Conversione e generazione di introiti: ora contano anche per il social media marketing

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Qualcuno potrebbe già dire: “E certo! Che altro dovremmo usare come strumento di valutazione?”, ma a quanto pare sembra proprio che ci siano arrivati anche i pezzi grossi.

I primi stadi della determinazione del valore delle proprie strategie social media sono state monopolizzare da metriche come il numero di sostenitori e altre variabili che sono tutt’ora considerate non propriamente incisive.
Alcune informazioni offerteci in gennaio da Bazaarvoice e The CMO Club, attraverso eMarketer ci mostrano come anche i marketer di alto profilo ora applichino anche ai social media quei criteri di valutazione che una volta erano appalto esclusivo delle altre aree del marketing tradizionale, vale a dire le conversioni e la generazioni di introiti.

Si può notare un netto stacco tra 2010 e 2011 in termini di importanza attribuiti alle conversioni: da 32,6% al 65,7%. Ovviamente lo stacco è stato maggiore di quello subito dalla voce “introiti”, in quanto è ancora difficile legare a filo diretto i guadagni ai social media, visti i molteplici fattori esterni al mondo di Facebook & Co che stanno alla base di un acquisto.

Altre statistiche evidenziate dallo studio mostrano come anche il blogging e la ricerca di una visibilità in ambito social media si siano ritagliati una bella fetta di spazio come generatori di ROI, almeno agli occhi di quei marketer che gli americani definirebbero “C-level” (i pezzi grossi, per capirsi).



Come cambierà l’uso di questi strumenti ora che anche nelle alte sfere ci si sta accorgendo del loro valore?
Sono davvero finiti i tempi in cui portare sostenitori, fan e “mi piace” equivale automaticamente al successo in termini di social media? Secondo queste statistiche non del tutto, e comunque resta il fatto che non saranno mai considerati totalmente irrilevanti.

Quello che potrebbe accadere invece, è che nel tempo i pezzi grossi continueranno a riconoscere e a tener conto di quelle metriche che garantiscono loro di poter lavorare senza problemi e in maniera tranquilla, e tenteranno di ignorare (e magari sovvertire) una metrica alquanto fastidiosa con cui sono costretti a convivere ogni giorno: la durata media di un Chief Marketing Officer al suo post si attesta tra i 22 e i 24 mesi.

Questa sì che è davvero immediata come metrica.

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