Author Archives: Joel

Samsung Galaxy Ace: Slow-motion

Il viral marketing ormai, a dispetto del nome, è qualcosa che troppo spesso è stato usato ed abusato. Fa piacere quindi vedere e potervi proporre un’iniziativa simpatica: si tratta della divertente trovata realizzata dall’agencia The Viral Factory, in collaborazione con il Colectivo de Arte. Questo al fine di pubblicizzare il nuovo smartphone Android di Samsung: il Galaxy Ace.

Buona visione!

 

Gmail: Google annuncia qualche modifica

Google ha annunciato dei cambiamenti per quel che riguarda la visualizzazione degli ad in Gmail che dovrebbero garantire un miglioramento della loro qualità e la riduzione del loro numero medio su ogni pagina personale.

Google non si dilunga dettagliatamente sui metodi che intende impiegare per arrivare a questi risultati. Ci spiega però che intende usare la tecnologia che sta alla base del servizio Priority Inbox, un’opzione recentemente sviluppata su Gmail che permette di evidenziare i messaggi di posta elettronica più importanti e/o urgenti per separarli dalla massa di quelli meno rilevanti. Questo per capire quali ad risultano più interessanti per ogni utente, e agire di conseguenza.

“Ad esempio, se un utente riceve molte mail che riguardano offerte speciali per macchine fotografiche o videocamere,” afferma Google, “una pubblicità di un negozio di fotocamere vicino al suo domicilio potrebbe interessarlo. Viceversa, se ha spesso segnalato mail di questo tipo come spam, è abbastanza palese che questo genere di offerte non è di alcun interesse per lui.”

Le modifiche saranno dapprima attive solo su un ristretto numero di account, ma Google sta progettando di diffonderle ampiamente, magari implementandole. Possedendo un account su cui sono attive le nuove modifiche, sarà possibile decidere (cambiando a piacimento i settaggi sulla pagina Gmail Settings) in che modo Google debba usare le azioni dell’utente per determinare quali ad vengano visualizzati e quali no.

Come sempre, Google tiene a precisare che la procedura in Gmail è totalmente automatizzata, che nessun individuo legge i messaggi dell’utenza e che nessun genere di informazione privata, dal contenuto delle mail fino ai dati personali viene condiviso dalla compagnia con gli advertiser.

Vi proponiamo quindi, per concludere, un breve video (in inglese) in cui vengono spiegate le nuove modifiche:

2015: il futuro degli smartphone sarà davvero così roseo?

La IDC ha recentemente fatto una previsione decisamente eclatante: il mercato degli smartphone è destinato a crescere del 49,2% nel 2011, principalmente grazie a coloro che decideranno di sostituire il loro precedente telefonino con uno di questi nuovi modelli.

Questa previsione va di pari passo con un recente studio, sempre targato IDC, che sottolinea come il numero di download di app per smartphone potrebbe passare dagli attuali 10,9 miliardi a 76,9 miliardi nel 2014.

Se da una parte la previsione di crescita del mercato degli smartphone è qualcosa di ampiamente condivisibile, IDC si spinge addirittura ad ipotizzare le future quote di mercato per quel che riguarda le diverse piattaforme, cosa che lascia decisamente più di qualche dubbio. Secondo la compagnia, Android otterrà il 45,4% del mercato nel 2015, con BlackBerry a quota 13,7% e iOS al 15,3%.

Symbian sarebbe destinato a scendere ancora (0,2%), mentre Windows Phone 7 crescerebbe fino a raggiungere l’impressionante quota di 20,9%, fatto questo che gli garantirebbe la seconda posizione di mercato con un ampio margine. Sebbene questa sia una delle tante possibilità (suggerita per esempio dall’attuale collaborazione tra Microsoft e Nokia), è lecito rimanere scettici: ad esempio perché l’integrazione di WP7 con i modelli Nokia procede a rilento. Ciò potrebbe impedire una crescita così netta del prodotto Microsoft.

E voi, che ne pensate di queste previsioni? Sarà davvero possibile per Windows Phone 7 una crescita così ampia? Fatecelo sapere!

Valutazioni di Google e Social Media nella SEO: due slide esplicative

Torniamo oggi a proporvi qualche slide, questa volta targate randfish, direttamente dalle pagine di SEOmoz.

La prima verte sull’evoluzione dei criteri di valutazioni di Google, da sempre un argomento importante per chiunque voglia fare del buon web marketing, e soprattutto della SEO, uno dei suoi cavalli di battaglia.

La seconda riguarda invece l’importanza dei social media nell’acquisizione di traffico web e nel lavoro di SEO, un fattore che non sarà mai ricordato e menzionato abbastanza. Si parte analizzando la crescita dell’utenza di Facebook nel corso degli anni, senza trascurare poi Twitter e altre piattaforme come Quora, e si arriva ben presto a come i social media influenzino direttamente ed indirettamente vari aspetti del web marketing.

Ancora una volta quindi non ci resta che augurarvi: “Buona visione!”

Mondo smartphone: utenti poco attenti alla sicurezza

Un nuovo sondaggio mostra come i clienti statunitensi (e quindi, di rimando, l’utenza in generale) siano sorprendentemente disattenti al problema della sicurezza del proprio telefono cellulare.

La maggior parte dell’utenza non si fa problemi a compiere acquisti via telefonino, e la gran parte degli utenti usa lo stesso smartphone anche per uso personale e per gli affari, due aspetti della nostra vita che risultano molto esposti a rischi, specialmente online. Come se questo non bastasse poi, ben pochi si preoccupano di usare password che possano bloccare l’accesso al proprio smartphone, oppure usano la stessa password in ogni circostanza, dal pc fino al telefonino, passando per il laptop.

Il sondaggio in questione è targato AVG (nome piuttosto conosciuto in ambito di sicurezza sul web) e The Ponemon Institute.

Uno dei punti fondamentali è senza dubbio l’uso incrociato dello stesso apparecchio per affari e uso personale. Più o meno l’84% dell’utenza ammette di usare lo stesso telefonino per uso lavorativo e per uso personale. In questi casi, se mai lo smartphone dovesse venir perso o compromesso, i rischi sarebbero doppi, in quanto malintenzionati potrebbero avere accesso ai due tipi di informazioni.

In materia di dati che potrebbero provocare ulteriore danno in caso di perdita, il 66% degli intervistati afferma di avere nel proprio telefonino dati personali (come indirizzo e-mail, nome, lista di contatti, foto, video, anniversario e date personali ecc.). Come se questo non bastasse, il 23% conserva sul telefonino anche le password!

E per quel che riguarda la cautela nel confronti dei cosiddetti “mobile virus” non andiamo meglio. Un esempio? L’utenza si mostra più preoccupata dei mobile ad che dei virus. Se infatti il 67% dell’utenza afferma di essere crucciata dal ricevere dei mobile ad, solo il 44% di preoccupa della possibilità di un attacco al proprio telefonino mediante virus.

Secondo il sondaggio, 2 utenti su 3 hanno effettuato almeno un acquisto via telefonino, quasi 2 su 5 usano il proprio apparecchio per effettuare pagamenti, e 3 su 20 utilizzano servizi di mobile banking. Il 12% dell’utenza è stata oggetto di tentativi di frode, eppure solo il 6% controlla mensilmente ed in maniera accurata la propria bolletta. Se aggiungiamo poi che solo l’8% controlla la propria situazione telefonica quando la bolletta è insolitamente alta, otteniamo un quadro ancor più chiaro della situazione.

A dispetto di tutti questi rischi, meno della metà degli intervistati afferma di usare blocchi di sicurezza o password per proteggere il proprio apparecchio, e solo il 29% ha pensato di usare un’app antivirus.

Risultati che appaiono sconfortanti (o promettenti, se tra le attività di chi legge trova spazio l’hackeraggio o il fishing). E voi, siete attenti alla sicurezza del vostro smartphone?

Mozilla 4: boom per Firefox

Mozilla 4 ha fatto il suo ingresso nel mondo del web solo martedì, partendo subito col botto. Alcuni rapporti della prima ora indicavano che la nuova versione del browser fosse stata scaricata più di 5 milioni di volte nelle prime 24 ore dal lancio.

A quanto pare quei rapporti erano sbagliati. Secondo le ultime statistiche infatti, Firefox 4 sarebbe stato scaricato qualcosa come 7,1 milioni di volte solo il primo giorno. E, cosa ancor più straordinaria, nelle prime 48 ore gli utenti ad aver scaricato il browser sarebbero stati 15.850.000!

In un post sul Mozilla blog, lo staff ha proposto un infographic che descrive nel dettaglio le prime 48 ore di vita (e record!) del nuovo prodotto Firefox. Al picco massimo, la quantità di download al minuto si attestava intorno alle 10.200 unità, ovvero una media di 91,7 al secondo. Decisamente di che ridicolizzare la media di 27 download al secondo di Internet Explorer 9.

Se questo non vi dovesse bastare, vi proponiamo quest’altro grafico informativo, targato Pingdom. Questo infographic verte sui progressi di Mozilla negli anni, sulle quote di mercato raggiunte dal browser e su qualche curiosità sugli utenti di Firefox.

Sebbene il browser non abbia fatto che crescere in questi anni, fin dall’uscita della versione 1.0 nel 2004, molte persone hanno manifestato indifferenza nei confronti della nuova versione. La battaglia dei browser è sempre in atto, ma la maggior parte dell’utenza è concorde nell’affermare che la vera sfida sarà il mercato degli smartphone e dei tablet.

Il numero impressionante di persone che hanno scaricato Firefox 4 ci indica però come quello dei pc sia ancora un mercato di grande interesse per il web e tutto ciò che ci gravita attorno.

E voi, che browser usate?

AIDES – Video per la prevenzione dell’HIV

Partiamo da una premessa: che cos’è l’AIDES? Si tratta di un’associazione francese fondata nel 1984 che si propone di combattere la piaga dell’HIV, e di battersi per i diritti delle persone affette da questo virus (il nome stesso dell’associazione nasce dal gioco di parole tra “AIDES”, ovvero “AIUTI” in francese, e AIDS).

È ancora una volta per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema delle malattie sessualmente trasmissibili che l’organizzazione si è avvalsa dell’aiuto dell’agenzia statunitense Goodby Silverstein & Partners per creare questo video.

Una trovata di viral marketing ben fatta è sempre d’impatto, e in questo caso anche la forte attualità del tema tocca lo spettatore, aumentando l’effetto ironico del video.

Arriva “Think Quarterly”, la nuova voce di Google

Google ha finalmente pubblicato il suo proprio magazine elettronico, un trimestrale il cui scopo è creare “un’oasi di calma in un mondo frenetico”.

La prima pubblicazione di Think Quarterly, con sede nel Regno Unito, si sofferma, con doviziosa cura di particolari, sul tema  delle informazioni e dei dati e su come questi influiscano sul mondo del business.

La definizione che di primo acchito molti si sentiranno di dare di questo periodico è una: un’eccellente rivista, sia sotto il profilo dei contenuti che per quel che concerne l’aspetto visuale.
Si tratta in effetti di un’app in Flash molto curata, con articoli specifici ed approfonditi, un prodotto molto allettante per gli adepti del web. Obiettivo centrato per l’agenzia creativa The Church of London, curatrice della rivista.

Tra gli articoli troviamo pezzi su una gran varietà di argomenti,
provenienti da un gran numero di collaboratori esterni, ma non è tutto: il pezzo forte sono probabilmente le interviste ai pezzi grossi di Google e del business più in generale (per esempio l’amministratore delegato di Vodafone UK Guy Laurence).

“Qui a Google, pensiamo spesso che sia la velocità il fattore fondamentale per spiccare;
quel fattore fondamentale che separa i primi della classe dal resto della massa”, afferma Matt Brittin, amministratore delegato di Google per il Regno Unito e l’Irlanda, nell’introduzione di Think Quarterly. “Sappiamo che minore sarà il tempo necessario  per ottenere e proporre risultati, maggiore sarà l’utilità del nostro servizio per le persone.”

“Ma in un mondo di cambiamenti così repentini, abbiamo tutti bisogno di un momento per riflettere. Think Quarterly è un’oasi di calma in un mondo frenetico. È un posto perfetto per estraniarsi dal tempo che scorre, e riflettere serenamente su cosa succede e perché è importante per noi.”

Non è chiaro se il nuovo magazine online sia l’ennesimo segno della precisa volontà di Google di fare la propria entrata in altri mass-media  o se sia solo un progetto “secondario” per alimentare il dialogo e l’informazione sulla compagnia. Google stesso non definisce il proprio progetto né come magazine né come pubblicazione. La compagnia lo chiama semplicemente “book” sul proprio sito web e “uno strumento unico di comunicazione” su Twitter.

Indipendentemente da come lo si voglia chiamare, il periodico merita sicuramente attenzione. Lo leggerete?