Author Archives: Andrea Marson

Trasformare l’attesa in qualcosa di divertente

A nessuno piace aspettare“, soprattutto quando si tratta di un semaforo rosso. Se però i pedoni fossero intrattenuti da un semaforo danzante, l’attesa sarebbe meno scocciante e quindi si eviterebbe di attraversare l’incrocio in modo azzardato.

Questa è l’idea che sta alla base del “Dancing Traffic Light“, il semaforo ballerino che è stato installato per la prima volta in un incrocio a Lisbona, in Portogallo.

Il famoso omino del semaforo riproduce i movimenti di alcuni ballerini improvvisati: i passanti vengono invitati ad entrare in una cabina e, dopo aver scelto il sound preferito, all’accensione della luce rossa i passi di danza si trasformano in movimenti visibili sul display del semaforo.

È così che l’omino del semaforo improvvisamente prende vita, ed è difficile rimanere fermi: i passanti, stupiti, iniziano a muoversi imitando la luce rossa e l’attesa diventa divertimento.

Smart, promotore di questa campagna diventata virale, afferma: “Siamo convinti che le idee intelligenti possono trasformare la città in un posto migliore. Come un semaforo con l’omino danzante, che rende le persone in attesa più attente alla luce rossa del semaforo.”

A esperimento concluso si è notato che effettivamente l’81% in più delle persone si è fermato allo stop imposto piuttosto che sfidare la sorte attraversando: lo scopo è stato raggiunto.

Andrea Marson
Ha studiato Economia, Commercio Internazionale e Mercati Finanziari presso l’Università degli studi di Trieste.
Appassionato di marketing e comunicazione, segue con curiosità le ultime novità economiche.

Dear Kate: donne in carriera come modelle di intimo

Per la pubblicità della sua nuova collezione, la casa di lingerie Dear Kate ha deciso di far posare in intimo delle donne di spicco nel mondo della tecnologia, per rappresentare una donna capace di mediare tra femminilità, tecnologia e carriera professionale.

La nuova campagna, chiamata Ada Collection, prende il nome da Ada Lovelace, prima matematica inglese e madre degli algoritmi alla base del computer.

Julie Sygiel, fondatrice di Dear Kate, ha detto di aver intenzionalmente collocato le modelle sul posto di lavoro, con l’intenzione di rappresentare la donna moderna: questa scelta ha l’intento di modificare il ruolo della pubblicità, dando rilievo alle donne anche per la loro intelligenza oltre che per il loro aspetto esteriore.

“Ritengo siano abusate le foto che ritraggono donne semplicemente in piedi, con sguardi sexy. Non trapela mai il ruolo di potere e di controllo” – spiega Julie Sygiel al Time statunitense – “Nelle nostre foto è importante mostrare donne attive e ambiziose. Non sono solo in piedi ad aspettare che le cose succedano.

Non sono ovviamente mancate le critiche, definendo la campagna come offensiva nei confronti delle donne. La co-fondatrice Adda Birnir, che si è anche prestata a posare per il servizio fotografico, ha risposto ai commenti negativi affermando che “tutte le donne hanno corpi e indossano biancheria intima; è riduttivo relegare tutto agli universi della mondanità. Non siamo né le donne che posano in biancheria intima, né le donne che hanno a che fare col codice o le donne solo attraenti. Siamo donne che vivono la propria sessualità così come il proprio ruolo professionale. Siamo tutte le cose in una volta, ed è una questione complessa quella di non riuscire a trovare in una sola formula la traduzione di tutto ciò che siamo“.

Andrea Marson
Ha studiato Economia, Commercio Internazionale e Mercati Finanziari presso l’Università degli studi di Trieste.
Appassionato di marketing e comunicazione, segue con curiosità le ultime novità economiche.

E tu per chi vivi?

CP+B ha lanciato una nuova campagna pubblicitaria per MetLife (Metropolitan Life Insurance Company), la compagnia di assicurazioni leader del settore in U.S.A., America Latina e Giappone.

Settembre è il mese di sensibilizzazione e consapevolezza sull’assicurazione sulla vita (LIAM) che ha come obiettivo quello di ricordare ai cittadini americani di assicurarsi con la migliore copertura assicurativa e, se sprovvisti, di includerla nel loro piano finanziario.

In America, infatti, quasi 9,5 milioni di abitanti non hanno copertura assicurativa e il numero delle polizze assicurative è sceso del 45%.

La campagna #WhoILiveFor per MetLife non ha come unico proposito quello di celebrare questa “ricorrenza” ma piuttosto mira a guardare alle polizze assicurative sulla vita in modo diverso. È sbagliato vederle come un premio per la morte quando si tratta invece di un gesto da compiere per quelle persone nella tua vita per cui vivi ogni giorno.

“Per chi vivi?” ha chiesto MetLife ad alcuni passanti per le strade, raccogliendo piccole storie personali da ciascuno di loro. I video sono stati pubblicati sui social networks invitando la rete a guardarli e raccontare poi la propria storia.

La vita acquista significato se vissuta per la famiglia, figli, nonni, genitori e sposi o perché no, anche per il piccolo bulldog Huey. E tu, per chi vivi ogni giorno?

Andrea Marson
Ha studiato Economia, Commercio Internazionale e Mercati Finanziari presso l’Università degli studi di Trieste.
Appassionato di marketing e comunicazione, segue con curiosità le ultime novità economiche.

A Camogli il primo Festival della Comunicazione

Manca poco alla prima edizione del Festival della Comunicazione, in programma a Camogli dal 12 al 14 settembre 2014. Tre giornate ricche di attività, quasi 70 eventi tra incontri, spettacoli, workshop, conferenze, il tutto con la presenza di ospiti illustri.


L’evento, ideato da Rosangela Bonsignorio e Danco Singer e promosso dal Comune di Camogli, Regione Liguria e Encyclomedia Publishers, toccherà prevalentemente temi riguardanti le nuove modalità di trasmissione dei messaggi aziendali, tecnologici e privati e come le modalità di relazione sono cambiate e continueranno ad evolversi nei prossimi anni.

Saranno 60 le personalità che nel corso delle giornate prenderanno la parola. Giornalisti, blogger, scrittori, filosofi, economisti ed esperti di comunicazione tratteranno tre aree tematiche: “Comunicazione come linguaggio, segno, racconto, messaggio”, “Comunicazione come informazione, network, social media” e “Comunicazione come condivisione di saperi, risorse, sogni, cultura”.

Tra gli interventi più attesi segnaliamo quelli di Umberto Eco “Comunicazione: soft e hard”, “Una prospettiva in comune: comunicare è disegnare la nuova immagine del Paese” di Luca de Biase e Annamaria Testa, “Forme di monetizzazione di un sito editoriale in Italia” di Salvatore Aranzulla, ma anche le lezioni di Carlo Freccero, Gad Lerner e Federico Rampini.

L’ingresso agli incontri sarà gratuito (fino ad esaurimento posti) grazie ai numerosi sponsor dell’evento, tra i quali i principali Tim, Intesa San Paolo ed Expo Milano 2015. Parteciperanno, inoltre, come Media Partner anche Rai, La Repubblica, Wired e Facebook.

Andrea Marson
Ha studiato Economia, Commercio Internazionale e Mercati Finanziari presso l’Università degli studi di Trieste.
Appassionato di marketing e comunicazione, segue con curiosità le ultime novità economiche.

Eye tracking, su cosa si posa il nostro sguardo?

A monte di ogni geniale pubblicità c’è sempre un grande lavoro di pianificazione strategica che spesso si tende a scordare. Si tratta di gestire molte variabili, prendere decisioni e scommettere su un’idea. I consumatori ovviamente sono l’aspetto più delicato ed è essenziale conoscere i loro pensieri, le mode del momento e quello che può attirare la loro attenzione.

La tecnologia sempre più evoluta continua a dare una mano in questo senso. Cosa guardano le persone in una pubblicità? La tecnologia dell’ eye tracking permette in tempo reale di scoprire su cosa si sofferma l’occhio critico del consumatore e cosa invece non è in grado di catturare il suo sguardo. Si eliminano così le variabili sociali e personali ed è possibile raggiungere quelle informazioni altrimenti irraggiungibili tramite i metodi di ricerca convenzionali.

Le informazioni così raccolte vanno ad integrare le statistiche sulle visualizzazioni e i click, in studi sui siti di e-commerce,  banner advertising, campagne via email, newletters e in-game advertising.  Per esempio sui siti web, nella pagina visualizzata l’attenzione tende a concentrarsi sulla lettura del testo centrale mentre i banner e i box pubblicitari passano in secondo piano sfuggendo quasi del tutto. Al contrario, per quanto riguarda i giornali online, è più facile che siano le immagini o i box di testo laterali a catturare per primi lo sguardo del visualizzatore.

I dati raccolti dall’ eye tracking sono utili anche per la pubblicità su carta stampata così come in quella in TV suggerendo in che modo questa possa essere più d’impatto. Ad esempio, in una partita di calcio i tifosi sono in grado di focalizzare l’attenzione sulle pubblicità o sono completamente rapiti dal gioco? E in che posizioni del campo è più facile che vengano inquadrate dalle riprese e notate dagli osservatori?

Andrea Marson
Ha studiato Economia, Commercio Internazionale e Mercati Finanziari presso l’Università degli studi di Trieste.
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Enigmatico flash mob per Sky

The Leftovers, “Svaniti nel nulla”, è una serie tv prodotta da HBO e creata da Damon Lindelof, co-ideatore della celeberrima serie “Lost” assieme al famoso J.J. Abrams. La serie, adattamento del romanzo omonimo di Tom Perrotta del 2011, tratta una situazione apocalittica durante la quale il 2% della popolazione scompare nel nulla.

In particolare, il serial racconta le vicissitudini degli abitanti della comunità di Mapleton, dove più di cento abitanti sono scomparsi misteriosamente. In Italia la serie è disponibile in questi giorni in lingua originale e solo dal 17 luglio sarà trasmessa in lingua doppiata su Sky Atlantic, il primo canale Sky interamente dedicato alle serie e i film per la tv.

Sky Atlantic ha voluto pubblicizzare questa sua nuova proposta con un particolare flash mob a Torino. In via Lagrange, infatti, sono comparsi 8 uomini e altrettante donne, completamente vestiti di bianco e con lo sguardo fisso nel vuoto. Inizialmente immobili, si sono poi disposti in fila indiana e solo dopo un segnale acustico hanno iniziato a comunicare grazie all’aiuto di cartelli con le frasi “ASPETTA E VEDRAI”, “SIAMO ANCORA QUI” e “SENZA PAROLE” imitando i “Colpevoli Sopravvissuti” nella serie. Questa setta nei vari episodi comunica in questo modo ritenendo ormai inutile che le persone sprechino il loro fiato.

Oltre ad attirare la folla con lo strano flash mob, nella via molte persone hanno potuto fermarsi al temporary store di Sky dove è stata allestita una mega locandina della serie ritraente una grande crepa sul muro. I passanti hanno potuto così divertirsi nel farsi ritrarre da un fotografo protagonista in simpatiche pose.

Per capirne qualcosa di più non ci resta che sintonizzarsi su Sky Atlantic e guardare la nuova serie in onda tutti i giovedì alle 21.10!

 

Andrea Marson
Ha studiato Economia, Commercio Internazionale e Mercati Finanziari presso l’Università degli studi di Trieste.
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La rivincita degli smartphone

L’Audiweb conferma che il sorpasso degli accessi ad Internet tramite smartphone e tablet piuttosto che da computer ha avuto luogo a marzo, mese in cui gli italiani che hanno preferito i dispositivi mobili sono stati 7,4 milioni, ovvero il 37% degli utenti online nel giorno medio. Hanno superato i 5,3 fedeli al computer e i 7,2  che invece non esprimono preferenze.

L’Italia, sempre un po’ meno tecnologica rispetto al resto d’Europa si dimostra invece al passo con i tempi con una percentuale sempre più alta di persone connesse. Gli utenti connessi sono 25 milioni e di questi, 17,2 milioni preferiscono il cellulare.

I firmatari della rivoluzione tecnologica sono i più giovani: la fascia d’età tra i 18 e 24 anni, infatti, è quella più propensa all’uso dei dispositivi mobili preferiti ai vari pc o addirittura alla televisione.

I due terzi degli italiani hanno almeno uno smartphone in casa e una persona su due possiede un tablet, mentre i cellulari normali scendono sempre più arrivando al 30%.

Questi dati non solo dimostrano un cambiamento delle abitudini legate a divertimento, apprendimento, fruizione delle notizie, ma sono importanti per l’influenza che hanno su investimenti e scelte strategiche legate al  mondo del marketing e delle imprese.

L’Osservatorio Mobile Marketing&Service del Politecnico di Milano parla chiaro: per il 2014 sono previsti i 300 milioni di euro di investimenti per la pubblicità sui dispositivi mobili che corrispondono al 14% degli investimenti totali per la pubblicità su internet e il 5% di quelli su tutti i mezzi.

Le aziende che desiderano restare al passo con i tempi devono, quindi, fare tesoro di queste notizie e adattarsi alle nuove tendenze. Le persone tendono a passare il tempo online sui social network, su siti o app per i cellulari e su portali e siti d’intrattenimento.

È importante dunque sfruttare appieno le potenzialità che i social offrono e adattare i propri siti aziendali alla navigazione tramite tablet o smarphone al fine di essere accessibili nel migliore dei modi all’enorme percentuale di utenti fedeli al proprio telefono.

 

Andrea Marson
Ha studiato Economia, Commercio Internazionale e Mercati Finanziari presso l’Università degli studi di Trieste.
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Amore a distanza per Volkswagen

Teddy Tragedy è una storia d’amore davvero particolare. Questa simpatica pubblicità ideata da Adam&Eve DDB per Volkswagen, racconta il tragico amore di due pupazzetti, separati in auto diverse. Una semplice ma dolcissima storia che vede un coniglietto seduto in una Golf innamorarsi a prima vista di una coniglietta bianca attaccata con ventose alla finestra posteriore del furgoncino davanti.

Nel momento in cui il van finalmente frena, sembra ci possa essere una speranza per gli sfortunati amanti di avvicinarsi un po’, ma proprio a questo punto la nuova tecnologia “Golf’s Automatic Distance Control” si intromette tra il loro amore, segnalando l’avvicinamento delle auto e consigliando all’autista di frenare.

I vetri delle macchine si riempiono di gocce di pioggia che cadono come lacrime davanti agli occhi dei piccoli pupazzi, ormai sempre più distanti. La storia tragica di questa separazione si sta diffondendo nel web e sta contagiando l’intera Europa, strappando un sorriso e non poche visualizzazioni.

Adam&Eve Dbd, più volte trionfante a Cannes, con Teddy Tragedy ha guadagnato un argento nella categoria Film. Il premio si può considerare anche un po’ italiano in quanto lo sport è stato diretto dal regista Matteo Pellegrini e prodotto da Movie Magic International con Giorgio Borghi alla guida.

Che ne pensate del tenero spot? Commentate qui sotto!

 

Andrea Marson
Ha studiato Economia, Commercio Internazionale e Mercati Finanziari presso l’Università degli studi di Trieste.
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