Always e Verizon contro gli stereotipi femminili

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A giugno il mondo della pubblicità si è tinto di rosa, ma anche di sociale. All’inizio del mese abbiamo potuto vedere la bellissima campagna #InspireHerMind di Verizon, che invita i genitori ad ispirare le proprie figlie a seguire i propri talenti.

Nello spot vediamo una bambina crescere tra frasi come “chi è la mia bella bimba?”, “tesoro attenta al vestito” o “lascia fare a tuo fratello”.  Sembrano frasi banalissime, ma è così che la ragazza, così ispirata dal mondo della biologia e della scienza, cresce con l’interesse ad essere carina piuttosto che brillante. Alla fine infatti la vediamo camminare nel corridoio di scuola e fermarsi davanti alla bacheca, sul momento sembra leggere il manifesto della gara di scienze, ma in realtà sta sfruttando solo il riflesso per aggiustare il gloss sulle labbra.

Ma cosa significa essere una ragazzina in un mondo così pieno di stereotipi sul mondo femminile e tanto attento all’aspetto fisico e all’apparenza? Cosa vuol dire essere ragazza o “fare le cose come una ragazza”?

Ce lo dimostra la campagna #LikeAGirl di Always. Spesso quando ci si riferisce ad una azione svolta “like a girl”, non si pensa ad una connotazione positiva. Nel video diretto dalla regista Lauren Greenfield vediamo come dei ragazzi interpretano frasi come “corri come una ragazza”, ma soprattutto vediamo come le stesse ragazzine, crescendo, cambiano il modo di percepire la frase.

Una ragazzina fino agli 11-12 anni, alla richiesta di correre come una ragazza, correrà al meglio delle sue possibilità, già oltre questa fascia d’età mimerà una corsa sciocca, come se non ne fosse capace, magari fingendo anche di preoccuparsi dei capelli. Cosa cambia in quell’età? Quando da bambine diventano giovani donne a tutti gli effetti le ragazze tendono a perdere la propria autostima e la sicurezza in se stesse nascondendosi dietro ai vari stereotipi femminili per ritrovare un’ identità.

Come ci si sente quando a quell’età qualcuno ti dice “colpisci come una ragazza” (o come una femminuccia)? Chiede la regista a una ragazza più grande. “Ti butta giù perché in quell’età stai già cercando di capire chi sei e quando qualcuno ti dice così ti chiedi cosa possa significare perché fino a quel momento ti sei sentita forte. È come dir loro che sono deboli.”

Il video invita le giovani donne a continuare a colpire, correre, giocare come delle ragazze perché non c’è niente che non va nel farlo. Se così continuerete a segnare, fare punto, prendere la palla a tempo o essere le prime, state facendo la cosa giusta, non importa ciò che vi dicono.

“Corro, cammino e mi sveglio la mattina come una ragazza perché sono una ragazza e non c’è niente di cui dovrei vergognarmi, quindi continuerò a farlo.”

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