Author Archives: Federico Nanut

Nuove frontiere del packaging

Avevamo già visto la Pepsi alle prese con l’Augmented Reality(AR) a Londra, facendo divertire con mostri, tigri e alieni.

Dal momento che l’iniziativa ha avuto un buon riscontro mediatico, il brand della bibita analcolica ha deciso di continuare l’esperienza di AR, creando un packaging intelligente che si è unito alla campagna pubblicitariaNow Is What You Make It”, già lanciata in occasione del Countdown per l’inizio della FIFA World Cup.

Di suo il packaging non ha nulla di “smart”, ma è grazie allo scaricamento di un app gratuita creata in collaborazione con Blippar che si sbloccano contenuti esclusivi quali i dietro le quinte e un gioco di calcio interattivo: scelta decisiva per conferire valore aggiunto al marketing del prodotto.

Diciamo che il colpo di genio sta nell’aver coniugato calcio e realtà aumentata: fino ad ora infatti l’AR non aveva mai raggiunto un pubblico così vasto. Che questo possa essere il canale giusto per lanciarla definitivamente tra gli strumenti di marketing più utilizzati?

Anima concettuale dell’agenzia, Federico rappresenta una fonte inesauribile di contenuti e spunti di riflessione, per raccontare al meglio la storia di ogni azienda.

Essere poliziotti è più difficile di quello che pensi

Cosa faresti se fossi un poliziotto in una situazione pericolosa?

È ciò che chiede agli utenti la nuova campagna pubblicitaria #itswhatwedo creata dalla Scottish Police Federation in collaborazione con Tinker Taylor TV, Brain Candy Films e Simon Ellis Films.

I tre cortometraggi che sono stati creati descrivono la cruda realtà che devono fronteggiare i poliziotti scozzesi, presentando in maniera realmente impattante tre eventi critici nei quali gli spettatori hanno la possibilità di immedesimarsi.

Il risultato di tanta violenza e di situazioni limite è che lo spettatore da subito si sente a disagio, aspettandosi il peggio da una situazione che inizialmente sembra di normale routine: persone ubriache, incidenti d’auto e maniaci con il coltello sono i tre eventi prescelti per i video.

Le parti finali non portano a una vera e propria conclusione, ma al contrario lasciano che l’immaginazione dello spettatore e gli elementi forniti durante la visione degli spot completino la scena lasciata in sospeso fino al colpo finale in cui compaiono i dettagli personali di Maggie, Robert e Andrew.

Ciò che viene rappresentato sembra un incubo, ma purtroppo è reale e queste persone devono farci i conti tutti i giorni.

Quello che viene sottolineato è che i poliziotti devono compiere scelte a cui i cittadini normali non sono sottoposti solitamente. Nel sito c’è una breve introduzione ai video in cui la parte finale recita così: “We are honest enough to say that we don’t always get it right for we are human like everyone else. We have mothers and fathers, sons and daughters, we have families who love us and who we love back. We may be fallible but we are there. We keep our communities safe.”

E tu? Cosa faresti?

Per vedere gli altri video vai sul sito http://www.itswhatwedo.org.uk/

 

 

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Pesci d’Aprile a Vienna

Durante l’April’s Fools Day diversi brand hanno pensato di divertire i propri clienti creando una serie di falsi annunci pubblicitari parecchio riusciti. Forse il migliore, da premiare per originalità e fantasia, è quello realizzato da McDonald’s in collaborazione con DDB.

La famosa catena di ristoranti fast food non ha smentito il suo spirito ironico nemmeno il primo d’Aprile. Ha infatti approfittato dell’occasione per prendere un po’ in giro alcuni clienti viennesi di un Drive In.

Gli scherzi sono stati diversi e i malcapitati che volevano solo portarsi a casa la cena, sono stati accolti al Drive In una volta da una coppia di ragazzi immersi in un bacio appassionato, un’altra volta da un astronauta, poi da un cantante rap e così via.

Grazie alle reazioni divertenti dei clienti, il risultato di questa candid camera è stato assolutamente esilarante!

Lo sketch horror forse ha rischiato di colpire i cuori più deboli… ma cosa importa? È un pesce d’Aprile!

 

 

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Rompi la routine con Pepsi

Che monotonia il vecchio pendolarismo Londinese!

Per fortuna Pepsi Max ha saputo creare un’atmosfera “Unbelievable” e aggiungere un po’ di pepe alla fermata degli autobus in New Oxford Street.

Rapimenti alieni, tigri feroci, tentacoli giganti e molto altro ancora sono stati lo spettacolo offerto ad alcuni londoners grazie ad un installazione  tecnologica che ha permesso all’augmented reality di trasformare il mondo circostante in un film fantascientifico.

Per questo la campagna e l’hashtag creati da AMV BBDO si chiamano “Unbelievable” e #LiveForNow  (vivi, per ora).

La maggioranza dei video virali che troviamo in rete saltuariamente riescono a rimanere on topic con il brand e con la campagna di marketing realizzata per l’occasione. Spesso sono parodie o magari creazioni di cattivo gusto: raramente riusciamo ad imbatterci in qualcosa di realmente impattante che possiamo definire efficace e ben riuscito. Questo ci sembra proprio uno di questi rari casi.

Speriamo di avere la possibilità di sperimentarlo anche ad una fermata del bus di una delle nostre città.

Vi piacerebbe?

 

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Un concerto di…gole!

È passato poco più di un mese da quando Ricola ha deciso di abbandonare la decennale campagna del “Chi le ha inventate?” per passare alla “#Chruterchraft” .

Nonostante questi cambiamenti attinenti alle strategie di marketing, qualcosa non è cambiato: l’umorismo Svizzero di Ricola, che è riuscita a trasformare suoni fastidiosi come i colpi di tosse in una curiosa composizione musicale.

Ricola è sempre stata in qualche modo vicina alla musica e ai cantanti, fornendo un servizio di protezione della gola a molte celebrità, ma mai nessuno si sarebbe aspettato che potesse cimentarsi in un esercizio di composizione musicale.

Ciò che si può dire è che questa pubblicità è decisamente diversa, (ma ancora non eccezionale) rispetto alle pubblicità prodotte finora dall’azienda di caramelle balsamiche.

Chrüterchraft è una parola svizzera che significa erbe, efficacia e gustospiega Felix Richterich, CEO e Presidente del Consiglio d’Amministrazione dell’azienda di caramelle balsamiche – in una sola parola sono dunque contenuti tutti i valori di Ricola: la magica miscela di erbe e le origini svizzere, l’effetto balsamico e il buon sapore dei nostri prodotti

Speriamo che la magica miscela di erbe sia anche un balsamo per i creativi e per nuove pubblicità ironiche e divertenti!

“Ricolaaaaaaa”

 

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The World is yours

Mancano esattamente 98 giorni alla cerimonia d’apertura della FIFA World Cup, che si svolgerà al San Paolo Stadium il 17 Giugno a mezzogiorno.

Proprio per questo, due giorni fa, con l’hashtag #100daystogo è iniziata ufficialmente la Mundial Fever.

Come ogni quattro anni, l’attesa spasmodica del più grande evento calcistico dell’anno è fomentata dagli official partner della FIFA, che hanno già lanciato i primi spot virali in rete:

Anche la mascotte, Fuleco, nome derivato dalla fusione di futebol, (calcio in portoghese) ed ecologia , rinforza la campagna mediatica messa in atto dagli sponsor e distrae dai problemi reali che affliggono la preparazione do Mundial, come gli stadi ancora in cantiere che continuano a subire ritardi nella costruzione.

We are working in conditions where the cement is not even dry – ha detto il Segretario Generale della FIFA, Jerome Valcke che ha poi continuato – We still have to install all the IT(Information Tecnology) solutions for the media. Without IT and without the telecommunications in place in the stadium you will say we are the worst organizers and it was the worst event.”

Nonostante gli spot virali dei partner stiano generando la febbre del Mondiale, il successo di tutto l’evento dipende dal completamento degli stadi. Riuscirà la FIFA a non deludere le aspettative che sta creando?

Ai lettori l’ardua sentenza. 

 

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Playlist e ricerche, le novità di YouTube

Se la scorsa settimana potesse essere rappresentata come uno scontro tra Titani, Facebook sarebbe sicuramente risultato vincitore rispetto all’eterno rivale Google. Ci stiamo naturalmente riferendo al recente acquisto miliardario di Whatsapp.

Ma il colosso di Mountain View non è stato con le mani in mano mentre il mondo intero era concentrato sul social di Zuckerberg. E cos’ha combinato? Ha rinnovato YouTube.

Starting today you’ll see some changes to make it easier to find what you want to watch on YouTube and collect playlists to watch again and again.” Sono le parole di Yining Zhao, Web Developer di YouTube, apparse sul comunicato stampa pubblicato sul blog ufficiale del Social Network lo scorso 20 Febbraio.

Cosi come molti altri social anche il re del video sharing ha deciso di cambiare pelle: ha realizzato un design con poche distrazioni che rispecchia l’interfaccia dell’app, più semplice e intuitiva.

La grafica è studiata per essere fruibile da schermi di qualsiasi dimensione e per puntare soprattutto sull’ esperienza d’uso. Ritorna l’allineamento centrato, come nell’app, mentre viene rinnovata l’interfaccia a schede che permette di trovare i video più facilmente e di raggrupparli in playlist.

Voi che ne pensate?

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La domanda da 19 miliardi di dollari

La recente notizia dell’acquisto di Whatsapp da parte di Facebook per l’astronomica cifra di 19 miliardi di dollari ha sconvolto l’intero mondo tech, portando tutti gli esperti del settore e i curiosi a chiedersi perché il social network californiano abbia deciso di comprare un’app di Instant Messaging.

Quando due giorni fa è arrivato il comunicato, molti si sono soffermati sul carissimo prezzo che Zuckerberg ha dovuto pagare per l’acquisto, arrivando perfino a dubitare che il servizio della Sequoia Capital valesse davvero la cifra pagata. Sospetto legittimo, dal momento che attualmente non figura tra le big companies.

Facebook ha poi giustificato l’acquisto assicurando che l’app sta avendo una crescita per velocità e numero di utenti raggiunti finora perfino superiore a quella del Social di Menlo Park (detentore dei vecchi record): 450 milioni di utenti attivi dei quali il 72% è attivo ogni giorno e 27 miliardi di messaggi al giorno.

Ma la domanda che vale simbolicamente 19 miliardi di dollari è relativa al perché Facebook è andato a spendere il PIL di Giamaica, Monaco, Bermuda e Fiji per un servizio di Instant Messaging?

Le ipotesi sono tante, cercheremo di fornirvi le più plausibili qui sotto:

• Zuckerberg cerca di puntare ancora sulla telefonia mobile, che continua a essere un mercato in rapida crescita soprattutto in aree quali Africa, India e Sud-Est Asiatico.

Whatsapp ha una maggiore penetrazione in mercati internazionali a cui Facebook non riesce ad accedere, attrae gli adolescenti che non sono più sedotti dai Social Network (ormai adatti a un’utenza più matura) ed entra nel mercato dei consumatori che preferiscono la condivisione in piccoli gruppi o 1 a 1.

Implementazione del progetto Internet.org, la cui missione è quella di fornire a tutti l’accesso al Web per superare il Digital Divide.

• Infine, “Se non puoi sconfiggere un competitor, allora acquistalo”: viste le ultime trimestrali in calo, la società di Zuckerberg vede l’instant messaging come una via d’uscita all’emorragia di utenti del social network.

Ciò che però dovrebbe preoccupare di più sono le intenzioni future di Facebook. “For the next several years we will focus on growing and connecting everyone in the world” ha dichiarato Zuckerberg, aggiungendo anche “Once we get to a service with 1 billion, 2, maybe 3 billion users one day … then we can think about ways to monetize.

In che modo riuscirà a monetizzare l’acquisto di Whatsapp?

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