del commercio locale, col fine di analizzare gli investimenti pubblicitari aziendali e spiegare in che misura questi influiscano, sull’uso dei media e le abitudini di spesa.
L’indagine è stata svolta su 152 PMI ( piccole e medie imprese ) statunitensi, che prendono il nome di Plus Spender”, per distinguersi dal resto del mercato PMI.

Questo specifico gruppo di imprese investe almeno 25 mila $ l’anno in pubblicità e promozione, cifra considerevolmente più elevata rispetto a quella della popolazione media di PMI (che passa da 2.000 a 3.000 $ l’anno).

La maggiore spesa è dovuta a due motivi sostanziali:

  • restare al passo con gli altri
  • l’utilizzo, che è più del doppio rispetto a quello delle altre aziende, di molti canali media nel loro marketing mix

Le PMI che investono maggiormente in pubblicità, devono farlo in maniera diversificata: i Plus Spender utilizzano mediamente più di 6.5 canali media diversi nel loro mix promozionale, rispetto ai 3.1 utilizzati da tutte le altre PMI.

Anche se conservano una predilezione per i media tradizionali, utilizzando una vasta gamma di prodotti stampa come coupon, door hangers e volantini, i Plus Spender utilizzano anche robusti media online (il 55% utilizza email marketing).

Inoltre le imprese che investono, lo fanno in aree diverse della pubblicità online:

  • siti web: il 90% dei Plus Spender ha un sito web, rispetto al 6% di tutte le altre PMI
  • online media: Plus Spender investono in media il 26% del loro budget pubblicitario in media online, rispetto al 21.8% per le PMI di altri
  • broadcast media: Plus Spender investono il 16.1% del loro budget pubblicitario in mezzi radiotelevisivi, rispetto al 1.3% per le PMI di altri

Media Buying Decisions  e Fornitori Online

servizi dei fornitori

I Plus Spender sono molto attenti alle scelte d’acquisto, si concentrano prevalentemente sui fornitori che offrono particolari servizi. Le preferenze maggiori ricadono sulla dimostrazione del ROI ( al primo posto col 40% delle preferenze ) e sul monitoraggio dei leads ( 39% ). Riscontrano meno interesse servizi sui movimenti dei concorrenti ( 14% ) e case study ( 15% ).

Le principali performance dei Plus Spender sono orientate all’acquisto di canali media e alla generazione di una considerevole quantità di leads”, ha affermato Steve Marshall, direttore di ricerca BIA / Kelsey. “Questo gruppo di PMI, con i suoi esperti di media digitali, l’utilizzo di più categorie di canali e la sua politica di investimento, rappresenta un punto d’interesse importante per molte società di sviluppo e fornitura di soluzioni pubblicitarie locali”.