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Il 15 settembre arriva Diaspora, l’anti-Facebook

Arriva dagli Stati Uniti, manco a dirlo, il primo vero antagonista di Facebook dal giorno della sua creazione. Diaspora – il nome è eloquente – è un social network che si propone come alternativa “open source” al sito di contatti sociali più famoso al mondo.

Il conto alla rovescia può iniziare: la piattaforma sarà svelata ufficialmente dai suoi fondatori (quattro studenti americani) il 15 settembre.

In cosa si diversificherà Diaspora dal sito di Mark Zuckerberg? Nella gestione dei dati personali, naturalmente. Che, almeno nell’intento dei “padri”, sarà a totale discrezione degli utenti. Che cosa dobbiamo aspettarci? “Un social network trasparente, facile ed intuitivo”.

Siete curiosi?

Quando il logo vince

logo_google

Questo non è semplicemente un post da relegare nella categoria delle curiosità. Si tratta, piuttosto, di una dimostrazione del fatto che nel web anche l’apparenza conta. Eccome!

Non è la prima volta che tocchiamo temi contigui alla grafica dei siti e al look delle pagine web. Il primo passo, nella fattispecie, è dotarsi di un logo vincente. Che sia perfettamente visibile e che possibilmente rimanga impresso nella mente di chi lo vede.

Ci allacciamo a questo per commentare l’ultimo studio commissionato da MyVoucherCodes.co.uk per scoprire quale, nel reame del web, è il logo più visto e più influente. Il vincitore, come in molti altri campi, ha un nome solo: Google. Il 34% dei 1.654 rispondenti, infatti, afferma che è il motore di ricerca a detenere il primato del logo più visto. Un successo probabilmente annunciato e nemmeno scalfito dalla concorrenza di Microsoft (15%) e Facebook (11%). Ecco la classifica:

1. Google – 34%
2. Microsoft – 15%
3. Facebook – 11%
4. Apple – 9%
5. Coca Cola – 8%
6. BBC – 7%
7. Sony -5%
8. Sky – 4%
9. Twitter – 3%
10. Blackberry -2%

Altri dati degni di nota: il 53% degli intervistati ha ammesso di utilizzare Google come correttore ortografico e poco meno del 25% ha la barra di ricerca Google installata nel proprio browser. Il 52% delle persone effettua una ricerca su Google tra le 10 e le 20 volte al giorno.

Ma la nostra domanda è: Twitter che cosa ci fa in fondo alla classifica?

FOX Crime, guerrilla subacquea

Ammirate il primo esempio di guerrilla marketing in fondo al mare. Si tratta della macabra installazione effettuata per promuovere il lancio del canale FOX Crime.

Il behavioural targeting piace solo ai pubblicitari

La comunità degli advertisers ama alla follia l’idea di indirizzare gli annunci pubblicitari a persone specifiche, individuate come potenziali fruitrici di quello specifico prodotto.

Un esempio: io promuovo i navigatori satellitari e so che tu ne hai bisogno? Invio immediatamente i miei ads alla tua casella di posta, senza passare necessariamente per migliaia di potenziali clienti che in realtà non sono interessati. Nulla di più semplice ed efficace per un operatore di marketing.

Il grafico sottostante, tratto dall’ultimo report di eMarketer, mostra quanto il cosiddetto behavioural targeting piaccia agli addetti ai lavori.

Publishers-BT-View

Come volevasi dimostrare. Ma il punto è: alla gente piace? La risposta è no.

A quanto pare, l’idea che le compagnie collezionino dati personali per dedurre le preferenze dei singoli consumatori preoccupa. Come si può vedere qui sotto, circa 3/4 degli intervistati ha delle perplessità sul behavioural targeting.

Targets-of-BT-Thoughts

Bisognerebbe forse rendere il rapporto impresa-cliente più limpido e meno conflittuale perché i consumatori permettano ai marketer di entrare nella propria testa e nel proprio portafoglio. Quale potrebbe essere il compromesso ideale?

Google, la ricerca è as-you-tipe

Google sta testando la ricerca as-you-tipe. Si tratta di un’ulteriore evoluzione della real time search e prevede che i risultati della ricerca cambino mentre l’utente digita le lettere nel campo apposito. Potete vedere la dinamica dell’azione nel video che postiamo qui sotto.

L’esperimento, scoperto dall’esperto SEO Rob Ousbey, non ha mancato di suscitare qualche perplessità. Appare legittimo, effettivamente, chiedersi quali possano essere i benefici di questa modifica. Secondo TechCrunch la ricerca istantanea sortirà degli effetti sul keyword-based advertising. Dato che l’intero contesto di una parola può cambiare sulla base di alcune lettere, quando i termini della ricerca cambiano velocemente i risultati potrebbero rivelarsi interessanti.

Al momento, tuttavia, si tratta soltanto di supposizioni. Che verranno confermate, o smentite, col tempo.

Progresso social, come tenere il passo?

Staying-Current-On-Social-Media

Quanto è difficile e dispendioso stare al passo col progresso dei social media? Per il 56% degli individui interpellati da eMarketer è “una sfida”. Per il 35%, invece, non lo è. Una risposta, quest’ultima, che desta qualche perplessità. Probabilmente è il responso che si sente di dare chi sottovaluta le potenzialità e le complessità dei mezzi di comunicazione sociali.

Ma quali sono i settori nei quali investire per crescere assieme ai social media e non rimanere indietro? Eccole qui:

How-To-Stay-On-Top-of-Social-Media-Trends

Molte compagnie, per abbattere i costi, si affidano tuttora a dipendenti interni per sviluppare le proprie strategie di social media marketing. Questo gioco, però, può funzionare soltanto a patto che questi attori siano costantemente aggiornati sulle novità del panorama sociale. Altrimenti non si cresce.

Alla luce di questi dati, come valutate la posizione della vostra azienda? E il mondo dei social media in Italia?

Chatroulette e l’esorcismo

Chatroulette è ancora viva. A testimonianza di ciò, ecco la singolare iniziativa ideata per promuovere il mockumentary The Last Exorcism.

Google, più assistenza ai webmaster

Il Forum di Assistenza Webmaster di Google si arricchisce di una nuova opzione, non un semplice dettaglio bensì un’aggiunta importante. Che attribuisce ulteriore “appeal” alla funzionalità. Di cosa si tratta? Ce lo spiega proprio il blog italiano del motore di ricerca.

“Il Forum di Assistenza ai Webmaster è ora ampliato da un Sito di Assistenza, dove troverete una raccolta dei nostri ultimi interventi sul blog di Google Italia, una selezione di discussioni interessanti tratte dal Forum di Assistenza e alcuni approfondimenti tecnici su temi utili per i webmaster”.

Il primo di questi è dedicato ad una serie di 4 articoli sulla rimozione di URL.  Ogni intervento tratta un caso di rimozione specifico, in modo che tutti gli scenari possibili siano contemplati e adeguatamente sviscerati.

Cosa ne pensate  di questo passo di Google in direzione dei webmaster?