10 utili statistiche riguardanti Twitter

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Nel mese scorso Sysomos, un social media analytics provider ha rilasciato una bella relazione sull’uso di Twitter. Il problema con la maggior parte delle analisi su Twitter, è che esso raccoglie pochi dati degli utenti perciò spesso le analisi non sono perfette. Quindi qualche volta per colmare certe lacune si ricorre a stime non proprio precise, indovinando certe generalità degli utenti sulla base dei loro nomi o analizzando le informazioni biografiche delle persone. Questo spesso produce alcuni risultati discutibili, e la relazione di Sysomos non è immune da questo (per esempio essi hanno trovato che il 65%  degli utenti è inferiore ai 25 anni, ma sulla base di questo è solo il 0,7% degli utenti che rivela la propria età).

Ma comunque scavando in profondità nei dati raccolti sono stai rilevati questi 10 punti davvero interessanti.
Quindi ecco le 10 conclusioni che la relazione propone per aiutare l’utente e il suo brand, nella comprensione delle possibilità di utilizzo di Twitter:
1.    Il 21% degli account di Twitter sono vuoti. Per vuoti intendiamo gli account  attivati senza postare alcun tweet. Magari vi sono delle registrazioni effettuate solo per avere un nome utente per un uso successivo o per attivare account sperimentali attivati ma mai usati;
2.    Quasi il 94% degli utenti hanno meno di 100 followers. Essendo una novità molti creano l’account solo per provarne l’utilizzo, Sysomos ha trovato che la stragrande maggioranza degli utenti ha un basso followership;
3.    Marzo e Aprile 2009, sono stati i mesi determinanti alla crescita di Twitter. In questi mesi Ashton Kutcher ha lanciato la sua ricerca arrivando ad un milione di seguaci più velocemente della CNN, Oprah ha iniziato ad usare Twitter, e il costante flusso di nuovi utenti al sito è stato continuo. Per molti è il social media più sicuro, facile e veloce, il tutto con 140 caratteri alla volta;
4.    150 followers è il numero magico. Da alcuni dati del sondaggio è emerso che gli utenti di  Twitter tendono al follow back di tutti i propri followers fino ad un numero di 150 connessioni. Questo tasso di reciprocità sembra scendere drammaticamente al largo. Questo numero indica il livello in cui si passa dall’uso di Twitter per scopi personali, ad un utilizzo più pubblico delle proprie azioni e dei propri pensieri rivolgendosi ad una comunità di persone collegate a vari livelli;
5.    Una piccola minoranza crea la maggior parte delle attività. Una piccola minoranza di utenti impegnati nella creazione di contenuti generano la maggior parte delle attività, fra i social network è una particolarità comune, ma la curva che la identifica in Twitter è più ripida e pronunciata. Il 5% degli account per il 75% di tutte le attività e 10% degli account per l’86%. Ciò sembra suggerire che il sito è riuscito a coinvolgere un pubblico di massa al di là di quelli che di solito sono impegnati con i social network;
6.    La metà degli utenti di Twitter non sono attivi. Un utente di Twitter si definisce attivo se ha ha postato un tweet negli ultimi sette giorni (1 settimana). L’indagine svela appunto che il 50,4% degli utenti appartiene a questa categoria. Se andiamo a rimuovere il 21% del punto numero 1, il restante 30% è costituito da quegli utenti che hanno postato alcuni tweet ma ora sono inattivi;
7.    Il martedì è il giorno più attivo di Twitter. Questo è il giorno dove c’è la maggiore attività di tweet e retweet, seguito dal Mercoledì e dal Venerdì;
8.    Le API sono la chiave dello sviluppo di Twitter e della sua utilità. In termini di strumenti che le persone stanno usando per Twitter, Symosos ha rilevato che più della metà (55%) di tutti gli utenti di Twitter usa qualcosa di diverso da Twitter.com per twittare, fare ricerche e più in generale interfacciarsi con il social network;
9. L’inglese domina Twitter. I primi 4 stati in ordine sono tutti di lingua inglese, rispettivamente USA, UK, Canada, Australia). Gli USA coprono il 62% della totalità degli utenti, seguiti dal Regno Unito con l’8%, il Canada con il 5,7% e l’Australia con il 2,8%. Lo stato non inglese con la quota maggiore è il Brasile al 2%;

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10.    Twitter è guidato dal supporto dei Social Media Geeks. Questa non dovrebbe essere una sorpresa, se no che il 15% degli utenti di Twitter che seguono più di 2000 persone è costituito da Social Media Marketers propensi a postare update ogni giorno, a volte anche più volte al giorno, e ad utilizzare Twitter molto attivamente per la comunicazione diretta;
11.    Bonus: Le città con la maggiore popolazione Twitter sono nell’ordine New York, Los Angeles, Toronto, San Francisco e Boston. Los Angeles è la città in più rapida crescita nella lista.

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