Al lavoro senza veli

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agenti di marketing senza veliOnebestway, una società britannica di Newcastle, impegnata nel marketing e nel design, ha sperimentato una tecnica piuttosto particolare per controbattere alla crisi.

Da un po’ di tempo l’azienda stava subendo la recessione, all’interno dello staff vi erano dei malumori, e il personale veniva a mano a mano decimato. Finchè un giorno Mike Owen, amministratore delegato dell’azienda ha deciso di rivolgersi allo psicologo aziendale David Taylor. Questi dopo aver esaminato la situazione ha consigliato una strategia estrema, presentarsi in ufficio tutti completamente nudi. Lo scopo era quello di  migliorare il senso di appartenenza all’azienda e i rapporti  fra colleghi, inducendoli a operare senza insicurezze e inibizioni, con il fine di aumentare la produttività.

In un primo momento il personale della società è rimasto sbigottito e indignato all’idea di approcciarsi alla giornata di lavoro senza veli. Ma poi sotto l’invito dell’amministratore Owen, all’ultima spiaggia e con il fallimento alle porte, hanno deciso di provare l’iniziativa. Il risultato è stato ottimo. Lo spirito di squadra è migliorato moltissimo, e con esso anche la produttività, tanto che ora l’azienda sembra aver superato il periodo negativo, tanto da aver assunto due nuovi designer.

Gli stessi componenti dell’azienda sono rimasti soddisfatti dei risultati, ora i rapporti tra di loro non hanno più barriere, c’è maggiore onestà e tutto l’ambiente lavorativo è nettamente migliorato. Lo stesso Taylor ha sottolineato che l’iniziativa estrema, come la situazione che l’ha richiesta, ha risposto alle aspettative, ha prodotto la fiducia in se e nei colleghi, che serviva per rimettere in piedi l’azienda.

Allora cosa aspettate, facciamo una domanda di assunzione? 😉

2 Responses to Al lavoro senza veli

  1. Mi sembra una cosa davvero senza futuro. Quando si saranno abituati sarà la stessa cosa che essere completamente vestiti. Lo psicologo a questo c’aveva pensato?

  2. simone simone scrive:

    Non lo so Alberto, penso che sia tutto previsto.
    Certo che sarà stato difficile ad abituarsi.

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