Qualche consiglio per un buon crowdsourcing

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Che il contenuto generato dall’utenza possa essere un enorme vantaggio per tutti, è indubbio. E certamente questa regola vale anche per i video user-generated.

Un esempio? In gennaio, David Meerman Scott (che abbiamo imparato a conoscere grazie ad alcuni suoi preziosi consigli, (tipo questi o questi) ha tenuto un discorso al MarketingSherpa’s Email Summit, a Las Vegas.
Il suo intervento (che riguardava i temi del Real-Time Marketing e delle PR), è stato filmato da circa una dozzina di persone, che hanno in seguito contribuito a creare quello che viene definito in inglese “crowdsourced video”. Questo video, come evidenziato da David “raggruppa tutto e permette allo spettatore di capire come ci si potesse sentire ad essere parte del pubblico in quel momento, ascoltando il discorso in tempo reale”.

Il video ha l’indubbio merito di unire elementi di realtà e web, offrendo allo spettatore una nuova prospettiva sull’intervento. Per vederlo, andate qua.

Nel caso vogliate cimentarvi in qualche progetto simile, eccovi alcuni consigli. Ce li rivela Magdalena Georgieva, dello staff di HubSpot:

Usate i social media

Per quel che riguarda i contenuti realizzati in crowdsourcing, c’è sempre spazio per i social media, che siano utilizzati per coordinare l’intera organizzazione o solo per pubblicare il prodotto finito. È possibile, per esempio, coordinare tutti i partecipanti a un progetto attraverso un gruppo su Facebook, discutere le varie idee su LinkedIn o creare un hashtag su Twitter per dare vita a un conversazione in evoluzione costante. In qualunque modo voi scegliate di procedere, l’interazione in tempo reale è vitale per progetti di questo tipo.

Mostrate il vostro lavoro

Mostrare come è stato realizzato il video è sempre una buona idea. Fa vedere a tutti che il prodotto finale è qualcosa che tutti possono godersi, senza troppi problemi. Gli strumenti che adoperate non dovrebbero, tra l’altro, essere troppo tecnici. Il discorso di David Meerman, per esempio, è stato ripreso usando iPhone. Niente di così complicato, ma abbastanza efficace da permettere la realizzazione di un video di qualità.

Prendetevi il tempo necessario

Se da una parte ottenere video, fotografie, immagini e altri contenuti consultandosi con la “folla” (la crowd in questione) è un processo relativamente veloce,
mettere tutto insieme richiede invece parecchio tempo. In questo video sono stati concentrati nientemeno che centinaia di tweet e circa 20 ore di filmati. Quindi, quando decidete di lanciarvi in un progetto del genere, siate sicuri di prendervi il tempo adeguato per portarlo a termine in maniera definitiva.

Diffondete la vostra creazione!

Come ultima cosa, siate sicuri che l’utenza riesca a diffondere il video su larga scala. Niente di più semplice: chiedete aiuto in primis a coloro che vi hanno fornito il materiale. Possono scrivere qualcosa a riguardo sui loro blog o condividere notizie in proposito sui social media? Rendete il contenuto fruibile, e condividetelo, magari attraverso la vostra newsletter.

E voi, avete mai partecipato a progetti similari?

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